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Guardando a Est cresce la fiducia negli alleati Usa

I tedeschi hanno ritrovato fiducia negli americani. Lo ha certificato un sondaggio della “Ard”, prima rete televisiva pubblica. Serve fare però un distinguo: le valutazioni cambiano a seconda che si parli di politica o economia.

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Berlino – I tedeschi si riscoprono più filoamericani. Non è un risultato scontato, in un Paese i cui cittadini hanno spesso guardato con diffidenza il grande alleato. Ma le vicende più recenti di politica estera ed economica, le tensioni con la Russia, l’aggressività commerciale della Cina e soprattutto il cambio di guardia alla Casa Bianca da Trump a Biden hanno rimescolato le carte. E riavvicinato i tedeschi agli americani. Lo ha certificato il sondaggio mensile della prima rete televisiva pubblica, il Deutschlandtrend di “Ard”, uno dei principali sismografi degli umori e delle tendenze che si agitano nella pancia profonda della Germania. E che nella sua ultima edizione, oltre a temi legati alla pandemia, ha voluto scandagliare l’opinione dei tedeschi nei confronti delle grandi potenze globali.

E proprio nei giorni in cui il neo ministro degli Esteri Annalena Baerbock era in visita ufficiale a New York per incontrare il suo omologo Usa, il sondaggio di “Ard” ha rivelato che la maggioranza dei tedeschi è tornata a considerare gli States un partner affidabile e credibile. E se un anno di presidenza Biden può aver deluso qualche originario sostenitore, fra i cittadini della Germania il riverbero positivo della sua elezione è ancora ben presente. Il 56% di essi, infatti, considera oggi gli Stati Uniti un Paese di cui ci si può fidare. Potrebbe apparire una percentuale modesta e invece parliamo di un balzo in avanti del 37% rispetto all’agosto 2019, data del precedente sondaggio “Ard” sul tema. Le lancette sono dunque tornate indietro agli ultimi mesi della presidenza Obama, colmando il solco che Donald Trump aveva scavato tra i due Paesi.

Il ritorno dell’America nello spettro delle simpatie dei tedeschi corre in parallelo al calo di fiducia nei confronti di due altri grandi attori globali, la Russia e la Cina. La prima è considerata un partner affidabile dal 17% degli interpellati (-17% rispetto al sondaggio di due anni e mezzo fa), la seconda solo dal 7%: in questo caso l’ultimo rilevamento risaliva al febbraio 2019 e il livello di fiducia allora era al 28%.

Quando però si passa dalle valutazioni politiche a quelle economiche, i giudizi cambiano. Solo il 47% è d’accordo con un inasprimento delle sanzioni contro Mosca in caso di attacco militare a Kiev, mentre il 41% (una minoranza robusta) pensa che la Russia abbia ragione a sentirsi minacciata dagli Usa. L’opposizione alle sanzioni è più radicata nelle regioni dell’Est, un tempo appartenenti alla Ddr, dove i legami imprenditoriali con Mosca sono più solidi.

Maggioranza schiacciante, poi, a favore del gasdotto della discordia, il Nord Stream 2: il 60% chiede che il governo tedesco non rinunci alla sua entrata in funzione. Anche su questo quesito i tedeschi dell’Est si mostrano più ‘filorussi’ di quelli dell’Ovest: il consenso alla pipeline tocca punte del 70% nei Länder orientali, contro il 57% in quelli occidentali. Ultima curiosità, sbirciando nelle preferenze elettorali degli intervistati: i più accondiscendenti con Mosca non sono gli elettori della Linke nostalgici dei tempi dell’Urss ma quelli dell’estrema destra di Afd, simpatizzanti del contemporaneo modello putiniano.

 

di Pierluigi Mennitti

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