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title: Francia al ballottaggio, con rabbia
description: "Sapremo stasera il grado di governabilità o ingovernabilità della Francia, una cosa però la sappiamo già: presente la rabbia."
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date: 2024-07-07
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/esteri/francia-al-ballottaggio-con-rabbia/
categories: [Esteri]
tags: [elezioni, francia, UE]
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# Francia al ballottaggio, con rabbia

![Ballottaggio Francia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/07/Ballottaggio-Francia.jpg)

Sapremo stasera il grado di governabilità o ingovernabilità della Francia, una cosa però la sappiamo già: protagonista di questo doppio turno francese è la rabbia

**Sapremo stasera il grado di governabilità o ingovernabilità della Francia.** Quanto sarà stato un pericoloso buco nell’acqua o meno l’azzardo del presidente Emmanuel Macron di andare a elezioni generali dopo la disfatta delle europee. In estrema sostanza, se il blocco repubblicano - già visto tanti anni fa - sarà infine riuscito a contenere l’assalto dell’ultradestra e con quali prezzi politici da pagare.

Sapremo tutto, ma qualcosa la sappiamo già: la grande protagonista di questo doppio turno francese è la rabbia. Non una novità per le elezioni transalpine e tanti altri appuntamenti elettorali in giro per l’Europa negli ultimi anni, eppure con questa rabbia non riusciamo a fare i conti. Figurarsi la pace.
Non è l’umanissima, buffa e tutto sommato tenera rabbia del film-capolavoro Inside Out, di cui è appena uscito un folgorante sequel. Sul grande schermo è personificata la rabbia dei bambini, un sentimento innato con cui con il passare degli anni impariamo a fare i conti e soprattutto a convivere.

No, la protagonista a urne aperte in Francia è una rabbia sorda, totalizzante, la caccia costante a un nemico da abbattere, distruggere, identificare come responsabile di tutte le proprie difficoltà e - sopra ogni altra cosa - i propri fallimenti. **È la rabbia su cui da sempre soffia il partito della Le Pen**, senza curarsi delle conseguenze potenzialmente catastrofiche per il Paese. La rabbia che - cavalcando indiscutibili, reiterati e talvolta sconcertanti errori di chi ha gestito passaggi storici di straordinaria complessità e delicatezza - **crede di trovare la soluzione di tutto nella furia populista, nella caccia al “grande vecchio”, al “potere occulto e forte”, agli affamatori del popolo**.

Tutte fantasie, come ampiamente dimostrato dalle esperienze italiana e inglese con svariate forme di populismo al potere: non c’erano stanze dei bottoni da espugnare o scatole di tonno da aprire e di tante roboanti parole sono rimaste solo le macerie di un’idea della politica “anti“, improntata al dilettantismo sfrenato e a inseguire sempre e soltanto la pancia della gente. **Perché illudersi di poter controllare quella rabbia cieca**, una volta alimentata e soprattutto delusa, **porta allo sfacelo conosciuto dalle nostre parti dal Movimento 5 Stelle o in Gran Bretagna dai conservatori**, transitati con scelleratezza dalla tradizionale politica moderata allo stomaco profondo del populismo modello “Brexit dura“.

**In Francia, questa rabbia non è certo appannaggio solo del Rassemblement National**, ma ha radici profondissime anche nell’alleato di giornata a sinistra di Macron. Il populismo sinistroide di un Melanchon non ha nulla a che vedere con la tradizione socialista, la grande politica progressista transalpina di un Mitterrand. È un altro confuso grumo di furia incontrollabile e tutti i politici che credono di costruirci sopra le proprie fortune stanno solo comprando un giro di giostra, prima di diventare il prossimo bersaglio.

Di *Fulvio Giuliani*
