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title: "Donald Trump alla convention di Milwaukee: &#8220;Dio mi ha salvato. Riporteremo la pace. Al via la più grande deportazione della nostra storia&#8221;"
description: 90 minuti di ovazione per The Donald, durante il suo discorso di accettazione della nomination. Oggi la prima telefonata con Zelensky.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/07/Trump-Milwaukee.jpg
date: 2024-07-19
author: Claudia Burgio
url: https://laragione.eu/esteri/donald-trump-alla-convention-di-milwaukee-dio-mi-ha-salvato-riporteremo-la-pace-al-via-la-piu-grande-deportazione-della-nostra-storia/
categories: [Esteri]
tags: [politica, Trump, usa]
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# Donald Trump alla convention di Milwaukee: &#8220;Dio mi ha salvato. Riporteremo la pace. Al via la più grande deportazione della nostra storia&#8221;

![Trump Milwaukee](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/07/Trump-Milwaukee.jpg)

2024-07-18 21:00:00

2024-07-18 19:00:00

La Convention repubblicana a Milwaukee non è una Convention come tutte le altre, per ragioni politiche, d'immagine, ma soprattutto di solidarietà nei confronti di Donald Trump

La Convention repubblicana a Milwaukee che si sta tenendo in questi giorni, subito dopo l'attentato all'ex presidente USA, Donald Trump, non è una Convention come tutte le altre. Oltre all'importanza per il suo peso politico e d'immagine - sempre a Milwaukee è avvenuta la prima apparizione in pubblico di Trump dopo la tragedia sfiorata - la Convention è stata anche la prima occasione in cui i sostenitori di Trump hanno deciso dimostrare tutta la loro solidarietà nei confronti del tycoon, indossando una benda all'orecchio destro: "Vogliamo fargli vedere che lo sosteniamo al 100%".

La moda sarebbe stata lanciata dal delegato dell'Arizona, Joe Neglia. Il primo, infatti, a sfoggiare il cerotto sull'orecchio, che in un'intervista alla Cbs News avrebbe dichiarato così: "Questa è la nuova tendenza di moda. La sto lanciando io. Presto tutti nel mondo indosseranno queste cose". Detto, fatto. I repubblicani non si sono fatti attendere e in tantissimi hanno risposto all'iniziativa.

C'è grande attesa per il quarto ed ultimo giorno della Convention repubblicana a Milwaukee, che si terrà proprio oggi intorno alle ore 21 locali (le 4 del mattino in Italia), in cui Donald Trump verrà formalmente incoronato come candidato del partito per la Casa Bianca. E, sempre questa sera, il tycoon dovrebbe tenere il tanto atteso discorso di accettazione della nomination. Quel che è certo è che non mancheranno numerose orecchie bendate.Di Claudia Burgio

Orecchie bendate in sostegno a Donald Trump

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2024-07-19 09:23:23

2024-07-19 07:23:23

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2024-07-15 08:11:24

2024-07-15 06:11:24

Dopo l'attentato a Trump, gli Stati Uniti d’America si sono scoperti più fragili, più divisi, incomunicabili, sospettosi e furiosi che mai

24 ore abbondanti dopo lo shock dell’attentato a Donald Trump, tutto quello che abbiamo commentato a caldo acquista - se possibile - ancora più forza. Con quel proiettile passato a un centimetro dal cranio dell’ex Presidente e candidato alla Casa Bianca e gli altri che hanno mietuto un morto e feriti fra la folla del comizio in Pennsylvania, gli Stati Uniti d’America si sono scoperti più fragili che mai. Più divisi che mai. Più incomunicabili, sospettosi e furiosi che mai.Oltre le parole (sacrosante) di prammatica del presidente Joe Biden, dell’ex presidente Barack Obama e di tutti i leader mondiali, la verità è che la società americana non si riconosce più. Sopra ogni altra cosa, non riconosce la legittimità dell’avversario politico.Torniamo sul punto, perché riteniamo sia vitale riflettere sui conti che non sono stati mai fatti. Sulle verità che non sono state mai dette fino in fondo e che riportano sempre alla spaccatura mai sanata dell’assalto a Capitol Hill. Questo certo non significa, come gli zelanti ultras sono sempre pronti a commentare, ascrivere assurdamente una qualche responsabilità di quanto accaduto a Butler alla vittima dell’attentato stesso.Donald Trump ha rischiato di essere ucciso come troppe volte è capitato ai Presidenti nella storia degli Usa, che è anche storia di violenza politica cieca e spesso mai chiarita fino in fondo.Piuttosto che abbandonarsi al complottismo e alle teorie più assurde - ieri ci è toccato di ascoltare e leggere di tutto: dal piano della “sinistra“ per far fuori il candidato troppo forte, all’”autoattentato“ ordito per assicurare a The Donald l’aura del martire - bisognerebbe tornare alla cruda verità: accadeva già prima di quel giorno infausto, ma dall’assalto fisico ai simboli della Repubblica le due Americhe si detestano. Con un grado di violenza e incomunicabilità spaventoso.Non fanno neppure più finta di avere una comune base intoccabile di valori. Se l’odio è più forte di qualsiasi volontà razionale, se le differenze vengono percepite come antropologiche e non più solo ideologiche, la democrazia americana viene scossa sino alle fondamenta.È il fatto che i due grandi partiti non hanno voluto guardare, con i democratici convinti di aver risolto la pratica con la semi-miracolosa vittoria di Biden e i repubblicani totalmente incapaci di trovare un’alternativa all’Opa ostile di Trump. Ecco perché le prossime giornate saranno cruciali, a cominciare dalla convention repubblicana che incoronerà il tycoon: saranno fondamentali le parole e i toni scelti. Le immagini offerte a un pubblico ipersensibile e ormai portato oltre il livello di guardia.Come i democratici, svolto il compito facile della solidarietà dovuta a Trump, dovranno infine decidere non solo con chi, ma come correre alle presidenziali. Perché per ora non l’ha capito nessuno. Di Fulvio Giuliani

L'America dell'odio

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2024-07-15 08:11:27

2024-07-15 06:11:27

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