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title: "Francia: l&#8217;aborto entra nella Costituzione"
description: "Aborto in Costituzione: la Francia diventa il primo Paese a inserire l'interruzione volontaria di gravidanza nella propria Carta fondamentale"
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date: 2024-03-04
modified: 2024-03-05
author: Mario Catania
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categories: [Esteri]
tags: [diritti, francia]
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# Francia: l&#8217;aborto entra nella Costituzione

![Francia aborto](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Francia-aborto.jpg)

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2022-06-25 08:50:04

2022-06-25 06:50:04

L'abolizione dell'aborto in Usa segna un lacerante balzo indietro, crea profonde divisioni interne e deve preoccupare anche noi, da questa parte dell'Atlantico.

La sentenza della Corte suprema Usa, che ha cancellato l’aborto come diritto riconosciuto a livello federale, non è solo un mostruoso e lacerante balzo indietro per decine di milioni di donne americane.

Detto che avrà ripercussioni anche da questa parte dell’Atlantico, come proveremo a spiegare, è soprattutto l’ennesima prova che gli Stati Uniti sono più disuniti che mai.

Appaiono un insieme di mondi polarizzati, in cui quel senso di unione - certamente più idealizzato che realizzato e affogato nella melassa dei fuochi d’artificio del 4 luglio - è stato pur sempre un valore condiviso da intere generazioni di americani. Oggi, più smarriti e spaccati che mai.

Una sentenza come quella di ieri, frutto di una Corte suprema figlia degli estremismi irrazionali e rabbiosi di Donald Trump, condanna gli Usa ad anni di una dura e sfibrante contrapposizione interna.

Lascia il Paese esposto a uno dei virus più pericolosi per le democrazie avanzate: la lenta corrosione del reciproco riconoscimento fra gli opposti schieramenti politici. Lo shock di ieri - peraltro assolutamente prevedibile da mesi - è solo l’approdo di una “lunga marcia“ di un mondo iper reazionario.

Trumpiani e oltre che non hanno più nulla dei conservatori di stampo repubblicano della grande tradizione statunitense, ossessionati da vere e proprie crociate contro l’America dem e liberal.

Agli occhi di questo confuso grumo di mondi, il simbolo di ogni corruzione morale e materiale. Quest’ultima, per reazione, si è rifugiata in un altrettanto rabbioso e cieco politicamente corretto, nella "cancel culture" e nell’ossessione "woke", che hanno contribuito a scavare solchi sempre più profondi non tanto fra i partiti, ma fra amici, parenti, colleghi. Molto più pericoloso.

Come accennavamo, la dolorosa retromarcia imposta agli Usa ricorda a ciascuno di noi quanto i diritti non siano mai acquisiti. Mai.

Rileggiamo con attenzione quanto dichiarato, dopo la sentenza, da un’italiana che ha numeri per esprimersi in materia come pochi, Emma Bonino: "Ora il rischio è di perdere conquiste che sembravano immodificabili, anche per noi".

Di Fulvio Giuliani

Aborto, nessun diritto è per sempre

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2022-06-25 08:50:50

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2022-10-13 10:50:52

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La legge sull’aborto non è né sarà rimessa in discussione, al di là dell’opinione di Giorgia Meloni. Questa conquista di civiltà nel nostro Paese è al sicuro.

Prevedere soldi per le donne che decidono di non abortire e negare il diritto all’aborto non sono la stessa cosa. Eppure in questi termini viene posta la questione in Piemonte, primo caso a cui presumibilmente ne seguiranno altri: lì è stata approvata una norma regionale promossa da Fratelli d’Italia e appoggiata da altri partiti del centrodestra che prevede la possibilità per le associazioni Pro Vita di entrare nei consultori e negli ospedali, per incontrare le donne e spiegare loro che la Regione ha stanziato 460mila euro destinati a sostenere chi scelga di non abortire. Soldi per bollette, rate del mutuo e affitto ma anche per farmaci, pannolini e culle.

