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title: Democrazia e giornali che siano tali
description: La crisi delle vendite dei giornali è ormai un fenomeno costante, in tutti i Paesi democratici, anche per lo sviluppo dei social
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date: 2024-11-29
author: Matteo Muzio
url: https://laragione.eu/esteri/democrazia-e-giornali-che-siano-tali/
categories: [Esteri]
tags: [editoria, esteri]
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# Democrazia e giornali che siano tali

![giornali social](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/11/Evidenza-sito-1781-1024x639.jpg)

I social non svolgono la stessa funzione dei giornali e sono molto manipolabili

**La crisi delle vendite dei giornali è ormai un fenomeno costante, in tutti i Paesi democratici, per motivi legati allo sviluppo dell’informazione sul *web* ma non solo.** Negli Stati Uniti questa tendenza ha portato tuttavia a un *deficit* di copertura informativa che, in ultima analisi, ha contribuito al deterioramento della democrazia. Secondo i dati raccolti dall’annuale “State of Local News Report”, pubblicato nelle scorse settimane dalla Scuola di giornalismo della Northwestern University, **nel 2023 hanno chiuso ben 127 giornali, lasciando scoperte oltre 1.500 contee**. Queste aree, che comprendono circa 55 milioni di abitanti,** sono attualmente prive di qualsiasi fonte di notizie locali.**

Cosa rimane dunque in questi territori**? Prevalentemente contenuti *social*, più manipolabili e privi di controlli.** **Certo, anche i giornali hanno commesso errori. **Nella stessa relazione si evidenzia come molte testate abbiano abusato dei sussidi concessi durante la pandemia di Covid-19, confidando erroneamente nel fatto che la crescita di lettori registrata in quel periodo – con conseguente aumento degli introiti pubblicitari e degli abbonamenti – sarebbe durata per sempre.

**I modelli di *business* tradizionali sono insostenibili nelle aree rurali, mentre nelle città una minima *audience* è ancora possibile.** Tuttavia, secondo un’indagine di Reporter Sans Frontières, questa situazione ha provocato un’erosione della democrazia. **Un minor numero di testate significa infatti maggiore disinformazione, più corruzione politica e una ridotta consapevolezza collettiva.** Secondo Al Cross, fondatore della Scuola di giornalismo rurale dell’Università del Kentucky, l’ultima è stata «**l’elezione più disinformata di sempre**». A suo avviso, la situazione è ancora più critica: «**Ci sono contee che possiedono ancora testate locali, almeno nominalmente, ma queste ormai si sono ridotte a ‘giornali fantasma’**». Cross porta un esempio concreto: «Il 5 settembre 2023, su un piccolo settimanale di Hutchinson, in Kansas, è uscito un articolo su una casa di riposo locale. Peccato che si trovasse in un’altra Hutchinson, che si trova in Minnesota». **Un caso emblematico che mostra uno scenario di crisi profonda.**

La relazione di Reporter Sans Frontières individua la Florida, fra gli Stati americani più popolosi, come uno dei territori dove la situazione si è aggravata sotto ogni punto di vista. **Non solo circa 300mila abitanti sono ormai privi di una fonte di notizie del territorio, ma gli amministratori locali – a partire dal governatore repubblicano Ron DeSantis – hanno assunto atteggiamenti sempre più ostili verso la stampa. Una recente legge ha persino reso più facile querelare i giornalisti. **Secondo Cross la responsabilità principale va attribuita a Donald Trump: «Da quando è entrato sulla scena politica nazionale, **il suo modo di additare la stampa come ‘nemico’ ha influenzato anche gli esponenti politici locali**».

Nonostante il quadro sconfortante, esistono modelli di *business* che cercano di uscire dalla spirale negativa fatta di calo dei lettori e perdita degli introiti pubblicitari. **Dal 2019 è attivo su tutto il territorio federale “States Newsroom”, un progetto *non profit* basato su donazioni individuali, che riesce a coprire tutti gli Stati americani attraverso la creazione di piccole redazioni composte da quattro o sei giornalisti. **Persino nella remota Alaska è nato “Alaska Beacon”, con l’obiettivo di garantire la copertura delle notizie in uno dei territori più difficili. **Tuttavia, la strada è ancora in salita: i lettori continuano ad affidarsi ai *social* per informarsi, esponendosi al rischio di notizie manipolate ad arte.**

di* Matteo Muzio*
