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title: Dopo i nordcoreani, la Russia recluta ora gli yemeniti per combattere in Ucraina
description: Una mossa che denota i legami tra Mosca e i ribelli Houthi, il movimento filoiraniano di fede zaydita che controlla diverse zone dello Yemen
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date: 2024-11-24
modified: 2024-11-25
author: Filippo Messina
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# Dopo i nordcoreani, la Russia recluta ora gli yemeniti per combattere in Ucraina

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2024-11-22 22:14:08

2024-11-22 21:14:08

Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che che la Russia continuerà i test di missili balistici ipersonici

Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che che la Russia continuerà i test di missili balistici ipersonici: “Il lancio precedente è stato un successo”, queste le parole di Putin. Il presidente russo ha inoltre spiegato che sviluppare sistemi di questi è fondamentale oggigiorno e nessun Paese ha armi del genere: “Abbiamo deciso che inizieremo la produzione in serie il missile Orechnik”, utilizzato per attaccare l'Ucraina. Il missile, spiega Putin, può "colpire obiettivi in tutta Europa".

I consiglieri tecnici delle forze armate nordcoreane sono arrivati nella città portuale ucraina di Mariupol, occupata dalla Russia. È quanto ha riferito alla Cnn una fonte della sicurezza di Kiev. Inoltre, un portavoce militare ha affermato che le truppe nordcoreane sono state avvistate anche nella regione orientale di Kharkiv. Secondo quanto spiegato dalla fonte, le truppe nordcoreane a Mariupol rimangono distaccate dalle unità russe che stanno supportando. E spiega che i nordcoreani indossano le uniformi russe.

A Kharkiv "vedo che si stanno dividendo in unità radunando piccoli gruppi in prima linea" ha raccontato ai media ucraini Nazariy Kishak, comandante di un'unità della 153esima Brigata. Kishak ha aggiunto: "Stanno aspettando condizioni meteorologiche peggiori, perché per il nemico questo è il momento migliore per iniziare le operazioni di assalto".

di Mario Catania

Putin: "Continueremo i test di missili ipersonici balistici, possono colpire in tutta Europa". Cnn: "Avvistati militari nordcoreani a Mariupol e Kharkiv"

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2024-11-23 15:54:37

2024-11-23 14:54:37

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2024-08-09 11:54:18

2024-08-09 09:54:18

L’arrivo di forza-lavoro nordcoreana in Russia è diventato un fenomeno evidente, anche nei report della seppur guardinga agenzia statistica del Cremlino

L’arrivo di forza-lavoro nordcoreana in Russia è diventato un fenomeno evidente, anche nei report della seppur guardinga agenzia statistica del Cremlino. Per i moscoviti che la capitale l’attraversano in lungo e in largo tutti i giorni non è una sorpresa. Si sono ormai abituati a vederli, i giovani maschi nordcoreani nelle strade, in attesa di prendere la metropolitana la mattina, nei baretti che propongono menù di cibi orientali la sera. 

I dati mostrano che il numero di nordcoreani entrati in Russia è nettamente cresciuto nel primo semestre.

Un totale di 2.508 nordcoreani è entrato in Russia da gennaio a giugno di quest'anno, il numero più dalla prima metà del 2020, ma ancora al di sotto della media di circa 5.000 per trimestre prima della pandemia, secondo gli ultimi dati rilasciati dal Servizio di sicurezza federale russo (FSB).

Il numero di visitatori della Repubblica Democratica Popolare di Corea è più che raddoppiato, passando da 812 nel primo trimestre a 1.696 nel secondo trimestre, mentre è appena inferiore a 1.877 nel primo trimestre del 2020, cioè prima dell’inizio del lockdown pandemico.

Nel frattempo, 2.657 russi sono entrati in Corea del Nord nei primi sei mesi dell'anno.