L’iniziativa vuole sostenere la linea di FdI, ovvero quella di provare a disincentivare l’aborto fornendo sostegno economico. Quei soldi finirebbero in mano a donne che diventano madri: in teoria una cosa positiva, se non fosse che è poi difficile distinguere chi abbia davvero bisogno di aiuto da quante invece ci marciano sopra. In ogni caso, non si tratta certo di negare il diritto all’aborto. Altra cosa è discutere la parte del provvedimento che prevede di non applicare la circolare del Ministero della Salute che prevede la distribuzione della pillola abortiva Ru486, che invece in altre Regioni viene messa a disposizione delle donne che vanno in ospedale per interrompere la gravidanza. Già prima delle elezioni si era capito che il tema del diritto all’aborto è tanto delicato quanto è chiara la linea del partito che le ha vinte. Discuterne ed eventualmente criticare è senz’altro legittimo, meno sparare dichiarazioni altisonanti («Viene negato il diritto all’aborto!», «Si mette in discussione la legge 194!») che non rendono un buon servizio alla realtà dei fatti.

La legge sull’aborto non è né sarà rimessa in discussione, al di là dell’opinione di Giorgia Meloni. Questa conquista di civiltà nel nostro Paese è al sicuro. Diversa è la questione dei medici obiettori di coscienza, del fatto che esistono zone del nostro Paese in cui è limitata la possibilità di abortire. Non per effetto di qualche legge ma soltanto perché non viene garantita una sufficiente presenza di medici che siano disposti a praticare l’interruzione di gravidanza. In un Paese che guarda al futuro dovrebbero essere assicurate entrambe le possibilità, in egual misura. Senza tornare ogni volta a fare battaglie e barricate che sanno di passato.

di Annalisa Grandi

Aborto, polemiche e diritti

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2022-10-13 07:57:38

2022-10-13 05:57:38

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2021-11-18 18:19:19

2021-11-18 17:19:19

Il dibattito sull’aborto non smette di dividere. Dovrebbe essere un diritto acquisito dopo il referendum del ‘78 eppure non è così: in Italia il 69% dei medici è obiettore, in Molise l’unico che pratica l’interruzione di gravidanza costretto a rimandare la pensione .

Ciclicamente il dibattito sull’aborto si riaccende, nonostante siano passati 43 anni dal referendum che permise alle donne l’interruzione volontaria di gravidanza. Oggi è l’uscita dubbia di Alfonso Signorini durante il Grande Fratello Vip ad accendere la miccia, domani si vedrà a chi toccherà schierarsi su un argomento che mai dovrebbe essere oggetto di strumentalizzazioni, soprattutto da parte della politica. “Una dovrebbe stare attenta, evitare di rimanere incinta se non lo desidera” è l’accusa che i detrattori rivolgono alle donne. Vero è che la vita non è sempre prevedibile, semplicemente a volte travolge. 

La questione dell’aborto va sì trattata ma senza spettacolarizzazioni in tv. Semmai bisognerebbe parlare della difficoltà di esercitare questo diritto in Italia. Non lasciare più spazio alle opinioni su ciò che già stato deciso anni fa, ma attenersi ai fatti. Oggi in Italia il 69% dei medici è obiettore di coscienza. Nel Molise l’unico medico che pratica interruzioni di gravidanza sta rimandano la pensione per garantire ancora questo diritto alle donne nella sua Regione. Senza allontanarsi troppo, solo da poco più di un mese, la pratica dell’aborto non è più illegale a San Marino.

Così si spiega il proliferare di campagne come Libera di abortire , che mirano a sensibilizzare l’opinione pubblica sui tanti modi diversi di affrontare un aborto, evento che ogni donna vive a proprio modo. Non ce n’è uno solo: non uno giusto, non uno sbagliato. Le attività di supporto sono sicuramente utili e necessarie. È importante continuare a fare informazione, senza dividere il mondo in buoni e cattivi a fare da sfondo a storie a volte drammatiche. 

Chi è riuscita a parlare di un tema così complesso, sbaragliando ogni tipo di stereotipo, pregiudizio è stata Oriana Fallaci, che in “Lettera ad un bambino mai nato” racconta "il dilemma se dare la vita o negarla". Lo fa con una razionalità imprescindibile ed una obiettività che solo chi vive o ha vissuto questi momenti può davvero comprendere, proprio come lei.

La cosa straordinaria che Oriana riesce a fare attraverso questo libro è rispondere ai dilemmi sull’aborto, senza in realtà dare alcuna risposta. Così scrive la Fallaci nel suo libro: "Mamma! Lasciami parlare Me lo hai insegnato tu che la verità è fatta di molte verità differenti" . 

di Claudia Burgio

L’aborto, il diritto solo sulla carta

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2021-11-25 01:01:50

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