---
title: "Hamas considera &#8220;positivamente&#8221; la roadmap israeliana esposta da Biden"
description: "\"Hamas considerare positivamente\" la roadmap israeliana verso un cessate il fuoco definitivo annunciata da Joe Biden"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/06/Evidenza-sito.jpg
date: 2024-06-02
author: Margherita Medici
url: https://laragione.eu/esteri/hamas-considera-positivamente-la-roadmap-israeliana/
categories: [Esteri]
tags: [biden, israele]
---

# Hamas considera &#8220;positivamente&#8221; la roadmap israeliana esposta da Biden

![Hamas considera &#8220;positivamente&#8221; la roadmap israeliana esposta da Biden](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/06/Evidenza-sito.jpg)

9926

2023-10-07 11:53:56

2023-10-07 09:53:56

Il diluvio di missili su Israele lanciati dalla Striscia di Gaza, i soprusi sui civili dei miliziani di Hamas: un giorno di orrore e di ennesimi errori di valutazione

Il “diluvio“ di missili lanciati questa mattina all’alba dalla Striscia di Gaza su Israele è l’immagine “iconica”, spettacolare e “scenografica“ di questo attacco di Hamas allo Stato d’Israele. Mai visto in questa scala.

Ben più terrificanti, però, sono le istantanee e i video dei Suv rubati o preparati dai terroristi che sono riusciti a infiltrarsi dalla Striscia e per troppo tempo sono stati liberi di scorrazzare fra le vie delle città israeliane più vicine al confine, dopo aver “bucato” il servizio di sicurezza che dovrebbe sigillare la Striscia. Tutto questo mentre lo loro incursione era coperta dai 2500 missili lanciati e dai colpi di mortaio.

Ci sarà tempo per valutare la portata dell’attacco e gli indiscutibili errori commessi dall’intelligence israeliana e dall’esercito ma quelle immagini, quel senso di insicurezza e terrore determinati dall’arrivo fisico del nemico libero di sparare sui passanti è un macigno sullo Stato ebraico.

Un dato è certo: la risposta militare d’Israele sarà durissima. I nemici storici di Israele ripetono sempre lo stesso errore, convinti di riuscire prima o poi a spezzarlo sfruttando quelle che per loro sono “divisioni insanabili“ interne e che invece sono i frutti della democrazia. Realtà completamente ignota ai signori della guerra che questa mattina hanno scatenato l’inferno. Converrebbe loro ricordare che - indipendentemente dal colore del governo - quando a Gerusalemme il premier israeliano in carica dichiara: “Siamo in guerra“, questo significa che si prepara una risposta violenta, lunga e spietata nei confronti di chi ha attaccato. Un intero Paese trasforma una minaccia mortale in un nemico comune.

Il nemico è Hamas, ancora una volta il grumo di potere più ferocemente antiisraeliano che esista, rintanato in quell’inferno in terra che risponde al nome di Striscia di Gaza. Un nemico preparato, ricco, ben equipaggiato. In particolar modo dall’Iran. Un nemico che non si fa scrupoli di affamare il suo “popolo“, pur di usare il denaro solo per fabbricare missili, comprare armi, addestrare kamikaze. Un nemico formidabile, come dimostrato dolorosamente questa mattina, in grado di pianificare con pazienza, di studiare e valutare prima di colpire con ferocia e determinazione.

Feroce e determinata - statene certi - sarà anche la risposta israeliana ed ecco perché il sommarsi degli elementi che abbiamo provato a elencare fanno pensare che in questo sabato 7 ottobre 2023 si sia all’alba di una nuova guerra.

Ancora una volta, un conflitto comincia con una strategia dichiarata da parte di chi ha deciso di fare la sua mossa: Hamas vuole la “distruzione di Israele“ ma sostanzialmente mira a spargere il terrore, dare la sensazione che Israele sia spaccato al suo interno, indifeso e meno preparato rispetto un tempo, puntando alla sollevazione generale dei tanti che continuano a sognare di cancellarlo dalla cartina geografica. Non solo a Teheran.

Non è la prima volta che Israele viene colto di sorpresa e la memoria corre inevitabilmente alla guerra del Kippur, nel 1973, quando gli egiziani a momenti sfondarono le linee verso Tel Aviv. Vero, ma il conflitto si concluse con i carriarmati con la stella di David a un passo dal Cairo, fermati solo dall’intervento diplomatico statunitense. Questo lo si ricorda meno.

