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title: Dietro la Merkel il forse
description: Dopo la Merkel, sulle questioni che contano i tre principali contendenti esprimono solo slogan e nessun progetto.
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date: 2021-09-07
modified: 2023-08-29
author: Paolo Fusi
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categories: [Esteri]
tags: [politica]
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# Dietro la Merkel il forse

![Dietro la Merkel il forse](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/Merkel.png)

Sulle questioni che contano i tre principali contendenti esprimono solo slogan e nessun progetto. Silenzio sulla debolezza del sistema bancario.

**La maggioranza che uscirà dal voto tedesco del 26 settembre** dovrà decidere presto e in modo chiaro la linea sulla pandemia, sull’inderogabile rivoluzione energetica, sull’implementazione telematica, sulla debolezza strutturale del sistema bancario e della politica estera, sull’immigrazione, sul disastro della privatizzazione dell’istruzione e dei trasporti.

**Si affrontano** il presidente del Nordrhein-Westfalia **Armin Laschet** (Cdu), il ministro delle Finanze e vice-cancelliere **Olaf Scholz** (Spd) e il segretario federale dei Verdi **Annalean Baerbock**. Tutti e tre hanno teoriche possibilità di vincere. Questo perché la linea anti- ambientalista dei democristiani ha accresciuto il peso elettorale degli ecologisti e diminuito quello dell’alleanza Cdu-Csu, che dal 32% del 2017 viene accreditata oggi di una percentuale intorno al 20%.

Il controverso successo del partito populista di destra AfD ha portato via tantissimi voti tradizionalmente democristiani. Così come i Verdi hanno profondamente eroso, nel corso degli anni, l’elettorato socialdemocratico.

Nei dibattiti pubblici, **Laschet brilla per le sue contraddizioni**: «Siamo di fronte ad un decennio di grandi modernizzazioni, e questo va affrontato con fermezza e prudenza», cui si aggiungono le solite frasi sul «pericolo comunista». La signora **Baerbock**, la cui parola d’ordine è «mettersi in posizione di difesa», **ha mentito sul suo curriculum e in un suo libro ha copiato intere pagine altrui**. Sicché **Scholz** sembra essere **il favorito** poiché, nell’immagine dell’elettorato, rappresenta una sorta di **continuità con il cancellierato Merkel** (cosa che la cancelliera smentisce, ma tant’è).

**Sulle questioni che contano solo slogan e nessun progetto**. L’elettorato trasecola di fronte all’assenza totale di indirizzo. **Sull’ambientalismo esiste una posizione chiara dei Verdi**, purtroppo espressa da una candidata che la gente considera completamente sputtanata; gli altri candidati sono fedeli alla ‘vecchia’ industrializzazione e questo – in una nazione duramente colpita dagli effetti del riscaldamento ambientale con i disastri degli allagamenti degli ultimi anni, che sono costati miliardi di danni e centinaia di vite umane – non crea consenso. **Sulla debolezza del sistema bancario c’è solo silenzio**, mentre **sulle questioni di politica estera ci sono affermazioni contraddittorie e nebulose**.

**Sul resto si rimpiange la signora Merkel**, accusata di non essere stata coerente fino in fondo, specie sulla **complicata legge elettorale** che in pochi anni ha portato quasi al raddoppio del numero dei parlamentari e delle spese del Bundestag: un argomento sui cui la gente è infuriata e i partiti (tutti) fanno finta di nulla.

Non c’è dubbio che stiamo per affrontare un **quadriennio di endemica debolezza e insicurezza dell’esecutivo tedesco**, che sarà comunque un accordo fra almeno tre partiti in quanto Cdu e Spd insieme stavolta non raggiungeranno la maggioranza assoluta.

**In uno scontro fatto di parole d’ordine vuote e grande voglia di evitare le questioni vere**, questo non può che preoccupare gli alleati europei, che hanno bisogno di una Germania solida e di un corso politico comprensibile, visto che l’economia tedesca è il cliente europeo più importante per tutti. Purtroppo, **i mali del sistema dialettico politico italiano sono arrivati fino a Berlino**.

 

di *Paolo Fusi*
