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title: Gli studenti ucraini, tra il disagio della guerra e disperata voglia di futuro
description: L’ultima cosa che ti aspetti in un Paese in guerra da tre anni è di poter intervistare quattro giovani studenti universitari. Maschi e sereni
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date: 2025-05-16
author: Umberto Cascone
url: https://laragione.eu/esteri/gli-studenti-ucraini-tra-il-disagio-della-guerra-e-disperata-voglia-di-futuro/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, guerra, russia, Ucraina, università]
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# Gli studenti ucraini, tra il disagio della guerra e disperata voglia di futuro

![studenti-università-kyiv](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/05/studenti-universita-myiv-1024x639.jpg)

L’ultima cosa che ti aspetti in un Paese in guerra da tre anni è di poter intervistare quattro giovani studenti universitari. Maschi. Sembrano molto sereni, quasi come se la guerra non ci fosse

Kyiv – L’ultima cosa che ti aspetti i**n un Paese in guerra da tre anni è di poter intervistare quattro giovani studenti universitari. Maschi.** «Se studi, la lettera di arruolamento arriva a 25 anni e se ancora non hai finito puoi rimandare» spiegano i quattro ventenni che siedono davanti a noi. Volti diversi, abiti diversi e storie diverse. **C’è chi è nato e cresciuto nella capitale, chi viene da Dnipro e chi invece ha parenti e origini nell’occupato Donbas.** Ad accomunarli è il *curriculum* in lingua inglese all’Istituto per le relazioni e la politica internazionale della Kyiv International University.

Un ateneo che già dal nome presuppone una presenza straniera. «Prima del 2022 c’erano molti studenti dall’estero» ci raccontano. **«La maggioranza erano africani, che poi sono spariti. Non tanto per i pericoli in sé, quanto per la propaganda russa che nei loro Paesi è fortissima. Ragazzi che consideravamo amici ora pensano che siamo cattivi e nazisti»**. Ma c’erano anche i russi (che arrivavano al 10-15% del totale degli iscritti), i georgiani e i cinesi.

Questi ultimi sono gli unici ancora presenti. Non riusciamo a nascondere il nostro stupore: **che Pechino stia sostenendo, sottobanco, gli sforzi bellici di Putin è arcinoto e dunque suona drammaticamente strano che i suoi cittadini vengano a studiare nel Paese nemico del proprio amico**. «Pensate che una mia amica è cinese e ha già deciso di rimanere qui finiti gli studi» dice uno dei ragazzi mentre siamo seduti in un *fast food* nel centro della capitale. Stando alla testimonianza che raccogliamo, lei e tutti i suoi connazionali raccontano che a casa sanno tutti benissimo qual è la situazione in Ucraina. **«Nonostante la censura ferrea del regime sono molto bene informati, ve lo garantisco. Lei sapeva tutto: di noi, della guerra, dell’invasione. E vi dirò di più: sia lei che altri ci dicono che la gente, il popolo cinese, è dalla nostra parte. **È soltanto la politica a essere filorussa».

Alla fine questa guerra è tutta un gioco di propaganda. Il nazismo della brigata Azov? «Baggianate, sono soltanto soldati che combattono per difenderci. Magari un po’ esaltati, ma finché ci fanno vivere una vita normale a noi va bene così». **Le [lotte](https://laragione.eu/esteri/i-tre-volti-di-kyiv/)fra russofoni e non in Donbas prima del 2014? «Non ci sono mai stati grandi problemi finché i russi non hanno deciso di prendersi la zona» risponde uno dei quattro, che ha i parenti nella regione. **«Ora dicono che i locali sono contenti e lo dimostra il loro aver cambiato i documenti per ottenerne di russi. Certo, non avevano alternative: senza non potevano stipulare contratti energetici, superare i *checkpoint*, vivere».

Sembrano molto sereni, questi studenti. È quasi come se la guerra non ci fosse. **«La nostra vita quotidiana non è cambiata poi così tanto. Usciamo insieme, abbiamo fidanzati e fidanzate, studiamo, scherziamo, ridiamo. **Certo, non si può andare in discoteca perché c’è il coprifuoco, ma è un sacrificio leggero». O almeno, questo vale per loro: **«Gran parte delle università consente ora di seguire le lezioni a distanza, così da permettere a tutti di studiare. Anche agli stranieri o a chi vive a Kharkiv e in regioni sul fronte. Ma per loro la vita è tristissima: non escono mai, sono sempre soli, non fanno amicizia»**. Alla memoria tornano i lunghi mesi di Dad per il Covid: possiamo immaginare.

«Vogliamo studiare per il nostro futuro e per quello dell’Ucraina. Vogliamo farci una vita, una famiglia. Anche se il futuro è imprevedibile» concordano tutti e quattro. **Pensano che in Ucraina la democrazia sia già realtà e vada soltanto rafforzata, anche se lo spettro della propaganda russa incombe.** Sorridono: «È giusto che sia così: in democrazia il dissenso non puoi sconfiggerlo del tutto. **Magari ti arrabbi quando senti certe cose, ma almeno sai di essere in un Paese libero**».

Di *Umberto Cascone* e *Claudia Burgio*
