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title: Due anni di guerra in Ucraina
description: Il 24 febbraio saranno duanni di guerra in Ucraina. 24 mesi di sofferenze e inumanità che hanno cambiato il nostro mondo
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date: 2024-02-23
modified: 2024-02-24
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Esteri]
tags: [Europa, guerraucraina, Putin, russia, Ucraina, UE]
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# Due anni di guerra in Ucraina

![Due anni di guerra in Ucraina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Due-anni-di-guerra-in-Ucraina.jpg)

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2022-02-24 09:13:55

2022-02-24 08:13:55

Nel giorno in cui cui la luce in fondo al tunnel diventa un faro, molti italiani quasi non la vedono, inevitabilmente abbagliati dalla guerra di Putin.

Solo poche settimane fa, avremmo messo le bandiere alle finestre. Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha annunciato ieri sera la fine dello stato d’emergenza il 31 marzo e la ferma intenzione di “riaprire tutto“. Questa mattina, ci siamo svegliati con la guerra sul suolo europeo. Scatenata all’alba dal ricattatore energetico Vladimir Putin. L’ultima maschera è caduta ed è rimasto il volto tragico dell’uomo che troppi europei - e americani, rileggete Trump… - non hanno capito, divenendone i suoi ‘utili idioti’ (la definizione con cui i sovietici definivano i loro più fervidi sostenitori in Occidente, in realtà pedine dei loro giochi).

La certificazione del quasi-ritorno alla normalità, passando dalla convivenza con il virus, finisce per essere accolta con distrazione e indifferenza.

Niente più zone a colori, niente più chiusure, forse abbastanza presto niente più Green Pass da mostrare, eppure le parole che avevamo sognato finiscono per diventare una parentesi fra gli aggiornamenti della crisi (guerra) russo-ucraina e l’incredulità per una strategia russa che sembra aver dimenticato ogni parvenza di lucidità ed equilibrio.

Nel giorno in cui la luce in fondo al tunnel diventa un faro, molti italiani quasi non la vedono. Rabbuiati come logico e giusto da una vicenda che potrebbe ridefinire gli equilibri del nostro mondo. Viverlo così non ce lo saremmo mai aspettato, l’ultima beffa (speriamo) di una maledizione chiamata Coronavirus.

L’urgenza e l’imperativo ora, però, sono quelli di saper contenere un uomo indecifrabile e gelido, per cui vale la pena ricordare il giudizio del futuro presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, dopo il suo primo colloquio con Vladimir Putin: “l’ho guardata negli occhi, signor Presidente, e non ho visto un’anima“.

di Fulvio Giuliani

Il peggior risveglio

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2022-02-24 12:29:55

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2024-01-31 10:00:49

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I nostri inviati decidono di visitare in ordine cronologico l'elenco dei siti danneggiati dalla criminale roulette russa, quella che in passato sfiorò le loro tempie

Kyiv – Erano le 5.40 del mattino quando i vetri hanno iniziato a vibrare tanto forte da svegliarci. Il tempo di renderci conto dalle app sui nostri smartphone che l’allerta aerea era già in corso e una serie d’esplosioni sempre più fragorose e ravvicinate arriva a scuotere anche i muri. Presi gli zaini attendiamo nei vani più interni del nostro appartamento il suono lungo dell’ultima sirena, che detta i tempi tra la fine d’un incubo cieco e l’inizio d’un altro a occhi aperti. Riceviamo l’elenco dei siti danneggiati in quella criminale roulette russa che già due volte in passato sfiorò le nostre tempie. Decidiamo di visitarli in ordine cronologico. Per dare una misura al grado di letalità d’un singolo drone iraniano Shahed, ci par giusto riportare in questo scritto che la distanza in linea d’aria tra quelle esplosioni e la nostra casa in centro è pari a circa quattro chilometri. Doveroso ricordarlo, perché sempre più sovente leggiamo descritti gli Uav come armi di minor efficacia. Sappiate che in taluni attacchi, i criminali russi ne hanno sparati contro l’Ucraina fino a un centinaio nello stesso attacco.

Il primo luogo di morte prescelto dai terroristi russi è una scuola: fortunatamente al suo interno non si trovavano alunni al momento dell’esplosione ma dai dormitori nei palazzi limitrofi escono diversi ragazzi feriti. Qualcuno resta in silenzio a osservare quello scempio, mentre qualcun altro impreca contro Putin e i russi. Fiocchi di neve grandi quasi quanto palline da golf sembrano voler coprire per le malefatte di quegli assassini, stendendo per decenza un velo bianco su quelle macerie. Registrate le immagini, giungiamo al secondo sito d’impatto: si tratta d’una palazzina di cinque piani abitata da famiglie. Mentre iniziamo le nostre riprese, alcuni bambini raccolgono a terra i loro giocattoli fra le macerie dei terrazzi crollati. Di tutta la facciata, se n’è salvato soltanto uno e attraverso i vetri delle sue finestre scorgiamo un anziano signore stringere al petto una donna in lacrime. La fermata dell’autobus sul ciglio della strada è completamente carbonizzata. Accanto, i resti di due auto vengono caricati s’un carro attrezzi.

