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title: Perché Putin organizza le elezioni?
description: La domanda non è quanto siano affidabili le elezioni russe, ma perché Putin organizzi le elezioni, cosa lo spinga a farlo
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date: 2024-03-15
modified: 2024-03-16
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/esteri/elezioni-putin/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, guerra, Putin, russia, UE]
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# Perché Putin organizza le elezioni?

![Elezioni Putin](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Evidenza-sito-974-1024x639.jpg)

La domanda non è quanto siano affidabili le elezioni russe, ma perché Putin organizzi le elezioni, cosa lo spinga a farlo

**La domanda non è quanto siano affidabili le urne russe**, posto che nelle prossime ore resteranno aperte, fino a domenica, per le elezioni. **La risposta sarebbe semplice: non sono affidabili**, sono una pagliacciata, con gli oppositori che vengono ammazzati, carcerati o costretti a fuggire all’estero. La domanda da porsi è:** posto che le elezioni russe sono una truffa**, posto che Putin è e resterà il dittatore che uccide e fa uccidere chi non si genuflette (siamo al quarto decesso improvviso solo alla Lukoil), **perché organizza le elezioni? Cosa lo spinge a imitare il costume delle democrazie? **Nella risposta c’è la riluttanza, se non il rifiuto, del nostro mondo – quello delle democrazie occidentali – a riconoscere le nostre vittorie. **I nostri trionfi.**

**Il crollo dell’Unione Sovietica fu un nostro trionfo. **Noi abbiamo festeggiato e non siamo stati per nulla condolenti per il lutto che aveva colpito Putin e tutti gli altri funzionari della dittatura. **L’impero che si proponeva di insegnarci la prosperità, lo sviluppo e la giustizia crollava nella miseria, mostrava l’incapacità ed era costretto ad ammettere d’avere perseguitato gli uomini liberi**. Quel nostro trionfo aprì una stagione di nostre affermazioni che hanno portato una enorme fortuna ai più poveri e dimenticati nel mondo. **Dal 1990, nell’era che è stata intestata alla globalizzazione, moltitudini di morti di fame si sono affrancate da quella condizione**. Contrariamente a quel che si dice, nel mondo le distanze fra ricchi e poveri si sono accorciate. E anche dove enormi ricchezze si sono concentrate – nella nostra parte del mondo, quella che era ricca già prima del 1990 – i meno ricchi hanno comunque avuto accesso a una maggiore quantità di merci a basso costo. Il fatto che, negli Stati Uniti, siano cresciuti giganti del digitale è una ulteriore dimostrazione che il mondo della globalizzazione, il suo straordinario sviluppo, era un nostro trionfo.

**Come tutte le cose, anche quelle molto positive hanno innescato scompensi e contraddizioni**. Si sono trovate in maggiore difficoltà **non soltanto fasce di reddito ma anche occupazioni che hanno trovato una concorrenza nuova,** scivolando indietro e spaventandosi. Certo che è successo. Come anche che un numero maggiore di umani si è messo in moto ed è cresciuto il malanno dell’immigrazione irregolare. **Ma nel raccontare i nostri guasti stiamo bene attenti a non cancellare la nostra forza**: andate a passare una sera dove si ritrovano i giovani a Pechino (come in tutta quell’area e come nella stessa Russia) e **li vedrete uguali – nei vestiti, nella musica, nei gesti – ai nostri giovani**.** E lo sono perché il nostro costume ha vinto. E ha vinto perché era più forte, più ambito perché migliore**. Gli immigrati di seconda generazione, quelli che riesumano i costumi ancestrali, si trovano da noi, **perché i loro coetanei nei Paesi natii vogliono essere come i nostri giovani **e non come le loro nonne intabarrate, vogliono sentire la musica che suona dalle nostre parti, non divenire virtuosi del chitarrino monocorde. **Se un pericolo abbiamo corso non è quello d’essere sopraffatt**i, come andavano dicendo i contrabbandieri delle paure, **ma di esagerare nel sopraffare** con il fascino del nostro mondo. In fondo quel chitarrino fa parte della storia e non va affatto cancellato.

I**l mondo è diventato più ricco con i commerci e le delocalizzazioni**, la cui regolazione e contrattualistica sono figlie del nostro diritto commerciale. Gli scambi sono contabilizzabili perché si usa la stessa unità di misura monetaria: la nostra. Con più o meno difficoltà si è potuto comunicare in ogni pizzo del mondo, perché si è usata la stessa lingua: la nostra.

***Queste cose non ce le siamo dette. Non con la dovuta chiarezza.*** Ed è a queste cose che Putin ha dichiarato guerra – negando pure di star facendo la guerra – nel febbraio del 2022. **Il mondo del nostro trionfo è alle nostre spalle perché il perdente della Storia spara per non spararsi**. Allora, torniamo alla domanda: **perché organizza la pagliacciata delle elezioni, invece di continuare a fare il dittatore senza messinscena? Perché nel nostro trionfo è compreso il fatto che le elezioni sono divenute la sola forma di legittimazione del potere**. Abbiamo talmente vinto da essere riusciti a cancellare i diritti divini e di sangue, lasciando come accettabili soltanto quelli umani e individuali. Ecco perché si aprono le urne russe, che sono un tributo alla nostra vittoria.

**Ora il mondo cambia e noi non dobbiamo commettere l’errore di volere solo conservare **quello che neanche eravamo disposti a riconoscere come una nostra vittoria. Altri nemici della libertà e del benessere hanno preso corpo. Teniamone conto quando a votare saremo noi, in democrazie vere e non in buffonate moscovite.

di *Davide Giacalone*
