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title: Dopo il blackout, in Spagna non si sono placate le polemiche. E ancora si cercano le cause
description: Dopo il blackout che, a fine aprile, ha mandato in tilt l’intero sistema elettrico, in Spagna non si placano le polemiche
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date: 2025-05-20
author: Giovanna Guzzetti
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categories: [Esteri]
tags: [spagna]
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# Dopo il blackout, in Spagna non si sono placate le polemiche. E ancora si cercano le cause

![Blackout Spagna](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/05/Blackout-Spagna-1024x639.jpg)

2025-04-29 19:34:51

2025-04-29 17:34:51

Secondo Red Eléctrica, la società spagnola che gestisce il servizio elettrico, il massiccio blackout che ha completamente “spento” Spagna e Portogallo è avvenuto in… 5 secondi. Ecco cos’è accaduto

Secondo Red Eléctrica, la società spagnola che gestisce il servizio elettrico, il massiccio blackout che ieri ha completamente “spento” Spagna e Portogallo è avvenuto in… 5 secondi.

Nel corso di una conferenza stampa Eduardo Prieto, il direttore dei servizi operativi, ha ricostruito quanto sarebbe accaduto ieri, ciò che avrebbe portato all’enorme blackout.

Ecco cos’è accaduto:

Alle 12:33 la rete ha patito un evento simile a una perdita di potenza;

Il “panico” iniziale però sembra passare subito visto che quasi immediatamente la rete si auto-stabilizza e recupera la potenza;

Ma dopo appena 1,5 secondi la rete viene colpita da una seconda, brusca, perdita di potenza;

Circa 3,5 secondi dopo si interrompe la connessione Spagna-Francia. Ciò avviene a causa di un’instabilità della rete;

Secondo Red Eléctrica la rete viene colpita da un’enorme perdita di potenza da fonti rinnovabili;

La rete collassa. ​Spagna e Portogallo rimangono completamente al buio, all’improvviso, a causa di 2 disconnessioni consecutive avvenute in soli 5 secondi. Il sistema, che sembrava essersi ripreso dopo la prima perdita di potenza, non regge alla seconda.

Per quanto riguarda l'origine del blackout, Prieto spiega che potrebbe essere legato “probabilmente”, alla produzione di energia solare, in particolare nella regione dell'Estremadura, nella parte sud occidentale della Spagna. Sarebbe quindi “escluso l’attacco hacker”.

Il problema sembrerebbe essere riconducibile alla sovrapproduzione di energia solare. Con un problema di bilanciamento fra la quantità di energia immessa nella rete e quella assorbita dalla domanda di consumo. Da questo bilanciamento "errato" sarebbe scaturito il massiccio blackout che ha paralizzato i due Paesi.

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato una commissione d’inchiesta: “Nessuna causa viene esclusa”.

Blackout in Spagna e Portogallo, le parole del primo ministro portoghese Luís Montenegro

Della stessa idea di Prieto è il primo ministro portoghese Luis Montenegro che afferma che non vi è alcuna indicazione di un attacco informatico dietro al massiccio blackout avvenuto in Spagna e Portogallo ieri.

Entrambi i Paesi comunque stanno vagliando tutte le ipotesi.

di Filippo Messina

Blackout, i 5 secondi che hanno “spento” Spagna e Portogallo

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2025-04-29 21:32:01

2025-04-29 19:32:01

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9926

2025-04-28 16:59:02

2025-04-28 14:59:02

Il blackout in Spagna e Portogallo rappresenta l’inconcepibile che si fa realtà. Il nostro mondo, così come siamo abituati a darlo per scontato, che semplicemente si ferma. Un attimo dopo è come se non esistesse più

È l’inconcepibile che si fa realtà. Il nostro mondo, così come siamo abituati a darlo per scontato, che semplicemente si ferma. Un attimo dopo è come se non esistesse più.

Quello che sta accadendo con il blackout in Spagna e Portogallo, mentre scriviamo e leggete, è esattamente questo. Si cerca di capire ciò che ancora funziona dell’infinità di servizi a cui affidiamo quotidianamente la nostra vita. Un esercizio in realtà del tutto inutile: sono talmente numerosi e “ovvi“ da non essere di fatto neppure più conosciuti.