Una giornata all’insegna dell’orrore e - a saper leggere la storia - dell’ennesimo errore di sottovalutazione della forza della democrazia israeliana. Un attacco su larga scala che riporta il Medioriente indietro di diversi giri di lancette della storia.

di Fulvio Giuliani

“Israele è in guerra”, Hamas è il nemico

publish

closed

closed

israele-e-in-guerra-hamas-il-nemico

2023-10-07 11:53:56

2023-10-07 09:53:56

post

raw

4273

2024-05-24 07:40:51

2024-05-24 05:40:51

Washington ha costruito un attracco nella acque ad ovest di Gaza per l'arrivo del cibo e convincono Israele a non eccedere

Un suono noto a chi lavora con le armi è brrrt: peculiare effetto sonoro ottenuto da una mitragliatrice a canne rotanti M61 Vulcan che può sparare fino a 6mila proiettili al minuto. Per bilanciare l’incredibile calore prodotto da questa cadenza di fuoco, l’arma è infatti studiata per sincronizzare ogni colpo con una diversa canna che si allinea al millesimo di secondo grazie a un movimento circolare continuo.

Di recente qualcosa ha fatto brrrt a Gaza: si è trattato della Vulcan posta a difesa del pontile costruito dai genieri dell’esercito degli Stati Uniti. Una struttura necessaria per far affluire gli aiuti umanitari ai civili, visto che gli estremisti israeliani hanno iniziato persino ad attaccare i camion sospettati di trasportare cibo per i palestinesi.

Washington ha ovviato al problema costruendo un attracco nelle acque a Ovest della città di Gaza, ma mercoledì scorso la Vulcan si è attivata per colpire quello che molto probabilmente era un drone di Hamas. Che il cibo per i civili palestinesi debba essere difeso dai coloni estremisti dentro Israele e dai terroristi di Hamas dentro Gaza è un paradosso inquietante, ma non sorprendente nel quadro di conflittualità perpetua che affligge quest’area.

Oltre ad assicurare aiuti umanitari gli Stati Uniti stanno tenendo a freno anche i piani di Gerusalemme su Rafah, dove si è sviluppata un’offensiva molto più ridotta rispetto alle intenzioni iniziali. Soltanto adesso la 162esima Divisione è arrivata a schierare nell’area meridionale della Striscia cinque brigate, che combattono strada per strada contro i battaglioni di Hamas. Lungo il confine con l’Egitto è la Brigata corazzata “I’kvot ha-Barzel” (Cingoli d’acciaio) ad aprire la strada per la creazione del Corridoio Filadelfi, l’area di sicurezza che dovrebbe chiudere il confine Sud. Inquadrati in questa unità, i carri armati Merkava del Battaglione corazzato “Ha-Bok’im” (Sfondamento) fanno da schermo ai soldati dei battaglioni di fanteria meccanizzata “Shaked” (Mandorla) e “Granit” (Granito). Dietro di loro, i genieri del Battaglione “Asaf” si occupano invece della bonifica del terreno mentre i corpi speciali della “Shayetet 13” forniscono supporto nelle operazioni più delicate.

Più a Nord sono invece i soldati della brigata Givati appoggiati dai Merkava del battaglione “Eshet” ad avanzare verso l’arteria stradale di Al’Orouba. Nelle retrovie, i commando della 89esima Brigata si occupano invece di garantire l’assenza di miliziani nelle aree accerchiate. La Brigata di riservisti “Negev” è stata infine incaricata della custodia del passo di Rafah, anticipando l’arrivo della Brigata “Nahal” dalla parte settentrionale della Striscia.

Nonostante sembri uno schieramento molto vasto, i piani originali del governo Netanyahu prevedevano il doppio delle forze ed è qui che l’influenza di Washington si è dimostrata fondamentale. Specialmente dopo la richiesta di mandato di arresto avanzata dal procuratore capo della Corte penale internazionale per i vertici sia di Hamas che di Israele, è necessario più che mai che il diritto di un popolo all’autodifesa venga esercitato nei limiti della legge e del buon senso.

di Camillo Bosco

Difendere il molo degli aiuti a Gaza

publish

closed

closed

difendere-il-molo-degli-aiuti-a-gaza

2024-05-24 16:43:03

2024-05-24 14:43:03

post

raw
