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title: Francia-Ue, giudizi universali
description: Dovremmo pur smetterla di ‘leggere’ ogni elezione in Europa, ad esempio quelle in Francia, come un referendum sui destini dell’Ue.
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date: 2022-06-21
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/esteri/francia-ue-giudizi-universali/
categories: [Esteri]
tags: [Evidenza, francia, UE]
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# Francia-Ue, giudizi universali

![Francia Ue](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/06/Evidenza-sito-44.png)

Dovremmo pur smetterla di ‘leggere’ ogni elezione in Europa, ad esempio quelle in Francia, come un referendum sui destini dell’Ue.

**Dovremmo pur smetterla di ‘leggere’ ogni elezione in Europa come un referendum** – se non un giudizio universale – **sui destini dell’Unione e di una certa idea di Occidente nel mondo**. Per meglio dire, dovremmo sviluppare capacità critiche meno superficiali di quelle che per esempio intravedono, [nella vittoria zoppa di Emmanuel Macron alle legislative](https://laragione.eu/interviste/il-voto-in-francia-e-il-crollo-di-macron/), il tramonto prossimo venturo dell’idea unitaria.

Innanzitutto, pur con tutti i limiti e le oggettive difficoltà, **il presidente ha comunque vinto anche le elezioni di domenica**. Certo, ha conquistato solo la maggioranza relativa e questo costituisce un indiscutibile smacco per il padrone di casa dell’Eliseo, **che dovrà ora adattarsi a una difficile coabitazione politica**. Sono tutti elementi che sviluppiamo nelle pagine interne, ma qui sia sufficiente ricordare come anche **Mitterand** e **Chirac** abbiano guidato la Francia in condizioni simili, in termini parlamentari. **La vera novità, semmai, è l’affermarsi di due opposti populismi, alla sinistra e alla destra di Macron**. In quanto opposti, sono paradossalmente proprio i loro numeri e la loro forza elettorale a escludere qualsiasi collaborazione che possa **realmente mettere in difficoltà le linee guida in politica estera di Parigi e la scelta profondamente europeista del presidente.**

**Tutto bene, allora, madama la marchesa**? Ovvio che no, **in un voto disertato dal 54% dei francesi** e che ha certificato lo spappolamento definitivo dei partiti che caratterizzarono (il passato remoto è d’obbligo) la Quinta Repubblica. **Va ricordato un’ennesima volta che scriviamo di democrazie, organismi complessi.** Società un tempo attraversate dalle ideologie e oggi da crisi di coscienza, dubbi e tentazioni che non testimoniano necessariamente – come va per la maggiore in tante letture politiche e giornalistiche –** la crisi irreversibile di un modello**. Come scritto,** in Francia è *boom* di due populismi diversissimi fra loro**. In Italia il partito che fu emblema di questo confuso movimento è in profonda crisi e ha messo **“sotto processo” il suo esponente più significativo**. Perché quel Luigi Di Maio ieri tifoso dei *gilet* gialli e della Via della seta oggi è ministro degli Esteri convertitosi a un atlantismo e occidentalismo da far invidia a Draghi.

Le cose cambiano maledettamente più in fretta rispetto a un tempo e dovremmo tutti resistere alla tentazione delle sentenze e degli epitaffi. **Sono anni, del resto, che chi si è lasciato affascinare dalle ‘democrature’ e da personaggi come Vladimir Putin va sproloquiando della fine della democrazia.** Curiosamente, nessuno di costoro sceglierebbe mai – dicasi mai – di andarsene in uno di questi fantasmagorici sistemi dittatoriali. Come ai tempi della Guerra fredda,** i più feroci e accaniti avversari del capitalismo occidentale non erano mica così scemi da andare a vivere oltre la cortina di ferro**. Passano il tempo a insultare casa nostra (e loro) ma non ci pensano proprio a trasferirsi **a Mosca e Pechino**, il massimo del trasloco che possono ipotizzare è *online*. **Un paradosso, certo, ma utile da ricordare quando si prova a stravolgere la realtà**.

Un altro esempio? Nelle stesse ore in cui Macron vinceva faticando le elezioni, a San Pietroburgo **il n. 1 della principale banca russa, la Sberbank, quantificava in 10 anni il tempo necessario alla Russia per riprendersi dalle sanzioni imposte dall’Occidente**, sbugiardando la lettura facilona e spregiudicata del *lider maxïmo* Putin. Quella stessa tesi di così grande successo sui *social* italiani, spacciata per verità da un singolare grumo di appassionati cantori delle dittature.

di* Fulvio Giuliani*