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Per raggiungere il terzo luogo colpito non serve leggerne l’indirizzo: basta seguire l’odore caratteristico dell’esplosivo usato nelle munizioni circuitanti iraniane. In questi mesi purtroppo abbiamo imparato a conoscerlo così bene che ci basta abbassare i finestrini dell’auto per capire se ci stiamo avvicinando al bersaglio prescelto dai russi. In questo caso si tratta d’un condominio abitato da civili. Nastri bianchi e rossi e alcune transenne delimitano un’ampia area entro la quale i pompieri stanno ancora rimuovendo le macerie. I lampeggianti delle auto della polizia illuminano i volti delle persone estratte, molte delle quali sono gravemente ferite. Una donna in lacrime ci chiede di registrare tutto per sbattere tutto quel male in faccia a chi lo nega. Difficile spiegarle che le regole imposte dai principali social media impongono la censura ai contenuti più cruenti ma faticano a bloccare quelli -non meno offensivi- con cui la propaganda russa continua invece a scorrere indisturbata sugli schermi di milioni d’utenti. Quando raggiungiamo il quarto obiettivo segnalato vediamo un uomo intento a riparare i danni causati alla sua abitazione da alcuni frammenti che l’hanno danneggiata. Resiliente, laboriosa e indomita, l’Ucraina è cosi. In ogni luogo distrutto abbiamo sempre visto intervenire operai, volontari allestire punti di raccolta e soccorso, tecnici al lavoro per ripristinare ogni cosa nel più breve tempo possibile affinché le pugnalate ricevute sembrino aver scalfito appena la corazza ma non il cuore di questa gente. È l’alba del 25 gennaio 2024: l’Ucraina difende il mondo da 700 giorni.

 

Di Alla Perdei e Giorgio Provinciali

L’Ucraina difende il mondo da 700 giorni

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2024-02-01 08:42:59

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2024-01-01 10:00:27

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Il 2024 si prospetta essere un anno decisivo: dai conflitti in Ucraina e Medio Oriente, passando per le elezioni europee, statunitensi, russe e non solo fino ad arrivare allo sport

Nothing changes on New Year’s Day. Speriamo in realtà che non sia davvero così, come cantava Bono degli U2 in “New Year’s Day”, ormai 41 anni fa. Non certo è più tempo della rivoluzione polacca, di Solidarnosc, non è tempo di ideali, illusioni e speranze. Di sicuro nell’anno che parte non si annulleranno di colpo solo per un auspicio i conflitti aperti - tra i vari conflitti aperti - in Ucraina e in Medio Oriente.

Nessuno si può illudere che bastino i buoni propositi e, se davvero vi fosse, un faticoso lavoro di mediazione per porre un freno deciso alla striscia di morti e attentati, soprattutto nell’area mediorientale, dove l’aria è bollente praticamente da sempre. Sarebbe già qualcosa però non ritrovarsi a imbattersi su siti e tg di immagini come quelle certificate dal New York Times sulle donne stuprate, mutilate da parte dei militanti armati di Hamas il 7 ottobre, durante l’offensiva contro Israele. Raramente si sono viste scene più crude e dolorose.

Speriamo dunque che non tutto nel 2024 resti immobile, anche in casa nostra. La politica è attesa da elezioni Europee nella prima settimana di giugno. E molto prima ci saranno anche cinque tornate Regionali (Sardegna, Abruzzo, Umbria, Basilicata, Piemonte). Sarebbe un segnale almeno positivo che soprattutto per le elezioni europee - dove ogni partito corre per se stesso in una sfida con il proporzionale puro - non si assistesse a una campagna elettorale con toni da pollaio, come avvenuto nelle politiche dello scorso anno. Si spera che il livello di litigiosità sia composto e nei confini della civiltà, nella consapevolezza della complessità, non solo economica, della stagione vissuta dagli italiani. Sono, tra l’altro, elezioni dirimenti, che tracciano il quadro dei nuovi leader dell’Ue nella stagione della transizione energetica, per la definizione degli assetti futuri di clima ed energia. Senza dimenticare che ci sono attese elezioni negli Stati Uniti (a novembre), precedute da mesi incendiari sulle vicende che toccano Donald Trump, ex presidente, potenziale candidato alla Casa Bianca, sotto processo per aver fomentato l’assalto al Campidoglio di quasi tre anni fa e che attende il giudizio della Corte Suprema del Colorado che per ora gli impedisce di correre alle primarie repubblicane.

Ma si vota anche in Russia, il 17 marzo, con Putin che si ritrova la strada spianata, tra media indipendenti soffocati e critici come Navalny spediti all’Artico russo. E si vota in diversi altri paesi, anche nel Regno Unito: si calcola che nel 2024 si recheranno alle urne quasi due miliardi di persone. Uno scossone, per le democrazie globali.

Dunque, alludendo all’Italia, se non sobrietà, almeno contegno, almeno questo si potrebbe ottenere, considerando il valore delle tornate elettorali. Perché su altro c’è poco o nulla. Sui diritti civili, dopo l’affossamento del ddl Zan e dopo i fondi previsti nella Legge di bilancio su famiglia, disabili e sulla violenza sulle donne, dalle Camere non arrivano segnali, proposte di legge o iniziative parlamentari, che possano far pensare a un passo in avanti. Non è aria, insomma.

Il 2024 è anche l’anno olimpico, l’anno dei fenomeni del nuoto e della scherma che di solito tengono in alto il medagliere dell’Italia. È l’anno degli Europei di calcio, con la nazionale italiana che è campione in carica. È l’anno, ma non è detto che lo sia e in questo caso le pressioni potrebbero essere eccedenti e controproducenti di Jannik Sinner, il nuovo asso dello sport italiano, atteso al varco già tra poco, in Australia. E chissà, l’anno della riscossa in casa Ferrari. Il titolo mondiale manca da 16 anni.

di Nicola Sellitti

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2024, un anno decisivo

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2023-12-31 20:59:47

2023-12-31 19:59:47

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