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title: "Femministe francesi contro Hamas: femminicidio di massa"
description: "L'attentato del 7 ottobre in Israele riconosciuto come femminicidio di massa: quanto chiesto nell'appello di femministe francesi contro Hamas"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/11/Femministe-francesi-contro-Hamas.jpg
date: 2023-11-23
author: Maurizio Stefanini
url: https://laragione.eu/esteri/femministe-francesi-contro-hamas-femminicidio-di-massa/
categories: [Esteri]
tags: [donne, Evidenza, femminicidio, israele]
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# Femministe francesi contro Hamas: femminicidio di massa

![Femministe francesi contro Hamas](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/11/Femministe-francesi-contro-Hamas.jpg)

Tanti i firmatari di un appello con cui femministe francesi contro Hamas chiedono che l'attentato del 7 ottobre in Israele venga riconosciuto come femminicidio di massa

Ci sono attrici come **Charlotte Gainsbourg** (figlia di **Serge Gainsbourg** e [Jane Birkin](https://laragione.eu/life/spettacoli/addio-a-jane-birkin/)), **Elsa Zylberstein** e **Marilou Berry. Attori come Samuel Le Bihan** e **Michel Boujenah**. Registi come **Bernard Campan** e sceneggiatori come **Pascal Elbe**. E poi il sindaco di Parigi **Anne Hidalgo**, la giornalista **Valérie Trierweiler** (già *première dame* di Francia con l’allora compagno **François Hollande**), l’ex ambasciatore israeliano **Arié Avigdor**, lo scrittore **Marc Levy**. E sono soltanto **alcuni dei primi firmatari di un appello con cui femministe francesi** chiedono che [l’attentato del 7 ottobre in Israele](https://laragione.eu/esteri/israele-e-in-guerra-hamas-il-nemico/) venga riconosciuto come **femminicidio di massa**. L’iniziativa nasce da un ***forum*** pubblicato **sul** **quotidiano** “**Libération**”, in cui ci si rammaricava che i movimenti femministi stranieri non avessero reagito con più fermezza alla morte, al rapimento e allo stupro di queste donne da parte del gruppo terroristico [Hamas](https://laragione.eu/media/video/60secondi/la-cultura-della-morte-di-hamas/).

«Molti civili sono morti, ma le donne non sono state uccise nello stesso modo con cui sono stati ammazzati gli altri. Sono state esibite nude e violentate», **hanno denunciato decine di intellettuali e personalità francesi in un articolo scioccante**. **L’iniziativa dell’associazione Paroles de femmes** chiede «il riconoscimento del femminicidio di massa avvenuto in Israele il 7 ottobre». Oltre alla **morte di 1.200 cittadini** e alla [presa in ostaggio](https://laragione.eu/esteri/hamas-e-il-prezzo-degli-posta/) **di 240 persone**, vi sono numerose prove che quel giorno siano avvenute **decine di stupri**: «Le donne sono state mostrate nude, violentate fino alla rottura del bacino. I loro corpi sono stati brutalizzati, i loro genitali feriti. Hanno urinato sui loro resti. Alcune sono state decapitate, altre smembrate e bruciate. Altre ancora sono state prese in ostaggio. Tutto questo è stato filmato e fotografato per creare terrore, perché donne e bambini sono simboli della nostra umanità. I video degli interrogatori dei terroristi lo confermano», **hanno aggiunto**.

[La petizione sul sito Change.org](https://www.change.org/p/reconnaissance-d-un-féminicide-de-masse), che ha ricevuto **più di 14mila firme**, si definisce «**apolitica**» e «**puramente femminista e umanista**», **in solidarietà con le vittime**. «Si chiamavano Sarah, Karine, Céline... Su iniziativa dell’associazione Paroles de femmes, abbiamo lanciato un appello alle femministe e a coloro che sostengono la nostra causa affinché riconoscano il femminicidio nei massacri di donne perpetrati il ​​7 ottobre in Israele. È importante che questo termine, spesso usato dalla stampa per descrivere gli omicidi di donne per mano dei loro coniugi o ex coniugi, venga riconosciuto da tutte le Ong internazionali (come Amnesty International e Onu Donne) per quello che equivale a un femminicidio di massa. È questo che dobbiamo affrontare, un femminicidio di massa. Senza collegarlo al conflitto israelo-palestinese. Sappiamo che è difficile. Ma dobbiamo farlo affinché le donne smettano di essere le prime vittime delle guerre e dei conflitti armati. E perché i loro volti non vengano mai dimenticati».

 

di *Maurizio Stefanini*
