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description: "C'è un mondo a sé stante che si muove, una \"stagione all'inferno\": è quello che accade sulla frontiera tra Russia e Ucraina."
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date: 2022-08-25
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/frontiera-russia-e-ucraina/
categories: [Esteri]
tags: [Evidenza, guerra, russia, Ucraina]
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# &#8220;La stagione all&#8217;inferno&#8221; sulla frontiera tra Russia e Ucraina

![frontiera tra Russia e Ucraina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/08/Evidenza-sito-1-7.jpg)

C'è un mondo a sé stante che si muove, una "stagione all'inferno": è quello che accade sulla frontiera tra Russia e Ucraina che separa la vita come la conosciamo dall'orrore rascista.

«Scartai l’azzurro del cielo, che è nero». Le parole di Arthur Rimbaud ben esprimono non solo quella del poeta ma anche la **“Stagione all’Inferno”** vissuta da chi, uno alla volta, ha passato quei posti di blocco che separano la vita come la conosciamo **dall’orrore rascista**.

L’approccio agli avamposti controllati dai militari è sempre motivo di angoscia: c’è il dubbio che si tratti di un’imboscata in *false flag*, tesa con **l’inganno da militari russi sotto le effigi della SBU** (il Servizio di Sicurezza ucraino). Benché i Partigiani della resistenza siano ben organizzati con dispositivi d’identificazione per sapersi riconoscere e codici con cui intendersi, quando l’auto su cui si viaggia viene circondata dai mitra dei soldati che presidiano un *check-point* spesso i volontari a bordo preferiscono non farne uso finché l’ispezione al veicolo non venga approfondita.

**Alcuni dei comitati civili di liberazione hanno avuto modo di coordinarsi con il Comando militare sin dall’anno scorso**, quando Putin iniziava a disporre le truppe in prossimità dei confini ucraini assicurando che non sarebbero stati violati. Così, molti civili hanno fatto propria l’*expertise* militare e sono stati dotati di strumenti con cui potersi difendere e organizzare azioni di sabotaggio coordinate, qualora la situazione fosse volta al peggio. Un *checkpoint* alla volta, non è raro trovare a bordo strada telai arrugginiti di auto bruciate, crivellate di colpi. **Durante i primi giorni di guerra l’asfalto è stato marcato in certe zone con della vernice**, per indicarne i tratti sminati. Così qualche traditore ha spianato ai russi i lunghi tratti di strada che li avrebbero condotti speditamente a Kherson, Mariupol e Karkhiv. Mentre di fianco all’auto scorrono villette un tempo decorate ma oggi sventrate e annerite dalla fuliggine, capita che lo sguardo venga rapito da lenzuola o coperte stese sopra qualcosa a terra.

«Piangendo vedevo l’oro, e non potei bere». Così il poeta maledetto incedeva nella sua opera, intingendo la penna nell’altro colore del vessillo ucraino: quello dei campi di grano e dei girasoli sfiorati dal vento. **La stagione all’inferno si protrae e il caldo estivo accentua l’odore della morte**. Oltre gli ultimi sbarramenti la strada è tutta a buche. Senza la certezza di un riparo sicuro non ci si ferma.

**“*відео - та фотозйомка заборонена*”: video e fotografie sono vietati**. Queste parole spiccano sulle porte di *bunker* e depositi di aiuti umanitari. Nei primi tempi Telegram pullulava di riprese amatoriali. Poi s’è capito che i russi identificano le coordinate di zone ritenute sicure non soltanto tramite il *geotag* ma anche con *software* in grado di riconoscerne le peculiarità orografiche. Tempo fa mi fu rivelata l’eliminazione di due sabotatori russi proprio in prossimità di un *bunker*: la settimana prima avevano fatto irruzione nella palestra di una scuola prestata a rifugio, facendo fuoco su ogni cosa si muovesse.

**Il *parquet* allagato del sangue di donne, anziani e bambini riportò ai miei occhi una scena vista nel 2014**, quando ad una fermata dell’autobus una raffica aveva freddato alcune donne ucraine con le borse della spesa. Ricordo il bianco del latte mescolarsi a terra col rosso del sangue. **Era appena iniziata l’invasione russa**.

 

*di Giorgio Provinciali*
