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title: Eco russa del dibattito americano
description: Tornano toni e temi della propaganda sovietica e propaganda spicciola nel dibattito Usa in vista delle prossime elezioni
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date: 2024-09-15
author: Yurii Colombo
url: https://laragione.eu/esteri/eco-russa-del-dibattito-americano/
categories: [Esteri]
tags: [Putin, russia, usa]
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# Eco russa del dibattito americano

![Eco russa del dibattito americano](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/09/2024-09-08T105537Z_1493813371_RC29W9ANCM2W_RTRMADP_3_USA-ELECTION-INTERFERENCE-RUSSIA-1726051560.webp)

Tornano toni e temi della propaganda sovietica nel dibattito Usa in vista delle prossime elezioni

Mosca – **Mercoledì scorso i *mass media* russi hanno provato forte imbarazzo nel commentare il duello televisivo fra Donald Trump e Kamala Harris**. Alcuni quotidiani non gli hanno dedicato uno spazio in prima pagina e si sono limitati a brevi *report* nelle pagine interne. **La delusione era evidente**: il candidato per cui batte il cuore del Cremlino sicuramente non era uscito vincitore dal confronto e alcuni giornali come “Kommersant” (un tempo liberale e ora ‘allineato e coperto’) hanno dovuto ammettere a denti stretti che «per Trump non è stata una serata facile».

Malgrado ciò **la macchina propagandistica del regime si è ripresa subito dal piccolo *shock* e ha iniziato a imbastire una nuova chiave di lettura della campagna elettorale Usa**. E cioè quella di una campagna truccata, di un’America che ha sempre avuto una vocazione totalitaria e anti-russa e le cui elezioni sono decise da grandi gruppi economici e dall’apparato militar-industriale. Un’interpretazione marxista a grana grossa, ripresa dai voluminosi abbecedari di marxismo-leninismo che tutti gli studenti sovietici dovevano un tempo mandare a memoria e che evidentemente non sono rimasti a prender polvere sugli scaffali.

**In questa ‘ribrandizzazione’ della lettura della campagna elettorale americana si è distinta Margarita Simonyan**, *pasionaria* del putinismo più aggressivo e direttrice di “RT News”. Durante il *talk show* serale del conduttore Vladimir Soloviev, la giornalista di origine armena si è lanciata in una invettiva contro gli Usa che «tutto infangano nel mondo già dal XVIII secolo». Per dimostrare al pubblico a quali bassezze sia giunto il sistema americano ha voluto ricordare il periodo del maccartismo e di quella che fu definita “la caccia alle streghe” contro individui più o meno realmente collegati allo spionaggio sovietico. «Il senatore McCarthy – ha sostenuto Simonyan con piglio da *soubrette* di terzo rango – si sollazzò con i suoi giochini della lotta al comunismo per quattro anni e poi alcolizzato morì per cirrosi epatica. **Questo è il totalitarismo americano che vorrebbero far passare come grande democrazia** anche in questa campagna elettorale».

**Il livello della rampogna non meriterebbe neppure una replica**, ma il tempo passa e qualcuno potrebbe essersi dimenticato del contesto storico in cui si produsse il fenomeno del maccartismo e cioè quello del periodo più duro della Guerra fredda. Mentre in Urss e nei suoi Paesi satelliti attivisti politici e dei diritti umani, uomini religiosi, intellettuali e anche moltissimi comuni cittadini venivano imprigionati, fucilati o spediti nei campi di concentramento, **le democrazie cercarono di difendersi e commisero talvolta anche errori.** Però McCarthy venne poi censurato ed emarginato e sono stati scritti molti libri e girati molti film su quel periodo che hanno messo in luce illegalità e drammi umani che sicuramente ci furono.

**Invece in Russia,** a parte il breve periodo della *glasnost *gorbacioviana, **si è tornati a giustificare in ogni modo «le inevitabili asprezze di un periodo della nostra storia»**, come ama ripetere proprio la Simonyan. Si capisce così che alla *leadership* putiniana ciò che non va giù, in ultima istanza, non è neppure una questione di Trump o di Harris, di repubblicani o di democratici, ma di un intero modo di vedere la realtà che si associa alla libertà di pensiero, di stili di vita, di organizzazione.

*di Yurii Colombo*
