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description: EuroJust, ha attivato una banca dati di crimini di guerra per processare le barbarie commesse in Ucraina dalla Russia
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date: 2022-05-13
author: Maurizio Delli Santi
url: https://laragione.eu/esteri/eurojust-contro-i-crimini-di-guerra-in-ucraina/
categories: [Esteri]
tags: [guerra, UE]
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# Una banca dati di crimini di guerra per ottenere giustizia in Ucraina

![Eurojust e i crimini di guerra](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/05/Evidenza-sito-3-3.jpg)

EuroJust, l'agenzia Ue per la cooperazione giudiziaria penale, ha attivato una banca dati di crimini di guerra e contro l'umanità per processare le barbarie commesse in Ucraina dalla Russia. Perché la giustizia è una questione europea.Non è un adempimento formale quello che Commissione e Parlamento europeo si accingono a varare con l’approvazione di un **nuovo regolamento per Eurojust, l’agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale**. Si tratta di un’altra tappa importante per chi crede che la giustizia si affermerà comunque, anche **per i gravi crimini di guerra e contro l’umanità commessi nella guerra in Ucraina**.

L’iniziativa nasce per volontà degli stessi membri di Eurojust: magistrati o ufficiali di polizia designati dagli Stati europei sulla base della loro esperienza. Hanno perciò ritenuto necessario rafforzare l’azione di sostegno e coordinamento dell’agenzia **attraverso la realizzazione di una “banca dati” in cui saranno catalogate le prove relative** agli oltre 8mila crimini internazionali che l’autorità giudiziaria ucraina e la Corte penale internazionale stanno perseguendo.

I rapporti tra gli organismi investigativi sono stati già definiti da specifici accordi di collaborazione, che hanno previsto sul campo l’intervento di Joint Investigation Team (Jit), le squadre investigative comuni*. *Di particolare rilievo è anche l’**attivazione del *Genocide Network*, la rete europea per il perseguimento del genocidio**, **dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra** istituita nel 2002 e rafforzata con la Decisione 2003/335/GAI, che richiama le competenze sui crimini previsti dallo Statuto della Corte penale internazionale.

Eurojust è in coordinamento anche con la Freeze and Seize (Congelamento e Sequestro), un’altra rete istituita dalla Commissione europea per garantire l’attuazione delle sanzioni contro gli oligarchi russi e bielorussi. Un aspetto non secondario, posto che con i sequestri potrà assicurarsi l’effettiva riparazione per le vittime della popolazione ucraina.

I relatori della proposta del nuovo regolamento ora hanno guardato oltre, motivandola con la considerazione che **«a causa delle ostilità in corso, le prove non possono essere conservate in modo sicuro in Ucraina»**. Da qui l’esigenza di garantire un archivio materiale e digitale ove custodire «le prove raccolte da agenzie e organismi dell’Unione, nonché da autorità nazionali e internazionali o terzi, come le organizzazioni della società civile». Eurojust ha già a disposizione una “banca dati” ma stavolta, data la particolarità del contesto, è emersa l’esigenza di “procedimentalizzare” in maniera mirata questa fase delicata della raccolta delle prove, anche **secondo i princìpi di *legal informatics*, ovvero dell’informatica forense**.

La *ratio *è volta dunque ad attivare una procedura di archiviazione che risulti valida sotto il profilo dell’utilizzo probatorio e inattaccabile sotto quello dell’attendibilità, anche con riferimento all’indipendenza e alla terzietà dell’organo responsabile del trattamento dei dati. **Si dovranno acquisire «prove fondamentali sui principali crimini internazionali»** che oggi sono solitamente disponibili in «video e registrazioni audio, nonché immagini satellitari e qualsiasi fotografia pertinente»: tutti** supporti che devono essere verificati e garantiti nell’originalità** sia nella fase di acquisizione che in quella del trattamento, che peraltro dovrà essere gestito per diversi anni. Un aspetto quest’ultimo che non andava trascurato, specie nella considerazione che i crimini di cui si tratta non sono soggetti a prescrizione.

La giustizia, per l’“Europa dei diritti”, non si fermerà.

 

*di Maurizio Delli Santi*
