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title: Francia, il nuovo premier è François Bayrou
description: "È arrivato il tanto atteso annuncio da parte dell'Eliseo: il centrista François Bayrou è il nuovo premier francese"
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date: 2024-12-13
modified: 2024-12-14
author: Filippo Messina
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categories: [Esteri]
tags: [francia]
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# Francia, il nuovo premier è François Bayrou

![François Bayrou](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/12/Francois-Bayrou.jpg)

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2024-12-05 20:22:00

2024-12-05 19:22:00

Il presidente francese Emmanuel Macron ha iniziato il suo discorso alla nazione "ringraziando Michel Barnier per il lavoro

Il presidente francese Emmanuel Macron ha iniziato il suo discorso alla nazione "ringraziando Michel Barnier per il lavoro svolto per il nostro Paese, per la sua dedizione e la sua combattività”. Secondo Macron, il premier dimissionario "si è mostrato all'altezza quando tanti altri non l'hanno fatto".

Macron esclude le dimissioni richieste a gran voce dall'opposizione. Nel suo discorso alla nazione, il presidente francese ha scandito: "Il mandato che mi avete democraticamente affidato è di cinque anni e lo eserciterò fino in fondo. La mia responsabilità è quella di assicurare la continuità dello Stato, il buon funzionamento delle nostre istituzioni, l'indipendenza del nostro Paese e la protezione di tutti voi”. Fino al 2027, continua, "abbiamo 30 mesi davanti: siano d'azione".

La decisione presa a giugno, dopo le europee, di "sciogliere l'Assemblea nazionale non è stata compresa, è una mia responsabilità" ha continuato Macron, per poi soffermarsi sul nome del successore di Barnier, che sarò nominato "nei prossimi giorni". "Lo incaricherò di formare un governo di interesse generale, che rappresenti tutte le forze politiche che possano parteciparvi o che quantomeno si impegni a non censurarlo”, ha detto il presidente francese, sottolineando che il nuovo primo ministro dovrà "formare un governo ristretto al vostro servizio" e la sua "priorità sarà il bilancio".

Francia, Macron esclude dimissioni: "Resterò presidente fino a fine del mandato"

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2024-12-05 20:25:25

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2024-12-07 12:19:28

2024-12-07 11:19:28

Manlio Graziano, esperto di geopolitica e docente presso la Sorbonne: "In Francia sta crescendo il sentimento antieuropeista"

La crisi di governo francese era ampiamente prevista. A non esserne sorpreso è stato lo stesso Emmanuel Macron che dall’Arabia Saudita, dove si trovava quando veniva votata la mozione di sfiducia al primo ministro Michel Barnier, «non ha mosso un ciglio, rassicurando che avrebbe risolto la questione», come spiega oggi Manlio Graziano, esperto di geopolitica e docente presso Sciences Po Paris e la Sorbonne. «La kermesse parlamentare di lunedì 2 dicembre è stata il quasi inevitabile esito di due istanze: una di lungo-lunghissimo periodo e una più corta e meschina, in corso dalla dissoluzione dell’Assemblea nazionale il 9 giugno scorso» osserva ancora il fondatore del Nicholas Spykman International Center for Geopolitical Analysis. «Nel primo caso riguarda l’uso del denaro pubblico per far fronte a qualunque problema. La scuola non funziona più e alimenta discriminazioni e disuguaglianze? Diamo più soldi ai professori. Gli agricoltori protestano perché non vogliono le misure di salvaguardia dell’ambiente? Diamo più soldi agli agricoltori. L’industria X va male e rischia la bancarotta? Diamo più soldi all’industria X. I casi di violenza domestica crescono fuori controllo? Diamo più soldi a polizia e cellule di soccorso psicologico. E così via» spiega Graziano. «D’altro canto, però, oggi non è più possibile fare ricorso al denaro pubblico per risolvere i problemi: la Francia non stampa l’euro autonomamente né l’inflazione può giovare all’economia d’Oltralpe».

