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title: Narcotraffico e guerriglia nella terra di nessuno fra Colombia e Venezuela
description: La frontiera tra Colombia e Venezuela è sempre più instabile, preda di lucrosi affari criminali a costo di vite innocenti.
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date: 2022-01-12
author: Raffaele Bertini
url: https://laragione.eu/esteri/guerriglia-frontiera-colombia-e-venezuela/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, politica]
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# Narcotraffico e guerriglia nella terra di nessuno fra Colombia e Venezuela

![Narcotraffico e guerriglia nella terra di nessuno fra Colombia e Venezuela](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Evidenza-sito-58.png)

La frontiera tra Colombia e Venezuela è sempre più instabile, preda di lucrosi affari criminali a costo di vite innocenti. Tanto che anche l'ex portiere René Higuita si è esposto per mediare con due temute formazioni guerrigliere.

René Higuita è quel tizio stravagante, con un trapezio di capelli ricci e compatti poggiato sulle spalle, che un tempo faceva il portiere della nazionale colombiana. Ed è anche l’uomo che accettò l’invito di Pablo Escobar a giocare una partita ne “La Catedral”*,* il carcere di lusso che il *boss* si fece costruire su misura per mettersi al riparo dai suoi nemici. **La Colombia è ancora teatro delle violenze scatenate dall’azione di narcotraffico e guerriglia**, repliche di un terremoto che ha scosso per oltre cinquant’anni anni il Paese.

**Higuita**, che fa ora l’allevatore nella regione del Magdalena Medio, ha rivolto a fine dicembre un ‘saluto’ ai capi di due temute formazioni guerrigliere, per essere esentato dal pagamento del pizzo. «**A noi allevatori, gente che da tempo si è stabilita in questa regione, la cosa sta diventando difficile**» dice l’ex portiere rendendosi disponibile a un incontro «quando volete, per dialogare e rendere più sostenibile la situazione in questo paradiso. Un forte abbraccio, buon Natale e un felice anno nuovo».

L’episodio va ben oltre il folclore. Anche perché ora,** a cavallo tra Colombia e Venezuela** sta succedendo di tutto. Coperta da una vegetazione impenetrabile o inerpicata sulla testa delle Ande, **gran parte della frontiera è terreno di lucrosi traffici criminali, soprattutto droga ma non solo**. C’è l’oro, strappato col sangue da miniere clandestine, ci sono benzine e carburanti, capi di bestiame e pezzi di ricambio di auto usate,** per non parlare del controllo del traffico di migranti reso più redditizio dalla chiusura delle frontiere**: tutto ciò che oltre il confine aumenta di valore, fa brodo.

**Un pezzo di Sudamerica appetito da chi cerca denaro e potere, **oggi soprattutto dall’Esercito di liberazione nazionale (Eln) e dai gruppi delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) che non hanno aderito agli accordi di pace del 2016: vestigia della sfumata rivoluzione marxista-leninista, sempre più indistinguibili dalla criminalità comune. L’ultima fiammata di violenza, forse frutto della lotta di potere scatenata dalla recente morte di alcuni *leader* criminali*, *ha causato da inizio anno una trentina di morti e la solita quanto penosa fuga di civili. **Con l’eterno duello politico sullo sfondo: la Colombia che accusa il Venezuela di ospitare e proteggere i gruppi armati; il Venezuela che denuncia l’invasione dei criminali che la Colombia non saprebbe tenere a bada**.

di *Raffaele Bertini*
