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title: E poi… l’Europa
description: Siamo reduci da anni di narrazione martellante e ossessiva sull’irrilevanza dell’Europa. Eppure a Washington si è mostrato il proprio peso
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date: 2025-08-20
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Esteri]
tags: [esteri]
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# E poi… l’Europa

![europa](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/08/UNA-FOTO-464-1024x639.jpg)

Siamo reduci da anni di narrazione martellante e ossessiva sull’irrilevanza dell’Europa.

Siamo reduci da anni di narrazione martellante e ossessiva sull’irrilevanza dell’Europa.
**Non c’era e non c’è ancora alcuna occasione migliore della guerra d’aggressione russa all’Ucraina per stuzzicare gli appetiti degli antieuropeisti** che ci credono, di quelli pagati dal Cremlino per crederci, di chi si accontenta di accodarsi alla marea montante dei social.

In questo quadro, **le trattative per arrivare a una faticosa e purtroppo ancora lontana pace o almeno a un cessate il fuoco si sono arricchite **di quotidiani elogi alla grandezza di[Donald Trump e Putin,](https://laragione.eu/esteri/putin-propone-mosca-per-ospitare-il-bilaterale-secco-no-di-zelensky/) alla logica della forza bruta, del prendere atto che sono le armi a decidere la storia e i destini del mondo. Anche e spesso, ma non solo. **Fino ad Anchorage, in Alaska, quando persino fra costoro qualcuno ha cominciato a sollevare un sopracciglio vedendo Putin strapazzare mediaticamente e nella sostanza il Presidente degli Stati Uniti d’America**. Forse in quel momento anche i più feroci antipatizzanti dell’Europa hanno cominciato a pensare che non fosse necessariamente un grande affare correre alla corte dello zar. **Tranne i putiniani di stretta osservanza, si intende**.

24 ore dopo l’Alaska, **gli europei hanno tenuto la schiena dritta e non si sono mossi da una posizione espressa non sappiamo più quante volte in tre anni e mezzo di tragedia**. Si sono imposti e hanno accompagnato Volodymyr Zelenski al vertice di Washington. Gli hanno fatto quasi fisicamente scudo, costringendo Donald Trump a prendere atto di una realtà: **questi leader, questi Paesi, questa costruzione così strana ai suoi occhi che è l’Ue non mollano e non hanno mollato Zelensky e l’Ucraina.**

Questo non trasformerà né oggi né mai Trump in un nostro grande amico, non lo spingerà a riscoprire i valori dell’atlantismo. **Ci accontentiamo di notare che lo hanno spinto a organizzare con lucidità, pragmatismo e realismo un faccia a faccia fra il presidente russo e il presidente ucraino. **Fra i due nemici, fra l’aggressore e l’aggredito, pronto ad aggiungersi per trasformare il bilaterale in un trilaterale e trovare una strada per arrivare a qualche garanzia credibile.
**È solo un’ipotesi di speranza, nulla più.**

Proprio gli europei vituperati, derisi, sbeffeggiati da loro stessi concittadini in nome e grazie a quella democrazia che in troppi hanno cominciato irresponsabilmente a denigrare, sono rimasti al loro posto**. In questi tempi così vacui, pronti a seguire il gregge affascinato dalla legge del più forte e più tracotante, è molto.**

Consentiteci anche un minuscolo ma onesto barlume d’orgoglio per la nostra bandiera al fianco di quelle dei partner e amici europei - compresa la Gran Bretagna che se avesse portato alle estreme conseguenze Brexit lì non ci sarebbe stata - alla Casa Bianca.
In un giorno che non ha fatto la storia, ma che avrebbe potuto rovinarla.

di* Fulvio Giuliani*