Un po’ quello che aveva immaginato Isaac Asimov nei suoi romanzi della Fondazione: in quel caso l’umanità si era completamente affidata alla tecnologia nucleare, al punto da aver dimenticato il funzionamento e i principi della stessa. Un’umanità che esisteva grazie a una tecnologia che non dominava più.

Non funzionano i bancomat, gli ospedali resistono solo per le situazioni più gravi, i trasporti non ci sono più, andare in giro con la macchina non ha senso, se non per brevissimi tragitti e sperando di non restare imbottigliati in un inferno di lamiere.

Gli smartphone sono solo pesanti e inutili orpelli.

Si indaga, si cerca di capire cosa diavolo possa essere accaduto per bloccare in questo modo due interi Paesi, ma nel frattempo si fanno i conti con una debolezza spaventosa e insita nella nostra stessa forza, in tutta quella modernità di cui andiamo giustamente fieri e della quale non sapremmo fare a meno neppure per un giorno intero.

Staremmo anche noi, come i nostri fratelli spagnoli e portoghesi, a bocca aperta a fissare i telefonini ormai scarichi o dei quadratini colorati che non servono letteralmente più a nulla. Contando secondi e minuti in attesa del progressivo ritorno alla normalità.

Uomini moderni, uomini spenti.

di Fulvio Giuliani

Uomini moderni. Uomini spenti

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2025-04-28 20:37:46

2025-04-28 18:37:46

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2025-04-29 08:56:39

2025-04-29 06:56:39

Zero Spagna e Portogallo: il grande blackout mostra come l’uomo digitale, oggi, sia totalmente dipendente dalle macchine

Ormai ci stiamo abituando all’idea che la realtà superi la fantasia. Che la cronaca si spinga molto oltre le sceneggiature delle serie televisive o dei film distopici, così in voga da un po’ di anni a questa parte.Il maxi-blackout di ieri in Spagna e Portogallo brucia letteralmente molte delle fantasie a cui ci affidiamo per trascorrere qualche ora di relax davanti al grande schermo o alla televisione. Come non pensare all’ultima serie targata Netflix, con Robert De Niro protagonista, davanti alle scene apocalittiche arrivate ieri dalla penisola iberica?Un momento e si blocca tutto. Il mondo così com’è lo conosciamo e diamo per scontato semplicemente non esiste più. Non funziona più niente.Siamo senza soldi, tanto per cominciare, almeno che non si abbia l’abitudine di avere con sé una scorta di contanti, consuetudine ormai sempre più rara in special modo nelle grandi città.Non funziona più un servizio gli e smartphone non servono più a nulla, per il banale motivo che non c’è più una rete da sfruttare. I treni devono essere bloccati e le stazioni tramutate in ricoveri, gli aerei tenuti a terra per precauzione, gli ospedali si affidano ai genitori d’emergenza e sono fra le poche strutture - con quelle che devono garantire la continuità di governo e la sicurezza - a essere attrezzate sempre e comunque a situazioni del genere.Per milioni di persone la vita semplicemente si ferma.Mentre si cerca di capire cosa abbia scatenato un Armageddon di questo tipo, è una sensazione a imporsi su qualsiasi altra: l’impotenza totale. L’uomo digitale è già oggi totalmente dipendente dalle macchine e non si tratta di film o serie TV. Il nostro mondo funziona così e non ne abbiamo un altro.Perché non avrebbe senso, tanto per cominciare, e perché poi non saremmo banalmente capaci di vivere in un altro modo. Nell’era dell’Homo Digital non c’è spazio per nulla di diverso.Oltre lo spavento e gli enormi disagi, per fortuna il bilancio conclusivo della terribile giornata di ieri in Spagna in Portogallo è incommensurabilmente più leggero di quello ipotizzato nei disaster movie che amiamo tanto, i sistemi ripartono e l’uomo è maledettamente bravo ad aggiustare ciò che si rompe.Tranne una cosa: quel sottile velo di sicurezza che ci illudiamo di aver costruito intorno al nostro mondo. Se si rompe, anche per otto ore, un fastidio atavico e sconosciuto ti resta appiccicato addosso.

Di Fulvio Giuliani

Zero Spagna e Portogallo, la grande paura del buio

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2025-04-29 09:19:31

2025-04-29 07:19:31

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