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title: 80 anni di libertà. 80 anni di D Day
description: Oggi, davanti a quegli scheletri di cemento il presidente francese Emmanuel Macron officerà le celebrazioni dell’80º anniversario del D Day
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date: 2024-06-06
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/esteri/d-day/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, Europa, Stati Uniti, storia]
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# 80 anni di libertà. 80 anni di D Day

![D Day](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/06/Evidenza-sito-1262-1024x639.jpg)

Oggi, davanti a quegli scheletri di cemento armato il presidente francese Emmanuel Macron officerà le celebrazioni dell’80º anniversario del D Day

**Dalla spiaggia di Arromanches e dalle alture subito alle spalle della lingua di sabbia si stagliano ancora oggi **- ottant’anni dopo - **i resti dei pontoni del gigantesco porto artificiale costruito dagli americani per garantire l’afflusso di uomini e soprattutto mezzi nei giorni successivi il D Day. **
Nelle non rare giornate di foschia o nebbia, quei monumenti alla più grande e complessa operazione aeronavale della storia sfumano, assumono quasi la fattezze di fantasmi. E nella loro apparente inconsistenza sono perfetti per ricordare ai turisti che si affollano sul litorale ciò che accadde quel giorno e cambiò la storia del mondo per sempre. 

**Sono forse persino più evocativi delle innumerevoli casematte e dei bunker costruiti dai tedeschi in previsione dell’invasione.** Oggi, davanti a quegli scheletri di cemento armato il presidente francese **Emmanuel Macron** officerà le celebrazioni dell’80º anniversario, mentre tutti i giorni fra di essi si aggirano donne e uomini variamente consapevoli e i bambini scorrazzano giocando ai soldati. 

**È naturale, nessuna colpa particolare ma è guardando i resti di quei pontoni che riusciamo con maggiore naturalezza a rivolgere un pensiero grato e commosso alle migliaia di ragazzi americani, inglesi e canadesi che sulle quattro spiagge denominate Utah, Omaha, Juno e Sword, si lanciarono all’alba del 6 giugno 1944 per infliggere il colpo decisivo al mostro nazista. **
Se non fossero morti per noi, se non avessero combattuto all’ultimo sangue per la loro vita, le loro famiglie, i loro Paesi e il nostro futuro, il corso della storia sarebbe stato diverso. 

I ‘se’ non dovrebbero aver spazio nei libri di storia ma se l’invasione fosse fallita, se la prima ondata non fosse riuscita a tenere le spiagge, se migliaia di ragazzi non si fossero immolati sotto il fuoco delle mitragliatrici tedesche o negli spericolati lanci dei paracadutisti nell’entroterra, **i nazisti avrebbero resistito molto più a lungo finendo per cedere alla soverchiante potenza dell’armata Rossa da Est. E la storia d’Europa sarebbe stata diversa. **

Il D Day, grazie alla potenza evocativa del cinema, lo conoscono tutti **e lo stesso cimitero militare americano nell’immediato entroterra di Omaha Beach è finito per diventare gettonatissima meta turistica**, sulla scorta di “Salvate il Soldato Ryan” di Steven Spielberg, che resta una delle più accurate ricostruzioni di ciò che fu quell’alba. 
Ce n’è un altro di cimitero di Guerra a pochi chilometri di distanza: quello tedesco. Ci vanno in pochissimi e quando lo visitammo fummo sopraffatti dall’età di chi vi è sepolto, **un mare di ventenni e diciannovenni sacrificati dalla follia di un’ideologia di morte.** Contro la quale si immolarono i loro coetanei americani, fra le cui tombe si aggirano le comitive dei turisti. 

**Sabato e domenica dovremmo votare anche in loro memoria, perché il sogno europeo nasce dal collettivo “Mai più“ figlio dell’immane tragedia della seconda guerra mondiale.**

di *Fulvio Giuliani *