Chris Monday, ricercatore di economia russa presso l'Università di Dongseo, ha affermato che i dati dell'FSB contengono "informazioni preziose sulle tendenze generali", ma ha espresso scetticismo sul fatto che siano davvero completi. Anzi il numero è nettamente superiore visto che il governo russo ha tutto l’interesse a far entrare gli operai e anche i potenziali “volontari” da spedire a combattere in Ucraina, illegalmente. Spesso via mare ma anche per mezzo di torpedoni. I numeri forniti possono essere tranquillamente moltiplicati per dieci ci conferma un funzionario di polizia che intende restare anonimo: "I funzionari russi saranno riluttanti a riferire sui nordcoreani che lavorano illegalmente in Russia. Non riferiranno di alcuna attività nordcoreana legata a questioni militari".

Monday, da parte sua, conferma che i dati probabilmente "oscurano il fatto che molti nordcoreani lavorano in Russia e Bielorussia illegalmente", avvertendo che Mosca potrebbe smettere di pubblicare tali statistiche se queste implicano il Cremlino nella violazione di sanzioni, come quelle sui lavoratori d'oltremare della Corea del Nord.

L'esperto ha valutato che i nordcoreani che si sono recati in Russia per "lavoro" erano probabilmente funzionari o diplomatici, ma ha detto che il gruppo più interessante è quello dei "transitati", che potrebbe riferirsi a "nordcoreani diretti in Bielorussia o nelle parti occupate dell'Ucraina". La mobilitazione di buona parte della gioventù russa nello sforzo bellico ha creato un deficit di forza-lavoro che la Corea può in parte coprire a prezzi di saldo (un operaio coreano in Russia è disposto a lavorare per l’equivalente di in rubli di 100 dollari al mese più i pasti e un posto letto contro i 600-700 di un russo, un volontario nell’esercito russo 250 dollari contro gli ormai 5000 di un russo).  Già nel 2018 quando la Russia dovette completare in tempi da record lo Stadio Spartak per l’inizio dei mondiali di calcio, fece uso massiccio di manodopera coreana. Alcuni lavoratori purtroppo morirono nei cantieri perché sottoposti a ritmi di lavoro forsennati.

Si tratterebbe perlopiù di specialisti militari russi addetti all’addestramento di soldati coreani. 

Anche la Russia ha inviato diversi voli non annunciati verso la Corea del Nord negli ultimi mesi, con un Il-62M RA-86561 dell'aeronautica militare russa che ha volato da Vladivostok a Pyongyang il 4 agosto scorso, secondo Flightradar24. Si tratterebbe perlopiù di specialisti militari russi addetti all’addestramento di soldati coreani e al controllo della qualità dei missili che il regime comunista asiatico vende a Mosca. 

Insomma, sembra che l’“Internazionale Euroasiatica anti-Occidentale”, tanto agognata da Putin, stia facendo i primi passi concreti, reclutando maestranze mansuete, pronte all’estremo sacrificio per la gloria dei “comuni obiettivi”.

di Yurii Colombo

I nordcoreani in Russia

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2024-08-09 11:54:22

2024-08-09 09:54:22

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49056

2024-10-18 14:09:07

2024-10-18 12:09:07

Sarebbero 12 mila i soldati che Pyongyang starebbe per schierare con i russi. Carne da cannone per la prima linea, o forse con compiti di occupazione delle regioni conquistate

L'annuncio della partenza di truppe nordcoreane per il fronte in Ucraina dimostra, a chi ancora avesse dei dubbi, la disperazione di Putin nel mandare avanti questa guerra. Non bastano infatti le centinaia di migliaia di soldati e veicoli russi: adesso Mosca deve pescare nuova carne da cannone fuori dei propri confini, l’unico luogo dove ancora esistono bacini numerosi e intoccati di uomini in età militare.

