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title: Dalla Russia con veleni
description: "Non c'erano dubbi sul fatto che a far uccidere Aleksandr Litvinenko fosse stato il governo russo. Questo non è un caso isolato."
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date: 2021-09-22
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/esteri/dalla-russia-con-veleni/
categories: [Esteri, Evidenza]
tags: [governo]
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# Dalla Russia con veleni

![Dalla Russia con veleni](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/Russia.png)

Non c'erano dubbi sul fatto che a far uccidere Aleksandr Litvinenko fosse stato il governo russo. Questo non è un caso isolato.

Nessuno di noi dubitava che **a far uccidere Aleksandr Litvinenko** fosse stato **il governo russo**, escludendo che un’azione di quel genere, con l’uso di **polonio radioattivo mescolato nel the**, potesse essere frutto di iniziative personali. Nessuno dubitava, anche perché **ce lo aveva raccontato la stessa vittima**, morendo.

Ma la sentenza della **Corte europea dei diritti dell’uomo** introduce un elemento ineludibile: mentre la giustizia inglese stabilì la colpevolezza dei due agenti segreti russi, materialmente esecutori dell’omicidio, qui si fa riferimento al **governo come mandante**. Da ieri, quindi, avere a che fare con il **governo russo**, che due giorni fa ha **truccato le elezioni** per mantenere il potere, significa sapere di avere a che fare con chi ha **deliberatamente scelto di ammazzare** qualcuno in casa nostra.

**Né si tratta di un caso isolato**, visto che – quella volta non a Londra, ma a Salisbury – altrettanto fecero con **Serghej Skripal e sua figlia Yulia**, avvelenati anche loro. Si salvarono, ma la fiala contenente il veleno era stata abbandonata dai sicari in un parco e ne è **morta una donna** che l’aveva trovata.

**Mentre langue in carcere Alexiei Navalny**, oppositore, anche lui avvelenato, salvatosi e rientrato **in Russia per sfidare il regime**. Si potrebbe continuare, ricordando l’esemplare vicenda di **Michail Borisovič Chodorkovskij**. Quel che ci preme dire, però, non abbisogna di altri elementi: il **dispotismo russo** cambia poco della sua condotta, nel passare dagli zar al comunismo e dal comunismo al nazionalismo.

E se si può, con una certa esagerata dose di cinismo, pensare che quelli interni siano affari loro, occorre una dose doppia di cecità o corruzione per non sapere che **quel sistema dispotico spese e spende molti soldi per destabilizzare le nostre democrazie**.

Lo fece con il comunismo e lo fa con il putinismo. In quella condotta vibra ancora la doppia visione di **Pietro il grande**, che dell’Occidente era ammiratore, fino a costruire un’intera città portando a Oriente le nostre forme (e di **Pietroburgo**, che aveva appena finito di chiamarsi **Leningrado**, **Putin fu sindaco**), al contempo escludendo di tollerare a Occidente confinanti potenti, quindi lavorando a dividerli, minarli e, quando possibile, invaderli. **Tutto questo non significa affatto che con la Russia non si possano e debbano avere rapporti o non si possano fare affari**.

Non solo il mondo dei dittatori con cui si commercia è piuttosto affollato, ma **con la Russia abbiamo inscindibili legami di carattere storico e culturale**. La nostra letteratura sarebbe orba se non vedesse il mondo anche con gli occhi di quella russa. Significa, piuttosto, che quando coagulano formazioni politiche che – in nome della cristianità o dell’internazionalismo comunista, del nazionalismo o dell’antioccidentalismo – guardano a Mosca come alternativa a Bruxelles, Francoforte, Roma, Parigi o Londra, lì si trovano i nemici dei nostri interessi nazionali e quanti s’asserviscono a poteri esterni per depotenziare il nostro imperfetto e meraviglioso mondo delle libertà e del diritto.

Che siano grotteschi analfabeti che si suppongono affaristi o incolti propalatori di storie orecchiate, il sostegno – economico e logistico – che trovano a Est ha una e una sola chiave di lettura: **un attacco alle nostre democrazie**. Con i loro usano le bevande avvelenate, con i nostri i veleni digitali. In entrambi i casi si tratta di **azioni ideate a Est** ed effettuate sul nostro territorio. C’è un modo per evitare che degeneri in guerra e consiste nel combattere politicamente tale dottrina.

Con i **comunisti** era facile, perché rivendicavano orgogliosamente l’essere **al servizio di Mosca**, con certi nazionalisti meno, ma ascoltarli con attenzione e memoria aiuta non poco e il loro dirsi di destra non li allontana di un pelo dai compagni che non ebbero neanche la decenza di pentirsi.

 

di *Davide Giacalone*