A tutto questo si aggiunga la crisi del macronismo, «che di fatto non è mai esistito: Macron è partito nel 2017 con una posizione velatamente socialdemocratica unita a istanze liberiste. Ma progressivamente si è spostato a destra, dopo le proteste dei gilet jaune, per recuperare consenso popolare, ad esempio con politiche anti-migratorie. Ma il calcolo è stato sbagliato: l’elettore sceglie sempre l’originale e non la copia, per questo Le Pen è cresciuta. Macron ha tentato di cavalcare una tendenza all’estremismo di destra che si diffonde in Europa, ma senza il risultato sperato» sottolinea Graziano. Ora il rischio è che la crisi francese abbia ripercussioni in Europa, complice la congiuntura economica tedesca: «In Francia sta crescendo il sentimento antieuropeista: si attribuisce la colpa del drammatico debito pubblico al rigore di Berlino, mentre a Berlino si teme che il debito pubblico di Parigi possa pesare sulle tasche dei tedeschi, peggiorando la congiuntura».

Il 2024, che doveva essere un anno di splendore per la Francia, rischia dunque di diventare un annus horribilis: le Olimpiadi di Parigi sono state una vetrina, ma non senza incidenti diplomatici (come all’inaugurazione) e organizzativi (vedasi l’inquinamento della Senna e l’impatto sulle gare). Ora si inaugura Notre-Dame, orgoglio parigino dal momento che le maestranze che hanno lavorato alla ricostruzione dopo l’incendio del 2019 sono tutte transalpine, ma la cerimonia arriva in un momento delicato per il Paese. «In Francia i Giochi olimpici sono stati considerati un successo, ma i lavori a Notre-Dame sono ritenuti troppo costosi a fronte delle difficoltà economiche» osserva l’analista. «Macron teme anche di essere offuscato dalla presenza ingombrante di Trump alla cerimonia, mentre mira ad attribuirsi il successo della ricostruzione in tempi record e a guadagnarsi un posto nella storia, come prima di lui hanno fatto Mitterand con la Biblioteque National de France e Chirac con l’omonimo museo (entrambi inaugurati senza essere terminati, come per Notre-Dame). Ma rischia soltanto di lasciare ai posteri un ricordo tutt’altro che positivo».

di Eleonora Lorusso

Macron e la crisi del macronismo, parla Manlio Graziano

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2024-12-07 12:19:31

2024-12-07 11:19:31

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2024-12-06 10:34:59

2024-12-06 09:34:59

Il leader del partito socialista Ps propone un "governo sulla base di un contratto a durata determinata". L'incontro con Macron

Dopo giorni difficilissimi per la Francia - in seguito alla caduta del governo di Barnier - a tendere la mano verso il presidente francese Emmanuel Macron è il partito socialista, che si è detto "pronto a discutere oggi con la coalizione macroniana e la destra sulla base di 'reciproche concessioni', in vista della formazione di un nuovo governo". Oggi a mezzogiorno il segretario del Ps, Olivier Faure, è stato ricevuto all'Eliseo. Ai microfoni di France Info, Faure ha precisato che l'eventuale nuovo governo "nascerebbe sulla base di un contratto a tempo determinato". C'è poi un dato molto importante sull'incontro di oggi: all'Eliseo non sono stati convocati né il Rassemblement National di Marine Le Pen (RN), né l'estrema sinistra de La France Insoumise (LFI), né ecologisti e comunisti. Ieri sera il presidente Macron ha dichiarato che il nuovo premier sarà annunciato nei prossimi giorni - alcuni ipotizzano nel fine settimana o addirittura lunedì, essendo in programma le celebrazioni per la riapertura di Notre Dame. Di Claudia Burgio

La sinistra di Faure tende una mano a Macron

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2024-12-06 21:18:57

2024-12-06 20:18:57

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