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title: Donald Trump, il Presidente più ondivago del mondo
description: Negli ultimi giorni, abbiamo provato a ragionare sull’inconsistenza strategica di Donald Trump. Apparso sempre al traino degli eventi
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date: 2025-06-25
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Esteri]
tags: [guerra, Iran, israele, Trump, usa]
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# Donald Trump, il Presidente più ondivago del mondo

![Donald Trump](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/06/Donald-Trump-1024x639.jpg)

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2025-06-24 11:29:48

2025-06-24 09:29:48

"Iran e Israele hanno violato la tregua. Non sanno cosa c***o stanno facendo”. È con queste - dure - parole che il presidente statunitense Donald Trump commenta la violazione della tregua entrata in vigore solo poche ore fa

"Iran e Israele hanno violato la tregua. Non sanno cosa c***o stanno facendo”. È con queste - dure - parole che il presidente statunitense Donald Trump commenta la violazione della tregua - entrata in vigore solo poche ore fa - da parte di Iran e Israele.

Israele - lo ricordiamo - poche ore dopo il cessate il fuoco “concordato” con l’Iran, ha detto che gli iraniani hanno lanciato 2 missili - entrambi intercettati dai sistemi di difesa israeliani - violando in tal modo la tregua. Israel Katz, il ministro della Difesa israeliano, ha poi minacciato: “Risponderemo con forza”.

“Israele. Non sganciate quelle bombe. Se lo fate, è una violazione grave. Riportate a casa i vostri piloti, subito!" afferma Trump - che si dice “non soddisfatto” né di Israele né dell’Iran - in un post pubblicato sui social.

Israele non proseguirà gli attacchi in Iran. Lo spiega The Donald: "Israele non attaccherà l'Iran. Tutti gli aerei torneranno a casa, mentre faranno un saluto amichevole all'Iran. Nessuno sarà ferito, il cessate il fuoco è in vigore!".

Riguardo le strutture nucleari iraniane, il tycoon dice: “L’Iran non ricostruirà più le sue strutture nucleari”.

Israele: “L’Iran ha violato la tregua lanciando 2 missili, colpiremo con forza”. Teheran nega

Prosegue il caos in Medio Oriente. Dopo l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump di una tregua di 12 ore “concordata” sia da Israele che dall’Iran - così da essere "salutata la fine della guerra dei 12 giorni" (queste le parole usate dal tycoon) - Israele afferma che l’Iran, dopo poche ore, avrebbe già violato il cessate il fuoco.

Israel Katz, il ministro della Difesa israeliano, ha dichiarato di aver dato istruzioni all’Idf (le forze di difesa di Israele) di "rispondere con forza alla violazione del cessate il fuoco da parte dell'Iran. Con attacchi intensi contro obiettivi del regime nel cuore di Teheran".

Secondo quanto reso noto dal Times of Israel, 2 missili balistici iraniani sarebbero stati lanciati verso Israele dopo l’entrata in vigore della tregua. Entrambi sarebbero stati intercettati.

L’Iran nega ogni accusa e afferma di non aver mai lanciato missili dopo l’inizio del concordato cessate il fuoco. Lo riportano l’emittente IRIB e l’agenzia di stampa Isna, citate da Al Jazeera.

Israele colpisce un vecchio radar nel Nord di Teheran

L'Idf conferma di aver colpito un vecchio radar nel Nord di Teheran dopo la violazione del cessate il fuoco dell'Iran. Si tratterebbe di un attacco "simbolico" voluto da Benjamin Netanyahu. E discusso al telefono con Donald Trump.

Cessate il fuoco. L'annuncio di Trump

Donald Trump ha annunciato - poco dopo la mezzanotte, ora italiana - che l'Iran e Israele hanno "concordato" un "cessate il fuoco completo e totale" (afferma il tycoon in un post pubblicato sul suo social Truth) della durata di 12 ore.

The Donald ha aggiunto: "Se la tregua durerà per 24 ore 'sarà salutata la fine della guerra dei dodici giorni'".

Il tycoon ha infatti affermato: "Congratulazioni a tutti! È stato pienamente concordato tra Israele e Iran che ci sarà un cessate il fuoco completo e totale per 12 ore, momento in cui la guerra sarà considerata finita!!"

Trump ha poi spiegato meglio i tempi e le modalità di tale tregua "concordata" fra Israele e Iran. "Ufficialmente, l'Iran inizierà il cessate il fuoco" tra sei ore "e, alla dodicesima ora, lo inizierà Israele. Alla ventiquattresima ora, la fine ufficiale della guerra dei 12 giorni sarà salutata dal mondo. Durante ogni cessate il fuoco, l'altra parte rimarrà pacifica e rispettosa e, partendo dal presupposto che tutto funzioni come dovrebbe, e così sarà, vorrei congratularmi con entrambi i Paesi, Israele e Iran, per aver avuto la resistenza, il coraggio e l'intelligenza per porre fine a alla guerra dei 12 giorni".

