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title: Giovani vite spezzate dalla guerra
description: "Artyom ha 7 anni quando un bombardamento russo colpisce la sua città: giurerà a sé stesso di combattere, diventando una mascotte locale"
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date: 2022-10-19
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/giovani-vite-spezzate-dalla-guerra/
categories: [Esteri]
tags: [guerra, Ucraina]
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# Giovani vite spezzate dalla guerra

![Giovani vite spezzate dalla guerra](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-4-1.jpg)

Artyom ha 7 anni quando un bombardamento russo colpisce la sua città: giurerà a sé stesso di combattere, diventando una mascotte locale. Un esempio di tante, troppe, giovani vite spezzate da quel maledetto 24 febbraio.

Chernivci – **Artyom ha 7 anni**. Quando **un bombardamento russo ha colpito la sua città**, Kryvyj Rih, togliendogli per sempre il suo migliore amico, **ha giurato a sé stesso che sarebbe diventato un piccolo guerriero**. Ha chiesto alla nonna di contattare un’organizzazione locale per poter devolvere le sue paghette all’esercito ucraino e ogni giorno aspetta con lei il passaggio dei soldati, tenendo la bandiera nazionale in mano.

**È diventato una *mascotte* locale** e i militari, quando passano per andare al fronte, si fermano con lui per cantare una canzoncina o dargli qualche caramella. È vestito come un piccolo soldato, con mimetica ed elmetto che gli hanno regalato i combattenti insieme alla *patch* con ricamata la scritta “talisman”, perché il piccolo Artyom è il loro talismano. Ogni giorno è lì con nonna Nina, mentre con Elena, l’altra nonna, **vende braccialetti per devolverne il ricavato alla Guardia nazionale**. Al passaggio dei reduci dal fronte, ogni giorno Artyom s’inginocchia e toglie il copricapo, sventolando la bandiera finché i camion non si perdono all’orizzonte.

**Arthur invece 7 anni li avrà per sempre. È stato ucciso a Kupyansk** – nell’*oblast’* di Kharkiv – da una raffica di mitra sparata a bruciapelo mentre portava un pacco di farina ai genitori, durante l’occupazione rascista. Il suo corpicino è finito in una fossa comune insieme a quello di Olesya, 6 anni, e della sorellina di 8. Sono stati ritrovati dopo la liberazione della città. I cadaveri erano così tanti che, riesumandone una cinquantina al giorno, ci sono volute quasi due settimane per avere una stima della mattanza russa.

**Durante la distribuzione del pane è stato fucilato a sangue freddo anche Misha, di 14 anni**. Si trovava ad Havrylivka (città appena liberata nell’*oblast’* di Kherson) quando a esser stata mortalmente punita è stata proprio la sua vitalità: saltellare fuori dalla fila per il pane a un bambino non era concesso. **Dopo il brutale assassinio del figlio, i soldati hanno poi preteso che i genitori di Misha votassero per il referendum di annessione alla Federazione Russa**.

**Zoya invece si è salvata: appena sedicenne**, ha trascorso giorni legata per mani e piedi al letto su cui è stata stuprata a ripetizione dagli occupanti. Viveva a Bucha con il padre, quando i soldati russi hanno sbarrato le vie d’accesso alla città. Suo papà è stato freddato davanti a lei durante una delle tante violenze subite. I suoi carnefici erano costantemente ubriachi – racconta – e mescolavano all’alcool una quantità impressionante di Viagra. **Karina, sua coetanea, come lei è stata violentata per giorni davanti al padre ma non ce l’ha fatta**. Si opponeva con ogni forza alle violenze, finché i suoi aguzzini le hanno sparato a una gamba. Per continuare a stuprarla le hanno messo un laccio emostatico. Poi le hanno strappato le unghie, legato i polsi e bruciato le mani fino all’osso. È stata freddata con un colpo alla nuca. Quando il suo cadavere è stato rinvenuto nelle fosse comuni, al padre è stato concesso di vederne solo la parte superiore, perché al di sotto del viso il corpo era orrendamente sfigurato.

**Dal 24 febbraio più di mille minori sono stati abusati o uccisi in Ucraina. Quasi 300mila sono stati deportati in Russia.**

 

*di Giorgio Provinciali*