Sarebbero 12 mila i soldati che Pyongyang starebbe per schierare con i russi, secondo quanto riferito da fonti di intelligence di Seul, e in precedenza ventilato dal presidente ucraino Zelensky. Non è la prima volta che si parla di un diretto coinvolgimento del regime di Kim Jong-un nel conflitto in Europa dell’Est. Circa 1.500 militari sarebbero già a Vladivostok, principale città russa sul Pacifico, per trasferirsi in treno nella zona di operazioni. Da alcune settimane circolano voci su una presenza già operativa, soprattutto in unità di seconda linea e tecniche. Lo scorso 6 ottobre almeno sei militari nordcoreani sono stati uccisi in un raid nella regione di Donetsk, e almeno un'altra dozzina è rimasta ferita. Si trattava di genieri, incaricati di supportare le forze del Cremlino nella preparazione delle fortificazioni campali. Tecnica quanto mai arcaica, eppure così necessaria in questa guerra che, soprattutto in inverno, si trasforma in uno stillicidio che ricorda da vicino il primo conflitto mondiale.

Ora si sposteranno in 12 mila, grossomodo la dimensione di una divisione. Si tratta di numeri molto grandi, non più relegabili a ruoli di supporto. Se le informazioni di intelligence sono vere, significa che, di qui a qualche settimana, l’esercito nordcoreano inizierà a sparare in Ucraina, affiancando unità russe. Oppure potrebbe essere collocato in posizioni di seconda linea, nelle città delle regioni occupate, con compiti di presidio, permettendo al Cremlino di rischierare quante più truppe nazionali possibili n prima linea. È la prima volta, dalla sanguinosa guerra degli anni Cinquanta, che la Corea del Nord si trova coinvolta in un conflitto aperto. La partecipazione è molto importante. Sul fronte interno, Kim Jong-un ha solo da guadagnare: la propaganda potrà parlare finalmente di un impiego delle “gloriose forze armate” contro i tiranni occidentali. In cambio, Mosca fornirà certamente tecnologie avanzate, necessarie per ammodernare le ormai antiquate tattiche e dotazioni nell’esercito nordcoreano (rimasto sostanzialmente fermo agli anni Sessanta, nonostante diversi tentativi negli ultimi decenni, tra contrabbando e accordi sottobanco con Mosca e Pechino, di progredire nel nuovo millennio). Infine ci guadagneranno anche i soldati, abituati al rigore nelle caserme nazionali, dove il cibo è poco e di scarsa qualità.

Ma l’invio nordcoreano è importante soprattutto sul fronte russo. Chiedendo aiuto a Pyongyang, Putin sta dicendo al mondo che la Russia non ha più risorse. Sta dicendo al mondo che non ci sono più uomini arruolabili per il fronte; che la qualità richiesta dal Cremlino alle unità schierate non è più quella di prima; che la nuova strategia si basa ora più che mai sui numeri e sulla forza bruta. Sta dicendo al mondo che l'unico metodo rimasto per provare a vincere questo conflitto è affidarsi a uno degli eserciti peggio addestrati ed equipaggiati del pianeta. Un esercito che per fingersi moderno appiccica pannelli di metallo su carri armati vecchi di settant’anni, per dargli forme contemporanee. Che va ancora in battaglia con motivi di un rosso sgargiante sulle uniformi, come forse usava solo fino agli anni Cinquanta. E che impiega armi e munizioni di una qualità talmente bassa che quasi un colpo su tre esplode prima di lasciare la canna. Affidarsi a loro significa essere disperati.

Il grande rischio è che così arrivino nuove forze al fronte, anche se del tutto impreparate e probabilmente e poco disposte a combattere. Ma soprattutto torna a preoccupare lo scenario del Pacifico, già infiammato dalle provocazioni cinesi intorno a Taiwan. Da giorni la Corea del Nord sta comunicando a tutto il mondo che i processi di pace con il vicino meridionale sono da considerarsi cancellati. C'è una nuova strategia, quella della tensione. Il timore è che, rafforzato da una appoggio più incondizionato da parte di Mosca e da nuove tecnologie che potrebbero arrivare, Kim Jong-un decida di far deflagrare una polveriera già rovente: la penisola coreana. Il nuovo fronte, che andrà osservato con rinnovata attenzione da oggi in poi.

Di Umberto Cascone

Soldati nordcoreani in Ucraina: la prova definitiva che Putin sta perdendo la guerra

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2024-10-19 16:09:01

2024-10-19 14:09:01

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