Questa "è una guerra che avrebbe potuto durare anni e distruggere l'intero Medio Oriente, ma non l'ha fatto e non lo farà mai! Dio benedica Israele, Dio benedica l'Iran, Dio benedica il Medio Oriente, Dio benedica gli gli Usa e Dio benedica il mondo!" ha concluso Trump.

Comunicato del governo di Israele. Netanyahu e il Gabinetto di sicurezza

Comunicato del governo di Israele.

"Nella serata di ieri - afferma Israele - il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha convocato il Gabinetto di sicurezza, con la partecipazione del Ministro della Difesa, del Capo di Stato Maggiore e del Direttore del Mossad, per riferire che Israele ha raggiunto tutti gli obiettivi dell’operazione “Rising Lion”, superandoli ampiamente.

Israele ha rimosso una duplice minaccia esistenziale e immediata, sia sul piano nucleare sia su quello dei missili balistici.

Inoltre, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno ottenuto il pieno controllo dello spazio aereo sopra Teheran, colpendo duramente i vertici militari e distruggendo decine di obiettivi strategici del regime iraniano.

Anche nell’ultima giornata, l’IDF ha inflitto gravi danni a strutture di governo nel cuore di Teheran, ha eliminato centinaia di miliziani del Basij – apparato di repressione del regime del terrore – e ha neutralizzato un altro scienziato nucleare di alto rango".

Israele esprime gratitudine al Presidente Trump per la rimozione della minaccia nucleare dell'Iran

"Israele - si legge ancora nel comunicato - esprime gratitudine al Presidente Trump e agli Stati Uniti d’America per il loro sostegno nella difesa e per la collaborazione nella rimozione della minaccia nucleare iraniana.

Alla luce del conseguimento degli obiettivi dell’operazione, e in pieno coordinamento con il Presidente Trump, Israele ha accettato la proposta presidenziale per un cessate il fuoco bilaterale.

Israele risponderà con fermezza a ogni violazione del cessate il fuoco".

Con l’operazione “Rising Lion” contro l'Iran, Israele ha conseguito risultati storici di portata straordinaria

"Si invita la cittadinanza a continuare a osservare scrupolosamente le direttive del Comando del Fronte Interno e della Protezione Civile, fino a conferma definitiva dell’effettiva attuazione del cessate il fuoco.Il nostro pensiero va alle famiglie che hanno perso i loro cari, e formuliamo i più sentiti auguri di pronta guarigione ai feriti.

Con l’operazione “Rising Lion”, lo Stato di Israele ha conseguito risultati storici di portata straordinaria, collocandosi al fianco delle grandi potenze mondiali.

È un successo straordinario per il popolo di Israele e per i suoi combattenti, che hanno eliminato due minacce esistenziali per il nostro Paese, garantendo così il futuro di Israele.

Il Primo Ministro rilascerà una dichiarazione nel corso della giornata". Conclude in questo modo il comunicato di Israele.

di Mario Catania

Trump: “Iran e Israele hanno violato la tregua. Non sanno cosa c***o stanno facendo. Ora si fermino, il cessate il fuoco è in vigore!”

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2025-06-24 14:50:32

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2025-06-24 21:04:06

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L'Iran annuncia la fine della "guerra dei 12 giorni". Le ultime dichiarazioni del presidente iraniano Pezeshkian: "Pronti a tornare al tavolo delle trattative"

Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha annunciato "la fine della guerra di 12 giorni imposta" da Israele. "Oggi, dopo l'eroica resistenza della nostra grande nazione, che sta scrivendo la storia con la sua determinazione, assistiamo all'instaurazione di una tregua e alla fine di questa guerra di 12 giorni, imposta dall'avventurismo e dalle provocazioni di Israele", ha scritto Pezeshkian in un messaggio indirizzato alla nazione e pubblicato dall'agenzia di stampa Irna. Dichiarazioni che arrivano dopo che nel pomeriggio il presidente iraniano non solo ha affermato che rispetterà il cessate il fuoco (se anche Israele lo farà), ma si è anche detto pronto a tornare «al tavolo delle trattative».

Intanto, l'Idf annuncia che "la campagna contro l'Iran non è finita, ma è in una nuova fase". "Abbiamo fatto arretrare di anni il progetto nucleare iraniano, e lo stesso vale per il suo programma missilistico", ha dichiarato il capo di stato maggiore israeliano, Eyal Zamir. 

Grazie all'approvazione del ministro della Difesa Israel Katz, il comando del fronte interno dell'Idf ha comunicato alla popolazione israeliana la fine delle restrizioni nel Paese, attuate finora per la guerra con l'Iran. Tutte le aree di Israele, dunque, possono tornare alla piena attività. Tanto che il governo ha annunciato il ritorno alla normalità anche del traffico aereo, in entrata e in uscita, senza alcuna restrizione.

