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title: Dmitry Medvedev, da apparente dialogante a estremista
description: Il mantra della propaganda russa ha trovato da tempo il suo interprete più aggressivo e volgare proprio in Dmitry Medvedev
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date: 2023-07-21
author: Yurii Colombo
url: https://laragione.eu/esteri/dmitry-medvedev-da-apparente-dialogante-a-estremista/
categories: [Esteri]
tags: [Evidenza, russia]
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# Dmitry Medvedev, da apparente dialogante a estremista

![Dmitry Medvedev](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/07/Evidenza-sito-468.jpg)

Il *mantra* della propaganda russa ha trovato da tempo il suo interprete più aggressivo e volgare proprio in Dmitry Medvedev

Mosca – «L’esperienza mondiale e nostrana dimostra che i terroristi (gli ucraini, *ndr.*) non possono essere affrontati con sanzioni internazionali, intimidazioni o esortazioni. **Capiscono solo il linguaggio della forza**. **Solo metodi duri e completamente disumani.** Per questo è necessario far saltare in aria le loro case e quelle dei loro parenti, cercare e liquidare i loro complici,** abbandonando l’idea banale di fargli un processo.** Ma la cosa principale è distruggere i vertici delle formazioni terroristiche, indipendentemente da dove questi insetti si nascondano».** Eccolo qui l’ultimo anatema redatto su Telegram da Dmitry Medvedev**, già presidente della Russia e ora **vice presidente del suo Consiglio di sicurezza**, dopo che chirurgicamente l’esercito ucraino aveva colpito il ponte che collega la Crimea alla terraferma russa. **Niente di nuovo, si dirà.** Ormai il suo stile lo si conosce.

**Il *mantra* della propaganda russa ha trovato da tempo il suo interprete più aggressivo e volgare proprio in Medvedev**. Il quale vuole forse far dimenticare al suo padrino Putin la sua immagine *liberal* del passato, fatta di aperture in economia e concerti privati** dei Deep Purple al Cremlino** (questi ultimi, per la cronaca, dopo l’inizio dell’invasione dell’Ucraina **hanno rimandato per protesta al mittente i *souvenir* ricevuti a latere di quell’esibizione**). Il pupillo dello ‘zar’ vuole intercettare con le sue minacce quella parte dell’opinione pubblica russa ancora convinta che la colpa di quanto sta accadendo sia da addossare all’Alleanza Atlantica e che, ovviamente, **continua a nutrirsi a sazietà della narrativa secondo cui dal 2014 a Kiev si marci al passo dell’oca**. Non a caso ogni due giorni si tengono a Mosca manifestazioni in cui i partecipanti, agitando missili nucleari di cartone,** chiedono a gran voce che quelli veri vengano lanciati «su Washington!».** Rabbia e odio – di soltanto una parte dei russi, si badi bene – alimentati dall’ideologia e dal mito ultranazionalista del ruolo ‘benevolente’ dell’Armata Rossa nella Seconda guerra mondiale.

**Tuttavia le parole di fuoco di Medvedev trovano eco non soltanto all’interno del Paese ma anche nel cosiddetto “mondo pacifista” europeo**, che in realtà ha tifato sin dall’inizio (e senza neppure tanto nascondersi) per l’aggressione di Putin. Questa tendenza è stata confermata da un recente sondaggio della Global Attitudes Survey da cui si ricava che mentre in Europa la sfiducia in Putin è mediamente sopra l’80% (con la Polonia al 98%), i**n Italia è invece al 79%**, in Ungheria soltanto al 73% e **in Grecia addirittura al 66%.**             **Quello dei simpatizzanti della ‘denazificazione’ è un piccolo mondo nostalgico dell’Ordine di Yalta,** soprattutto di derivazione comunista ma composto anche da coloro che in passato hanno fatto affari con la Russia (chiudendo gli occhi su guerre e diritti umani).

Il *target* che Medvedev con la sua sgangherata campagna vuole raggiungere in Occidente è in buona parte stranoto: s**ono i nipoti dei magliari che negli anni Settanta attraversavano di frodo la cortina di ferro** con le calze di nylon e non soltanto di coloro che vedevano nella Russia il “sol dell’avvenire”.

di *Yurii Colombo*
