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Hamas

I leader di Hamas devono essere condannati da un tribunale arabo

Gli errori di Hamas e i motivi per cui dovrebbe essere perseguito per la distruzione causata alla popolazione di Gaza con l’attacco del 7 ottobre
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I leader di Hamas devono essere condannati da un tribunale arabo

Gli errori di Hamas e i motivi per cui dovrebbe essere perseguito per la distruzione causata alla popolazione di Gaza con l’attacco del 7 ottobre
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I leader di Hamas devono essere condannati da un tribunale arabo

Gli errori di Hamas e i motivi per cui dovrebbe essere perseguito per la distruzione causata alla popolazione di Gaza con l’attacco del 7 ottobre
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Gli errori di Hamas e i motivi per cui dovrebbe essere perseguito per la distruzione causata alla popolazione di Gaza con l’attacco del 7 ottobre
Gerusalemme – Ahmed Al-Jarallah, direttore del noto quotidiano kuwaitiano “Al-Siyassa”, ha coraggiosamente dichiarato sulle pagine del suo giornale che Hamas dovrebbe essere perseguito per la distruzione causata alla popolazione di Gaza con l’attacco del 7 ottobre. «È necessario un dibattitto onesto per discutere la rovina e la morte che Gaza, il suo popolo e tutti i palestinesi stanno vivendo. Per 75 anni il popolo palestinese è stato vittima dell’ipocrisia di tutto il mondo arabo, che ha promosso false pretese di vittoria contro Israele, le quali sono utilizzate dai leader di Hamas per rafforzare la loro presenza politica e acquisire ricchezze, mentre la popolazione viveva di stenti in campi profughi» ha scritto senza perifrasi Al-Jarallah.

Secondo il giornalista kuwaitiano, nonostante Hamas stia cercando nuovamente di far credere al mondo che sta vincendo la guerra in corso contro lo Stato ebraico, in realtà ha già perso. Al-Jarallah ha infatti aggiunto: «Tutto ciò che i leader di Hamas stanno dicendo sui loro successi è privo di qualsiasi significato e politicamente insulso… Speravamo che nel mondo arabo prevalesse la ragione e che ci fosse una certa visione politica per costruire il futuro, in modo da evitare che il sangue palestinese fosse sfruttato, come vediamo oggi, da ogni opportunista».

L’errore più grande di Hamas, a detta di Al-Jarallah, è stato proprio quello di cercare il sostegno del regime degli ayatollah di Teheran, a cui ben poco interessa la sorte della popolazione palestinese. Appena «è arrivato il momento della verità», tutti gli «opportunisti» – ovvero l’Iran e i suoi alleati sciiti in Medio Oriente – hanno preferito abbandonare Hamas e sacrificare Gaza. «L’Iran, che per quattro decenni ha preteso di essere il portabandiera della liberazione della Palestina e della moschea di Al-Aqsa, ha ceduto il 7 ottobre alle minacce americane e israeliane. Lo stesso vale per Hezbollah, che questa volta ha agito in modo razionale, dopo che i suoi leader si sono resi conto che quest’onda era troppo grande per loro da cavalcare. Invece di rafforzare l’idea dell’“unità di tutti i fronti della resistenza” – lo slogan che ha attirato i palestinesi nella trappola di lanciare questo attacco – Hezbollah ha preferito usare la guerra per ottenere maggiore potere politico in Libano… Anche la Siria si è comportata in modo razionale, perché è cosciente di non poter sostenere un confronto militare contro gli Stati Uniti e Israele» ha scritto il giornalista kuwaitiano.

Per Al-Jarallah i più grandi opportunisti sono proprio i leader di Hamas che, mentre la popolazione palestinese è utilizzata come scudo umano, rimangono tranquilli in abitazioni lussuose in Qatar. «In queste lunghe settimane di guerra, Khaled Mashal e il resto dei leader di Hamas sono rimasti nascosti. Di fatto, tutti i leader del cosiddetto asse della resistenza sono rimasti nascosti, temendo per la propria pelle, e hanno cercato di trarre profitto dal sangue palestinese che scorre nelle strade di Gaza» ha ribadito il giornalista kuwaitiano, che ha poi suggerito di perseguire penalmente tutti i leader di Hamas. «Se gli arabi riescono a vedere la realtà, allora i responsabili [del 7 ottobre, ndt.] devono essere portati davanti a un tribunale arabo competente, perché è inconcepibile che un movimento possa condurre milioni di persone al massacro in nome di un’agenda dubbia» ha concluso Al-Jarallah.
 
Traduzione di Anna Mahjar-Barducci

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