Lo spazio aereo della capitale iraniana, invece, resterà chiuso fino a domani. Mentre oggi una folla si è radunata in piazza della Rivoluzione a Teheran per rendere omaggio alle forze iraniane. Tra gli slogan sui manifesti si legge: «Resisteremo fino alla fine, l'America è complice di tutti i crimini del regime sionista», «No a una pace imposta, sì a una pace duratura». A riportarlo è l'agenzia Tasnim su Telegram. Dopo gli ultimi aggiornamenti, le dichiarazioni del presidente americano, Donald Trump, non si sono fatte attendere: "Sia Israele che l'Iran volevano egualmente fermare la guerra. È stato un grande onore per me distruggere tutte le strutture e le capacità nucleari, per poi fermare la guerra!", così il tycoon in un post su Truth Social. Ad accogliere con favore l'annuncio del cessate il fuoco tra Israele e Iran vi è anche il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, che ha esortato i due Paesi a "rispettarlo pienamente". "I combattimenti devono cessare, le popolazioni dei due Paesi hanno già sofferto troppo - ha aggiunto - Spero sinceramente che questo cessate il fuoco possa essere replicato negli altri conflitti nella regione".

L'Iran annuncia la fine della «guerra dei 12 giorni»

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2025-06-24 21:49:09

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2025-06-24 08:09:15

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Maga, l’America di nuovo grande, è messaggio western, da saloon, che non fa altro che far intendere che gli statunitensi sono i più forti, sono i più grandi

Partiamo da un cappellino – rosso, con visiera – che Donald Trump aveva in testa nelle ore dell’attacco americano ai siti nucleari in Iran. Sopra c’era stampato uno slogan trito e ritrito, come una ribollita: Maga. Acronimo del tormentone “Make America Great Again”, vero e proprio claim della campagna elettorale del tycoon. Il fatto che Trump lo avesse indosso ha scatenato subito quelle che potremmo definire psicanalisi da retroscena, con poche analisi e molta scena.

Alcuni media negli Usa ma soprattutto numerosi in Europa e numerosissimi in Italia hanno iniziato a sciorinare l’argomento che Trump avesse sul capo quel berretto per la sua base Maga, ritenuta in gran parte contraria all’attacco all’Iran. Insomma, un modo per dire ai popolo trumpiano: io sono ancora Maga. Il fatto è che di questa spaccatura della base profonda del trumpismo non vi è traccia sensibile. Concreta. Almeno per adesso. Intendiamoci, alcuni uomini di riferimento di quel mondo come il giornalista Tucker Carlson e il consigliere Steve Bannon hanno detto esplicitamente, peraltro prima della decisione dell’attacco Usa, di essere contrari a un qualsiasi intervento a stelle e strisce in Iran. Ma possono essere considerati loro, oppure qualche mal di pancia di qualche eletto repubblicano al Congresso, la base Maga? Suvvia, non scherziamo.

Maga non è un claim da programma politico ma semmai un sentimento che ha intercettato lo spirito dei tempi americani odierni, comprese l’insofferenza e le frustrazioni della pancia profonda degli Usa. E in questo, a dirla tutta, il bombardamento all’Iran non è affatto in contraddizione con lo spirito Maga. L’America di nuovo grande è infatti messaggio western, da saloon, che non fa altro che far intendere che gli statunitensi sono i più forti, sono i più grandi. Come può uno spirito del genere, da frontiera e da oltre frontiera, fermarsi all’isolazionismo? Non può, perché la grandezza oggi (come in passato) la si misura nel mondo e non certo in Missouri o in Arizona. Ecco allora che quella che in apparenza – soprattutto da noi in Italia e in Europa – è stata letta come la prima vera contraddizione del trumpismo, non fa altro che rivelarci la sua natura più profonda.

Prendiamo, per dare un quadro ancora più completo della situazione, alcune uscite di Trump: il Canada come 51esimo Stato americano, la Groenlandia che dovrebbe essere statunitense, il Golfo del Messico ribattezzato Golfo d’America. Cosa c’è di isolazionista in queste uscite, sinora rimaste soltanto parole (tranne il cambio del nome al Golfo)? Di isolazionista non v’è nulla. Semmai vi è un sentimento espansionista, per rendere l’America di nuovo non soltanto grande ma più grande.

Ecco, usando questo termometro e mettendo in fila tutte le cose sinora evidenziate si può ben comprendere come la politica Maga, per sua stessa natura, non possa limitarsi a restare dentro gli Stati Uniti. Non può farlo perché entrerebbe in contraddizione con sé stessa e con l’esprit du temps che incarna, uno spirito dove la cultura di massa apporta e alimenta miti nell’immaginario e nelle aspettative di una comunità. Miti anche di destino. Questa è la rivoluzione Maga trumpiana, un rovesciamento stesso dell’idea politica dei repubblicani americani (idea che era già cominciata a mutare nell’epoca di George W. Bush, ma senza stravolgersi rispetto al passato). Altro che la mega (anzi Maga) bischerata dell’isolazionismo.

di Massimiliano Lenzi 

Maga, Trump e il destino dell’America più grande 

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2025-06-24 08:09:20

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