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Erdogan e la caduta della lira

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Secondo Erdogan in Turchia è in corso una «guerra di indipendenza economica». Con l’incaponirsi sulla svalutazione della lira, il Presidente turco rischia di compromettere fortemente l’intero Paese per mero nazionalismo.

Erdogan e la caduta della lira

Secondo Erdogan in Turchia è in corso una «guerra di indipendenza economica». Con l’incaponirsi sulla svalutazione della lira, il Presidente turco rischia di compromettere fortemente l’intero Paese per mero nazionalismo.
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Erdogan e la caduta della lira

Secondo Erdogan in Turchia è in corso una «guerra di indipendenza economica». Con l’incaponirsi sulla svalutazione della lira, il Presidente turco rischia di compromettere fortemente l’intero Paese per mero nazionalismo.
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  Come banchiere centrale il presidente Erdoğan non vale un granché. Almeno a giudicare da ciò che sta accadendo in Turchia dove la lira sta inanellando crolli record sia riguardo al proprio valore (circa il 20%) sia riguardo a monete come euro e dollaro. Secondo Erdogan la partita in corso è una «guerra di indipendenza economica» ma il risultato rischia di materializzarsi – in realtà – in un vero impoverimento delle persone, con la protesta che sale di pari passo al costo della vita. Non pago di aver cambiato tutti i governatori della Banca centrale turca che non seguivano le sue indicazioni, Erdoğan insiste nell’inseguire una politica monetaria che potrebbe segnare il vero elemento di crisi del suo potere. L’incaponirsi del presidente turco sulla svalutazione della lira, nonostante i risultati pessimi, fa pensare a qualcosa di simbolico, alla tentazione che spesso gli uomini soli al comando hanno di restare a tutti i costi nella storia, facendo errori madornali. Torna in mente la battaglia di “quota 90” lanciata da Benito Mussolini nel 1926, che anziché a svalutare puntava a incrementare il peso della lira italiana. Lanciando al Paese la sua sfida Mussolini disse: «La nostra lira, che rappresenta il simbolo della Nazione, il segno della nostra ricchezza, il frutto delle nostre fatiche, dei nostri sforzi, dei nostri sacrifici, delle nostre lacrime, del nostro sangue, va difesa e sarà difesa». Erdoğan oggi dice: «È una guerra di indipendenza economica». I tempi cambiano, i nazionalismi no.   di Jean Valjean

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