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Hamas non vuole uno Stato palestinese, ma un Califfato

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Lo scopo ultimo di Hamas non è quello di portare il benessere e la pace alla popolazione palestinese, ma quello di costruire un Califfato

Hamas non vuole uno Stato palestinese, ma un Califfato

Lo scopo ultimo di Hamas non è quello di portare il benessere e la pace alla popolazione palestinese, ma quello di costruire un Califfato
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Hamas non vuole uno Stato palestinese, ma un Califfato

Lo scopo ultimo di Hamas non è quello di portare il benessere e la pace alla popolazione palestinese, ma quello di costruire un Califfato
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Gerusalemme – «Hamas non rappresenta la Palestina» ha scritto il giornalista yemenita Hani Salem Mashour sul quotidiano emiratino “Al-Arab”. A suo giudizio lo scopo ultimo del movimento terroristico non è quello di portare il benessere e la pace alla popolazione palestinese, ma quello di costruire un Califfato. Mashour ha infatti spiegato che Hamas, essendo una ramificazione dei Fratelli Musulmani, non crede al concetto di Stato-nazione. «Fin dalla sua fondazione nel 1928, i Fratelli Musulmani hanno creduto di rappresentare tutti i musulmani nel mondo. Questa è una dottrina fissa che non è cambiata nel tempo» ha spiegato il giornalista yemenita, asserendo che questo punto è essenziale per capire l’ideologia del movimento.

Mashour ha poi affermato che i Fratelli Musulmani e le sue ramificazioni, come Hamas, non credono nel principio di territorialità e vogliono espandere il loro dominio al di là dei confini che delimitano uno Stato. «Queste organizzazioni prendono in ostaggio popoli e Paesi, coinvolgendoli in guerre e conflitti che non hanno un obiettivo chiaro se non quello di abolire i confini politici degli Stati nazionali arabi. Questo è lo scopo perseguito dai movimenti religiosi [islamici, ndt.], al fine di stabilire quello che chiamano “lo Stato Califfato”» ha asserito Mashour, dichiarando che lo stesso tipo di finalità è condiviso dalla Repubblica Islamica dell’Iran e dai movimenti a essa legati, come Hezbollah in Libano e gli Houthi in Yemen.

Per questo motivo, secondo Mashour, Hamas (così come la stessa Jihad islamica) non ha il diritto di affermare di rappresentare la volontà del popolo palestinese, che sta «intrappolando in una guerra inutile». Il giornalista yemenita ha infatti sostenuto che, alla luce «dell’assedio della Striscia di Gaza» in seguito all’attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre, sarebbe «opportuno che la saggezza dell’intero mondo arabo si risvegliasse e prendesse coscienza della verità», ovvero che Hamas non è interessato alla nascita di uno Stato palestinese. Se il popolo palestinese è intenzionato a costruire uno Stato-nazione – ovvero un’entità politica con un governo, un territorio e una popolazione – non lo avrà mai con Hamas, che vuole invece abbattere i confini e realizzare il sogno di un Califfato che si estenda per lo meno in tutto il mondo musulmano.

Mashour ha pertanto affermato che i Fratelli Musulmani (e quindi anche Hamas) considerano come nemici tutti i governanti dei Paesi arabi, che – a loro dire – ostacolano l’implementazione dell’ambito progetto di stabilire un Califfato. È per questa ragione che nel 1954 i Fratelli Musulmani tentarono di uccidere il presidente egiziano Gamal Abdel Nasser, simbolo del nazionalismo arabo che esalta la territorialità e la sovranità degli Stati.

Il giornalista yemenita ha quindi accusato i vari Stati nazionali arabi di non aver fermato in tempo la minaccia dei Fratelli Musulmani perché non avevano capito la radicata dimensione religiosa del movimento, che utilizza ogni frattura del sistema politico per operare all’interno della struttura dello Stato e indebolirlo. «Con l’aiuto della sinistra araba, i Fratelli Musulmani sono riusciti a espandere il loro discorso di odio contro i regimi degli Stati-nazione» ha affermato Mashour, che ha poi concluso: «Sebbene la realtà odierna sia intrisa di sangue, questo è il momento per allontanare le idee sfruttate dalle organizzazioni estremiste per distruggere l’umanità».

Middle East Media Research Institute

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