---
title: Hamas dice no a due Stati e due popoli
description: I terroristi di Hamas rifiutano la soluzione dei due popoli e dei due Stati per una futura, pacifica convivenza fra Israele e la Palestina.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/hamas-dice-no-a-due-Stati.png
date: 2024-01-18
modified: 2024-01-27
author: Jean Valjean
url: https://laragione.eu/esteri/hamas-dice-no-a-due-stati-e-due-popoli/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, Evidenza, guerra, israele, Palestina]
---

# Hamas dice no a due Stati e due popoli

![Hamas dice no a due Stati e due popoli](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/hamas-dice-no-a-due-Stati.png)

2260

2023-11-03 10:50:43

2023-11-03 09:50:43

Per il noto analista politico egiziano Magdi Khalil non ci sono dubbi: Hamas è come l’Isis

Washington – Per il noto analista politico egiziano Magdi Khalil non ci sono dubbi: Hamas è come l’Isis. Dai microfoni dell’emittente “Russia Today” in arabo, Khalil (che vive negli Stati Uniti ed è portavoce dell’organizzazione Coptic Solidarity) ha infatti coraggiosamente accusato il movimento di usare il terrorismo contro civili israeliani e di avere preso in ostaggio un’intera popolazione palestinese. «Hamas si nasconde dietro scudi umani. Ai residenti di Gaza è stato richiesto da Israele di lasciare i luoghi dove sono presenti le milizie. Gaza però è divisa in due livelli: la superficie, dove vive la popolazione, e i tunnel sotterranei, dove si nascondono i combattenti di Hamas » ha spiegato Khalil.

Khalil ha ricordato che nel 2021 il movimento terroristico aveva dichiarato che a Gaza c’erano 500 km di tunnel, costruiti doviziosamente negli anni e che compongono una labirintica rete di passaggi sotterranei in cui vengono custoditi missili, armi e munizioni sufficienti per una guerra prolungata. L’analista politico egiziano ha quindi dichiarato: «Che cosa significa avere 500 km di tunnel in un’area di 360 chilometri quadrati? Vuol dire che c’è un tunnel sotto ogni centimetro quadrato di Gaza e che esiste sottoterra un’intera città in cui vivono i militanti. Questi tunnel sono infatti costruiti sotto luoghi brulicanti di civili: sotto gli ospedali, sotto le scuole, sotto gli uffici delle emittenti televisive e delle testate giornalistiche».

Per Khalil è importante ridurre al minimo la densità della popolazione residente in queste aeree, in modo da poter colpire i tunnel. «Hamas è un movimento terroristico che il 7 ottobre ha compiuto un attacco terroristico e ha anche preso degli ostaggi. Che cosa dobbiamo fare adesso? Mandargli dei fiori? Dobbiamo dire ai civili di lasciare quell’area, così possiamo attaccare questa organizzazione terroristica. È l’unica cosa logica da fare» ha detto l’analista politico egiziano, che si è poi chiesto: «Non dovrebbe esserci un governo a Gaza responsabile per il benessere della popolazione? Purtroppo, il governo di Gaza è Hamas, che non si preoccupa della gente del posto. Le oltre 30-40 organizzazioni umanitarie internazionali forniscono alla popolazione di Gaza cibo, istruzione, assistenza sanitaria. E che fa Hamas? Prende soldi e li spende per i suoi leader o per comprare armi, non per la sua gente. Questa è infatti un’organizzazione terroristica simile, e forse anche identica, all’Isis».

Secondo Khalil, Israele sta invece mostrando responsabilità nei confronti della popolazione di Gaza: «Se Israele avesse voluto uccidere un milione di persone a Gaza, avrebbe potuto farlo molto facilmente. Nonostante ciò li avverte una, due, tre volte. Sapete perché? Perché prendersi cura della vita dei civili è l’aspetto più importante della reputazione di Israele». Rivolgendosi poi ai telespettatori di “Russia Today”, Khalil ha concluso: «Israele tiene conto dei civili più di quanto facciate voi o l’Iran. L’Iran vuole che Israele uccida i civili. Hamas vuole che Israele uccida i civili. Le piazze del mondo arabo vogliono che Israele uccida i civili, in modo da poter urlare e lamentarsi. Israele non vuole uccidere i civili». I civili palestinesi, usati come «scudi umani», sono pertanto prima di tutto vittime di Hamas.

Traduzione di Anna Mahjar-Barducci

Hamas e i civili come scudi umani

publish

closed

closed

hamas-e-i-civili-come-scudi-umani

2023-11-03 08:47:53

2023-11-03 07:47:53

post

raw

9926

2023-11-05 08:20:42

2023-11-05 07:20:42

Milano scissa in due da manifestazioni ideologicamente opposte: una pro Palestina che inneggia ad Hamas e l'altra pro Israele. Ma ciò che resta è l'amarezza

Abbiamo perso il conto delle volte che abbiamo sottolineato il valore inestimabile della libertà assoluta di manifestare, esprimere il proprio pensiero, il proprio dissenso, ciò in cui si crede. La libertà tipica del nostro mondo.

Abbiamo sottolineato altresì come - pur rispettando e comprendendo le motivazioni che hanno spinto il governo francese a vietare le manifestazioni “pro Palestina“ - siamo felici che in Italia una decisione del genere non sia mai stata neppure presa in considerazione.

