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title: Da Bulganin a Putin
description: Durante la “crisi di Suez” Bulganin minacciò con un telegramma diplomatico un attacco nucleare. Putin deve aver letto le memorie di Kruscev.
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date: 2022-02-22
author: Ottavio Lavaggi
url: https://laragione.eu/esteri/da-bulganin-a-putin/
categories: [Esteri]
tags: [russia]
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# Da Bulganin a Putin

![Bulganin Putin](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Bulganin-Putin.png)

Durante la “crisi di Suez” il primo ministro sovietico Bulganin minacciò con un telegramma diplomatico un attacco nucleare contro Francia, Inghilterra e Israele in mancanza di un ritiro dall’Egitto. Putin deve aver letto le memorie di Kruscev, il quale confessò che l'obiettivo era dividere l'Occidente.

Nell’**autunno** del **1956**, durante la “**crisi di Suez**”, il primo ministro sovietico **Nikolai Bulganin** **minacciò con un telegramma diplomatico un attacco nucleare contro** la **Francia**, l’**Inghilterra** e **Israele** in mancanza di un ritiro dall’**Egitto**. **Nikita Kruscev** confessò nelle sue memorie che l’unico reale obiettivo di quella minaccia era di **dividere l’Occidente**, visto che la **Russia** non aveva né abbastanza missili intercontinentali per attaccare né alcuna intenzione di farlo.

**La minaccia tuttavia funzionò**, visto che **gli americani spinsero** inglesi, francesi e israeliani a ritirarsi. **Putin** deve aver letto le memorie di **Kruscev**. Siamo chiaramente tornati al ‘**linguaggio diplomatico**’ della **Guerra fredda** e il presidente tenta nuovamente di **dividere l’Occidente**. Conta sulla **dipendenza tedesca dal gas russo** e sul **neoisolazionismo della destra populista americana**. È presto, a mio parere, per concludere che **il suo bluff non abbia funzionato**.

Certo, [l’Occidente almeno formalmente è stato sinora capace di far fronte comune](https://laragione.eu/evidenza/loccidente-ce-e-sa-battere-un-colpo/) e **l’Unione europea** non ha ‘perso pezzi’ (con la non sorprendente eccezione di **Orban**), riuscendo anzi a portare a casa **una precipitosa ritirata dei sovranisti polacchi**. Per parte sua, **Putin ha incassato una sostanziale annessione militare e politica della Bielorussia** e si riserva di annettere anche il **Donbass**, **mandando all’aria** quel che resta degli **Accordi di Minsk**. Ha esplicitamente, deliberatamente vestito i panni del ‘bullo’ e dubito sia intenzionato a cambiar d’abito.

**La battaglia è lungi dall’essere vinta**. **Putin è intenzionato a restare a lungo al potere**, avendo assassinato o imprigionato i principali oppositori, e probabilmente conta sul fatto che nessuno dei leader occidentali avrà vita politica altrettanto lunga.

Quali sono i ‘vasi di coccio’ su cui il presidente russo sembra contare?

- In primis la debolezza dei democrat americani, che rischiano di perdere il controllo del Congresso a novembre, trasformando Biden in lame duck.

- In secondo luogo l’estrema difficoltà dei tedeschi a concepire una transizione energetica non fondata sul gas russo e ad assumere una posizione credibile in materia di difesa.

- In terzo luogo l’intrinseca fragilità dell’Ucraina, con un’economia fortemente legata alla Russia, una democrazia ancora molto debole e un esercito senza deterrente, avendo imprudentemente rinunciato ai suoi missili nucleari nel 1994. È questo un punto che l’Occidente dovrebbe ricordare al Putin studioso smemorato di storia diplomatica: nel memorandum di Budapest la Federazione Russa si era esplicitamente impegnata a rispettare l’indipendenza e integrità territoriale dell’Ucraina, impegno platealmente violato con l’annessione della Crimea.

Per quel che riguarda più banalmente casa nostra, cioè l’**Italia**, i ‘vasi di coccio’ certamente non mancano ma fortunatamente contano poco.

 

di *Ottavio Lavaggi*
