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title: Glaciale
description: "Sottrarsi agli impegni militari non porta bene e rischia di lasciarci in una glaciale terra intermedia: altri nuoteranno nel mare europeo."
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date: 2026-01-19
author: Davide Giacalone
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, Italia, politica, Trump, UE]
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# Glaciale

![Glaciale](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/01/Glaciale-1024x639.jpg)

Sottrarsi agli impegni militari non porta bene e rischia di lasciarci in una glaciale terra intermedia: altri nuoteranno nel mare europeo e noi rischiamo di restare nella bolla dell’illusione nazionale

Un filo unisce la posizione italiana sulla Groenlandia a quella sull’Ucraina. È un filo che parte da posizioni giuste e poi s’attorciglia attorno a due ostacoli: da una parte il desiderio di rimanere a cavallo fra le scelte europee e le intemerate statunitensi; dall’altra il tentativo di non far esplodere le divisioni all’interno della maggioranza di governo, aggravate da quelle speculari fra le opposizioni. Il garbuglio indebolisce l’Italia e può danneggiare seriamente i nostri interessi.

**Ieri il ministro degli Esteri e quello della Difesa hanno presentato il documento strategico per l’impegno italiano nell’Artico. **In quel testo non soltanto si sottolinea l’importanza della «protezione della sovranità» groenlandese – in questo riprendendo quanto detto dalla presidente del Consiglio, ovvero il dissenso dalle parole del presidente americano – ma la si considera, assieme alla messa in sicurezza dell’Artico dalle minacce russe e cinesi, di importanza strategica per l’Italia. Inoltre si stabilisce il coinvolgimento militare italiano, consistente in «*expertise* su *cyber*-resilienza e protezione delle infrastrutture critiche, ma soprattutto cooperazione su sistemi satellitari per la sorveglianza marittima, il monitoraggio ambientale e il controllo delle rotte artiche». Molto bene. **Dopo di che si afferma che l’Italia non parteciperà all’operazione “Arctic endurance”, ovvero non manderà militari in Groenlandia, come invece fanno Francia e Germania assieme ad altri.**

Il ministro Crosetto si è chiesto a voce alta: «Cosa fanno cento, duecento o trecento soldati di qualunque nazionalità in Groenlandia?». Fanno che sono lì non certo per scatenare la guerra, ma per evitarla. Sebbene simbolica, la presenza di militari europei è in sicura coerenza con gli impegni Nato e ribadisce fisicamente quel che il documento italiano stabilisce letteralmente:** la sovranità della Groenlandia non dev’essere violata**. Mentre sperare, come il nostro governo chiede, che ad occuparsene sia la Nato significa far finta di non capire che oltre alla minaccia esterna ve n’è una – proclamata a gran voce dalla Casa Bianca e ribadita in ogni modo – interna alla Nato. Quindi quella italiana è una bella richiesta, ma priva di significato concreto se non un invito a non smetterla di volersi bene (nonostante gli insulti ogni giorno lanciati).

**A proposito dell’Ucraina, lo stesso ministro Crosetto ha detto di essere orgoglioso del sostegno che l’Italia fornisce a quel Paese aggredito **mentre altri se ne vergognano (il riferimento alla Lega è evidente). E noi siamo orgogliosi di un ministro che lo dice, oltre a farlo. Al tempo stesso il governo italiano ha scelto di prendere parte per i Volenterosi (in cui determinante è la presenza di Francia, Germania e Regno Unito) ma di non prendervi parte, di partecipare e non partecipare, di esserci e assentarsi. Inoltre ha da tempo affermato che non ci saranno militari italiani a garantire una pace, al contrario di quel che quei militari fanno in altre e non meno drammatiche aree del mondo. Un tempo le missioni all’estero, a tutela dei civili, erano motivo di vanto.

Il perché di quest’aggrovigliarsi sta in quei due paletti, che spezzano la linearità di un filo altrimenti ammirevole. I due paletti spiegano le cose all’interno dei confini nazionali, ma hanno un costo fuori da questi.

**Il fondo europeo per la difesa, più prosaicamente per il riarmo, è già completamente opzionato e se ne creerà un secondo.** 150 miliardi che sono già in corso di spesa, cui si aggiungono gli imponenti investimenti nazionali, a cominciare da quelli tedeschi. Lo scopo è affrancarsi dalle produzioni americane (vista l’aria che tira) e far crescere i campioni europei. **Sottrarsi agli impegni militari non porta bene e rischia di lasciarci in una glaciale terra intermedia**: altri nuoteranno nel mare europeo e noi rischiamo di restare nella bolla dell’illusione nazionale. Magari ci si sente più al sicuro, ma rinunciando a crescere e a svolgere un ruolo che non sia il galleggiare.

Di *Davide Giacalone*
