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title: I democratici alla prova della cancel culture
description: Negli States, i democratici vengono messi a dura prova dalla cancel culture, spaccandosi in due ali distinte e separate.
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date: 2022-11-06
modified: 2022-11-05
author: Francesco Gottardo
url: https://laragione.eu/esteri/i-democratici-alla-prova-della-cancel-culture/
categories: [Esteri]
tags: [Evidenza, usa]
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# I democratici alla prova della cancel culture

![I democratici alla prova della cancel culture](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/Evidenza-sito-1-4.jpg)

Negli States, i democratici vengono messi a dura prova dalla cancel culture, spaccandosi in due: un'ala centrista di Biden e Clinton e una gioventù barricadera di Alexandra Ocasio-Cortex &co.

**C’è una parte di Stati Uniti in piena crisi identitaria**. Come il monito di un venerando saggio, da giorni rimbombano le parole di Barack Obama: «Talvolta i democratici sono dei guastafeste» ha dichiarato l’ex presidente al *podcast* “Pod Save America”. «Talvolta le persone non vogliono sentirsi sulla graticola: tutti, in ogni momento, possono dire le cose in modo sbagliato e commettere degli errori. Rischiamo di finire nei pasticci se proviamo a suggerire che alcuni gruppi sociali godono di uno *status* differente perché in passato sono stati vittimizzati di più».

**Non è da ieri che Obama prende le distanze dal pensiero *woke* e dalla *cancel culture***, nuovi *mantra* del bacino elettorale del suo partito. Ma l’autocritica è profonda: «Ogni volta che mi sono impelagato in questi temi, lo spessore del mio discorso politico è diventato una supercazzola». E arriva in un momento *clou*: a ridosso delle prossime elezioni di *midterm*.

**Anche su questo, i democratici sono spaccati in due**. **Da una parte l’ala centrista, un po’ più coscienziosa e ammuffita, dei Biden e dei Clinton. Dall’altra la gioventù barricadera di Alexandra Ocasio-Cortez e compagni**, forte tra le nuove generazioni, secondo cui «non si viene cancellati, ma al più ignorati o non apprezzati». Che Obama, con fare paterno, abbia legittimato le posizioni dei primi è un *endorsement* velato ma di un certo peso. Proviene da colui che è tuttora – il tempo fermo al 2008 – l’ultima novità di comprovato successo in casa dem. E pure da un rappresentante di una minoranza etnica.

Inoltre, rischia di mandare in testacoda la retorica progressista trovando degli alleati proprio in quota sinistra: «**La *cancel culture* ormai è un fenomeno fuori controllo» ha ammesso anche Bernie Sanders**, cane sciolto al di sopra di ogni sospetto. Non è un’esagerazione. Secondo un sondaggio del Center for Excellence in Polling, già nel 2021 il 77% degli americani si diceva preoccupato dalle implicazioni della *cancel culture* e il 51% riteneva responsabili i democratici, contro il 32% dei repubblicani. **Il messaggio di Obama suggerisce un cambio di approccio esattamente in quest’ottica**.

Intanto qualcosa sembra muoversi: sulle colonne del “New Yorker” si legge che «in giro per il Paese, i candidati dem si avvicinano al voto di metà mandato sminuendo l’ideologia in favore di questioni terra terra». Più del risultato immediato – la vittoria del Gop al Congresso è quasi annunciata – conta il futuro. Con lo spettro di Trump tutt’altro che dissolto. Entro il 2024 i democratici dovranno aver chiarito chi vogliono essere. **C’è in ballo l’America, tutta intera**.

 

Francesco Gottardi

 
