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title: Donatori e volontari italiani portano aiuti sanitari all’Ucraina
description: "Donatori e volontari italiani portano aiuti sanitari all’Ucraina. Alcuni coraggiosi italiani riportano l'attenzione su iniziative importanti."
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date: 2025-10-09
modified: 2025-10-16
author: Alla Perdei
url: https://laragione.eu/esteri/donatori-e-volontari-italiani-portano-aiuti-sanitari-allucraina/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, guerra, Ucraina]
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# Donatori e volontari italiani portano aiuti sanitari all’Ucraina

![Volontari italiani in Ucraina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/10/Volontari-italiani-in-Ucraina-1024x639.jpg)

Donatori e volontari italiani portano aiuti sanitari all’Ucraina. Alcuni coraggiosi italiani riportano l'attenzione su iniziative importanti d'una guerra troppo taciuta nelle piazze del Bel Paese

Khmelnytskyj – Mentre l’attenzione della maggior parte dei media è concentrata sulla [flottiglia intercettata in rotta verso Gaza dalla marina israeliana](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/nuovi-cortei-pro-pal-in-diverse-citta-italiane-per-la-palestina-e-la-flotilla-il-video/), un gruppo di volontari italiani s’è messo in marcia per raggiungere il fronte d’una guerra forse troppo taciuta nelle piazze del Bel Paese, portando aiuti umanitari concreti e realmente indispensabili.

Li abbiamo incontrati in una Khmelnytskyj che fin dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina fu colpita da attacchi martellanti che causarono ripetute interruzioni di corrente e del servizio idrico in diverse aree, danneggiarono una decina di grattacieli e tre istituti scolastici, causando il ferimento di diversi civili e la morte d’un soccorritore.

Al seguito d’Antonino Alfio Moschetto, **imprenditore italiano in Ucraina costretto poi alla fuga da quei bombardamenti**, abbiamo conosciuto il dottor Marco Sarboraria, anestesista partito da Aosta con Silvio Gasparella e Roberto Sangiorgio, Carlo Ferrari di Firenze (che avevamo già incontrato nell’ambito di precedenti operazioni di supporto alla Resistenza ucraina), Gianpiero Cavarero di Cuneo e il piccolo Dante, figlio d’appena 4 anni di Moschetto e *mascotte* del gruppo. Guidavano un **mezzo di supporto e 5 ambulanze acquistate** grazie al generoso contributo d’associazioni come la Fondazione comunitaria della Val d’Aosta, il FORUM per i Diritti dei bambini di Chornobyl, Roberto Benelli e il Rotary Club Lunigiana Pontremoli, e le comunità parrocchiali ucraine in Italia che coordina padre Yuriy Ivanyuta.

Il motivo è semplice: come ben sa **Moschetto –** che oltre ad aver vissuto a lungo in questa città ha **all’attivo più di 60 missioni umanitarie simili **–** Khmelnytskyj** è stata **pesantemente colpita dai russi proprio alle sue infrastrutture ospedaliere e l’emergenza che più in generale sta attraversando il sistema sanitario ucraino è tale da richiedere il dirottamento di molti mezzi e strumentazioni mediche verso le zone più vicine ai combattimenti. **Con lui e il cappellano Vitalij Futorskyj, che coordina missioni umanitarie simili, abbiamo visitato il policlinico locale danneggiato da un violento attacco russo che ha travolto quest’anno diversi altri edifici privati e residenziali uccidendo tre civili.

**Come riportammo su queste pagine, pochi mesi prima uno sciame di droni russi aveva preso di mira il territorio della centrale nucleare locale** segnando nella notte fra il 25 e il 26 ottobre 2024 uno dei momenti più drammaticamente cruciali della guerra: la palese riprova del fatto che [Putin](https://laragione.eu/esteri/ucraina-pace-e-informazione-sono-distanti/)considera anche quelle infrastrutture civili altamente critiche come un bersaglio strategico per ricattare l’Occidente.

A causa di quell’attacco, che finì per danneggiare gravemente le linee di trasmissione dell’energia elettrica locali, **1.860 utenze nei distretti Slavuta e Netishyn di questa regione rimasero completamente isolati**. Undici caseggiati, nove edifici privati, due istituti scolastici, un’infrastruttura amministrativa, un negozio, un depositi di carburante e diverse automobili finirono per essere distrutti.

Soffermandoci coi volontari italiani proprio di fronte a uno di quei ruderi per scattare qualche fotografia, abbiamo potuto notare come quella già preziosa carovana d’ambulanze che stavano per consegnare contenesse un carico d’altrettanto valore: *medical device* tra cui un ecografo completo, farmaci, vestiario, **prodotti alimentari e ben 150 protesi per spalla e ginocchio con relativi *kit* operatori da poter utilizzare in delicati interventi chirurgici per restituire funzionalità e dignità a chi ha sofferto **le conseguenze più gravi di quei bombardamenti.

**La presenza d’italiani coraggiosi come quelli che abbiamo incontrato oggi a Khmelnytskyj testimonia come sia fondamentale mantenere alta l’attenzione su iniziative come la loro**, perché solo ascoltando e coordinandosi con chi la guerra la vive davvero si riesce a far giungere ciò che serve esattamente dove e quando ce n’è più bisogno.

Di *Alla Perdei e Giorgio Provinciali*
