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title: Fiction istruttiva e dolorosa realtà
description: "Il caso di Idan Amedi, attore della fiction Netflix \"Fauda\", è emblematico e rappresentativo di ciò che accade ad Israele da 75 anni"
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date: 2024-01-10
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/esteri/fiction-istruttiva-e-dolorosa-realta/
categories: [Esteri]
tags: [Evidenza, israele]
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# Fiction istruttiva e dolorosa realtà

![Fiction istruttiva e dolorosa realtà](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/917082-thumb-full-720-141023_idan_amedi_ok-1024x576.jpg)

Il caso di Idan Amedi, attore della fiction Netflix "Fauda", è emblematico e rappresentativo di ciò che accade ad Israele da 75 anni

Il caso di **Idan Amedi, 35 anni, l’attore e cantante israeliano rimasto gravemente ferito a Gaza**, può aiutare a comprendere alcuni dei meccanismi della società israeliana che a noi rischiano di sfuggire.

Amedi è uno degli attori della fortunata **serie televisiva Netflix Fauda**, in cui si raccontano - con una buona dose di realismo - le imprese sotto copertura di un’unità speciale antiterrorismo dell’esercito israeliano specializzata nell’infiltrazione nei territori palestinesi.** La notizia del richiamo in servizio di Amedi aveva già fatto il giro del mondo**, perché a nessuno poteva sfuggire il parallelismo fra l’opera di fantasia e la drammatica realtà. Così come il protagonista della stessa Fauda, Lior Raz - Doron sullo schermo - è un ex militare che nelle ore successive alla tragedia del 7 ottobre pubblicò una storia Instagram da una delle località in cui ancora erano asserragliati dei terroristi di Hamas.

**Idan Amedi è un ufficiale riservista dei genieri ed è stato investito in pieno da un’esplosione**. In gravi condizioni per le schegge che lo hanno raggiunto non sarebbe in pericolo di vita. Fauda è, come si diceva, un’opera di fantasia, eppure aiuta a comprendere la psicologia israeliana davanti alla costante minaccia del terrorismo e di organizzazioni votate alla cancellazione dell’idea stessa dello Stato di Israele. Una serie che ha, con tutti i limiti di una serie di intrattenimento, il pregio di non giocare sulle contrapposizioni più semplicistiche. Su una stucchevole dicotomia buoni-cattivi.

**Fauda è una serie israeliana, pensata per il pubblico israeliano e assurta, grazie a Netflix, a un successo globale**. Nessuna pretesa di analizzare a fondo le cause ultime di un conflitto secolare, ma ha l’onestà intellettuale di non descrivere indistintamente i palestinesi e gli arabi come dei pazzi sanguinari o docili pedine. Anzi, spesso i protagonisti arabi della serie, in cui le controparti israeliane parlano un arabo perfetto e sono ferrati in usi e consumi per riuscire a infiltrarsi con efficacia, risultano ostaggi nelle mani dei fanatici.

**Quella israeliana è una società in stato di guerra semi permanente. Da 75 anni**. Se dimentichiamo questo, non possiamo capire la commistione fra realtà civile e militare che a noi è totalmente estranea (per nostra fortuna). Se si ha voglia di provare a capire, senza pregiudizi, **si può intuire anche lo stato psicologico seguito al 7 ottobre**. Il che, come abbiamo scritto innumerevoli volte, **non solleva neanche per un istante il governo di Benjamin Netanyahu dalle gravissime responsabilità strategiche** che hanno portato alla mattanza di Gaza. Insostenibile sul piano umanitario e totalmente controproducente agli interessi di Israele.

**La società israeliana, però, resta un’altra cosa** e siamo convinti che nella sua tradizione democratica e nel confronto fra posizioni distanti saprà ritrovare la bussola. Sarà fondamentale quando - presto - il dopo Netanyahu dovrà essere aperto.

*di Fulvio Giuliani*

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