Ciò detto e sottolineato, resta tutta l’amarezza per l’ennesima faglia che si è aperta davanti ai nostri occhi ieri a Milano fra chi è sceso in piazza per manifestare a favore della Palestina, per ricordare il dramma umanitario di Gaza, l’ultra decennale e vana ricerca di uno Stato per un popolo e dall’altra parte chi ha sfilato dietro la bandiera di Israele. Per ricordare le ragioni storiche dello Stato ebraico e l’indicibile dolore del pogrom voluto da Hamas.

Due piazze fisicamente vicinissime, ma idealmente distanti da far paura. Un’incapacità di capire ciascuna le ragioni dell’altra che riproduce in scala - per fortuna in forma incruenta - l’incomunicabilità di due popoli che devono essere spinti a credere nella possibilità del dialogo. Oggi più che mai, in queste ore in cui tutto sembra immaginabile tranne che pensare alla ripresa di un processo di pace. Che resta l’unica strada percorribile, attraverso l’altrettanto unica soluzione dei due popoli e due Stati.

Con le piazze che si mandano a quel paese a vicenda - scegliamo un eufemismo - sono un’enorme occasione persa per tutti noi, per la nostra democrazia, per la nostra capacità di sviluppare un dibattito che vada oltre le sterile contrapposizioni o peggio. Vedere le strade di una delle più grandi e importanti città d’Italia, nella Milano culla del 25 aprile, dei giovanotti sfilare inneggiando ai terroristi tagliagole di Hamas è più di una sconfitta. È una vergogna.

Sottolinearlo non mi iscrive a nessuna parte politica, ma solo alla parte giusta della storia. Chi non comprende la differenza fra lotta per la libertà e pogrom antisemiti andrebbe riportato sui banchi di scuola e meriterebbe una chiacchierata anche chi avrebbe dovuto insegnar loro la storia del ‘900.

È sbagliato anche pensare che le manifestazioni contrapposte di Milano - o Parigi e Londra - non abbiano alcuna influenza sui fatti mediorientali. Non direttamente, questo è ovvio, ma le contorsioni delle pubbliche opinioni finiscono per pesare sulla capacità dei governi europei di incidere. Una giornata amarissima.

di Fulvio Giuliani

A Milano le piazze che non si capiscono

publish

closed

closed

a-milano-le-piazze-non-si-capiscono

2023-11-05 08:20:42

2023-11-05 07:20:42

post

raw

25929

2023-10-25 10:26:28

2023-10-25 08:26:28

"Hamas è come l'Isis", parole forti quelle dell'imam Massimo Abdallah Cozzolino, guida dell'associazione culturale islamica Zayd Ibn Thabit incastrata nel centro storico di Napoli

Capitali europee blindate e un conflitto regionale divenuto internazionale che si allarga anche alla Siria, al Libano e allo Yemen. Persino in Italia, con la guerra scatenata da Hamas contro Israele, si avverte una sensazione diffusa di insicurezza. «È un periodo estremamente pericoloso, la situazione di tensione determinata dal conflitto fra Israele e Hamas con i morti civili e la narrativa strumentale, alternativa che si è sviluppata sui social porta all’innalzamento della tensione nei Paesi europei» ci dice l’imam Massimo Abdallah Cozzolino, guida dell’associazione culturale islamica Zayd Ibn Thabit incastrata nel centro storico di Napoli.

L’imam ha scelto di non scendere in piazza e partecipare a manifestazioni di sostegno alla Palestina. Il giorno dopo la follia terroristica del 7 ottobre ha invece scandito pubblicamente parole forti e per nulla banali: «Hamas è come l’Isis». E dire che invece ci sono altri imam che, a Napoli e altrove, osano addirittura paragonare i terroristi di Hamas ai partigiani. «È in atto un processo di radicalizzazione che produce ovunque una tensione molto alta» osserva Cozzolino. «Non sto lanciando un grido di allarme ma piuttosto un invito a mantenere la prudenza, a coinvolgere tutte le comunità musulmane affinché prestino attenzione alla formazione inconsulta di qualche cellula solitaria».

Secondo l’imam di Napoli «si è passati dalla polarizzazione fra Stato di Israele e Hamas a quella fra ebrei e musulmani». La mente corre all’arresto a Torino, a un passo da una sinagoga, di un trentenne nordafricano armato di coltello. «L’escalation della violenza è evidente: anche la visita in Israele del presidente Biden, che ha manifestato la sua vicinanza allo Stato ebraico, in una lettura distorta finisce per determinare il rischio di episodi violenti, di altri attentati per opera di cellule terroristiche isolate. In questo senso l’Europa deve adoperarsi per una soluzione diplomatica: non dimentichiamo quante comunità musulmane vivono nei Paesi europei. Va soprattutto ristabilito il rispetto del diritto internazionale. Le morti dei civili determinano una percezione alterata di quanto sta avvenendo» riflette l’imam, che ci ricorda il ruolo che in questo contesto possono giocare i social network.

Il commissario Ue al Mercato interno Thierry Breton, ha chiesto alle piattaforme social più conosciute di prepararsi al rischio di una diffusione in diretta di esecuzioni da parte di Hamas. «È un monito importante: la loro narrativa alternativa è pericolosa, fanno da detonatore alla potenziale emersione di cellule isolate». Come nel recente, tragico caso di Bruxelles.

 

di Nicola Sellitti

"Hamas è come l'Isis", parla Massimo Abdallah Cozzolino

publish

closed

closed

hamas-e-come-lisis-parla-limam-massimo-abdallah-cozzolino

2023-10-25 12:07:11

2023-10-25 10:07:11

post

raw
