Dazi Trump, Corte d’appello Usa: “Sono in gran parte illegali”. E un giudice federale blocca le “espulsioni rapide”
“Tutti i dazi sono ancora in vigore!”, ha scritto su Truth Trump criticando allo stesso tempo la Corte d’appello e la sua sentenza

Dazi Trump, Corte d’appello Usa: “Sono in gran parte illegali”. E un giudice federale blocca le “espulsioni rapide”
“Tutti i dazi sono ancora in vigore!”, ha scritto su Truth Trump criticando allo stesso tempo la Corte d’appello e la sua sentenza
Dazi Trump, Corte d’appello Usa: “Sono in gran parte illegali”. E un giudice federale blocca le “espulsioni rapide”
“Tutti i dazi sono ancora in vigore!”, ha scritto su Truth Trump criticando allo stesso tempo la Corte d’appello e la sua sentenza
La maggior parte dei dazi globali imposti da Donald Trump sono stati dichiarati illegali da una Corte d’appello federale, secondo la quale il presidente Usa ha oltrepassato la sua autorità imponendoli.
La sentenza non avrà effetto fino al 14 ottobre, per dare all’amministrazione il tempo di chiedere alla Corte Suprema di occuparsi del caso si legge sulla Bbc. “Trump ricorrerà quasi certamente in appello”, ha riferito la CNBC.
Con una decisione presa con 7 voti contro 4, la Corte d’appello federale ha respinto l’argomentazione di Trump secondo cui i dazi erano consentiti in base a una legge sui poteri economici di emergenza, definendoli “non validi in quanto contrari alla legge”.
La reazione di Trump
“Tutti i dazi sono ancora in vigore!”, ha scritto su Truth Trump criticando allo stesso tempo la Corte d’appello e la sua sentenza: “Se fosse confermata, questa decisione distruggerebbe letteralmente gli Stati Uniti d’America”. “Oggi una corte d’appello altamente partigiana ha erroneamente affermato che i nostri dazi dovrebbero essere aboliti, ma sanno bene che alla fine saranno gli Stati Uniti d’America a vincere”, ha scritto. “Se questi dazi venissero aboliti, sarebbe un disastro totale per il Paese. Ci renderebbe finanziariamente deboli, mentre dobbiamo essere forti”.
Il tycoon aveva giustificato i dazi in base all’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), che conferisce al presidente il potere di agire contro minacce “insolite e straordinarie”. Trump ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale sul commercio, sostenendo che uno squilibrio commerciale è dannoso per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Ma la corte ha stabilito che l’imposizione di dazi non rientra nei poteri del presidente e che la fissazione delle imposte è “un potere fondamentale del Congresso”.
Un giudice federale ha bloccato i tentativi dell’amministrazione Trump di estendere una procedura di espulsione accelerata per gli immigrati irregolari, stabilendo che l’applicazione estesa della norma crea “un rischio significativo” che le persone che potrebbero avere diritto a rimanere negli Stati Uniti, vengano invece espulse dal Paese.
Oltre i dazi: giudice federale blocca le “espulsioni rapide” degli immigrati volute da Trump
Il giudice distrettuale statunitense, Jia Cobb, ha accolto la richiesta di un gruppo di immigrati di sospendere la procedura nota come “rimozione accelerata” che era stata precedentemente utilizzata per espellere rapidamente i migranti trattenuti al confine con il Messico, se erano entrati negli Stati Uniti nelle due settimane precedenti. Tuttavia, da gennaio scorso, l’amministrazione di Trump aveva esteso l’applicazione del procedimento a tutto il Paese, per dare una stretta all’immigrazione irregolare attraverso le deportazioni veloci.
Il giudice Cobb ha bloccato questo uso esteso della procedura, affermando che potrebbe portare all’espulsione “erronea” di persone senza un giusto processo. “A differenza di alcuni casi che tradizionalmente sono soggetti a espulsione accelerata, come le trattenute al confine o nelle sue vicinanze subito dopo l’attraversamento, altre persone che il governo sta ora sottoponendo a espulsione accelerata sono entrate nel nostro Paese da tempo”, ha scritto Cobb in un parere di 48 pagine. La giudice ha citato anche la Costituzione, che garantisce che “nessuna persona potrà essere allontanata dagli Stati Uniti senza avere avuto la possibilità, in un momento opportuno, di essere ascoltata”. In questi mesi, sono state centinaia le deportazioni operate negli Stati Uniti dagli agenti dell’Ice, Immigration and Customs Enforcement, alcune poi risultate frutto di “errori amministrativi”.
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