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title: L’Europa e l’Occidente ci hanno reso ricchi. Un po’ di cifre
description: Si accusa l’Europa del suo stesso successo, e su fa leva sulla paura. Dell’immigrato, della perdita dei riferimenti culturali
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date: 2025-03-18
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/esteri/europa-3/
categories: [Esteri]
tags: [esteri]
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# L’Europa e l’Occidente ci hanno reso ricchi. Un po’ di cifre

![Europa](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/UNA-FOTO-32-1024x639.jpg)

Si accusa l’Europa del suo stesso successo, e su fa leva sulla paura. Dell’immigrato, della perdita dei riferimenti culturali e del decadimento economico

**Oggi voglio scrivere dell’antieuropeismo più grossolano.** Il meccanismo è banale ma efficace: **si fa leva su un vaga nostalgia di un’età dell’oro**, si favoleggia di quando i singoli Paesi - liberi dalle costrizioni dell’Europa matrigna - potevano esprimere liberamente il proprio potenziale socioeconomico.

**Una balla, se pensiamo che quella stessa ricchezza mitizzata e spacciata come una Camelot preda della perfida Commissione Ue fu figlia proprio del processo intrapreso all’indomani delle devastazioni della seconda guerra mondiale.**

**In estrema sintesi, **[si accusa l’Europa del suo stesso successo,](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/roma-piazza-blu-europa-e-speranza/) e si fa leva sulla paura. Dell’immigrato, della perdita dei riferimenti culturali e del decadimento economico.** Per smontare questo castello abbiamo già invitato a fare una cosa molto semplice: chiedere ai nostri figli se preferiscano la loro vita libera da confini e vincoli o gli incubi distopici delle dittature.**
Oggi aggiungiamo un po’ di dati su cosa eravamo prima dell’era di pace e prosperità favorita dall’appartenenza al blocco occidentale e dalla progressiva integrazione in una comunità economica, finanziaria e politica.

**Nel 1950 - sette anni prima dell’atto costitutivo della Cee firmato a Roma - in Italia l’aspettativa di vita era di 65 anni contro gli 82 di oggi, per un aumento del 26%**. Il consumo calorico medio per persona è passato da **2300 a 3600 kca**l. Il Pil pro capite nel 1960 (Comunità appena nata) era di 9731 dollari annui a parità di potere d’acquisto con il 2023, quando era di 34.088 e un aumento del 250%.** La mortalità infantile (decessi sotto 1 anno ogni 1.000 nati) è diminuita del 95%, passando da 60 su 1000 del dopoguerra a 3 su 1000 di oggi.**
**Nel 1950, una famiglia su dieci possedeva un frigorifero.** Nel 2020 tutte. Non avere in casa un televisore è segno distintivo per chi vuole fare l’alternativo. **Quando la Tv arrivò in Italia, nel 1954, era semplicemente un sogno**. A inizio anni Cinquanta c’erano 5 auto ogni 1000 abitanti, oggi 670 con un aumento del 13.300%. All’indomani della guerra, persone con un titolo di studio superiore erano il 5% del totale, oggi il 62% (anche se in Italia siamo ancora indietro rispetto alla media europea dei laureati). **Lavoriamo il 32% di ore in meno di allora. Quanto alle differenze di carattere sociale, non vale neppure la pena sottolinearle**.

Dovremmo cominciare ogni giornata con un pensiero di ringraziamento ai nostri nonni, che seppero sfruttare la pace e le opportunità del nostro mondo. **In tanti, invece, arrivano a sputarci sopra, sostenendo teorie oltre il ridicolo.**

Negando la realtà, come se le visioni degli uomini fossero pari fra loro:** quelle di chi scommise sulla pace, la fratellanza nella concorrenza operosa, il libero scambio e la libera circolazione di persone e cose** e di chi sognava i libretti rossi e il “paradiso dei lavoratori” (nei gulag).
No, non furono pari manco per niente e la realtà delle cifre va ricordata a chi offende la memoria dei nostri nonni e padri.

di *Fulvio Giuliani *
