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title: I Russi e la fame usata come arma di guerra
description: "Perché con il blocco del grano Mosca ha superato ogni limite, usando l'arma della fame anche contro chi con il conflitto ucraino non c'entra."
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date: 2022-05-27
author: Massimiliano Lenzi
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categories: [Esteri]
tags: [Evidenza, guerra, russia]
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# I Russi e la fame usata come arma di guerra

![arma della fame](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/05/Evidenza-sito-5-7.jpg)

Perché con il blocco del grano Mosca ha superato ogni limite, usando l'arma della fame anche contro chi con il conflitto ucraino non c'entra niente.

**La fame e la crisi del grano** non sono una conseguenza della guerra in corso in Ucraina** bensì un’arma di guerra che Vladimir Putin e la Russia stanno usando**, incuranti delle sorti alimentari di milioni e milioni di persone nel mondo, **per vincere il conflitto o piegarlo a proprio favore**. Come tutte le armi, però, anche quella della fame ha i suoi effetti collaterali per chi la mette in campo. **In questo caso l’effetto collaterale è pure una necessità logica**: isolare sempre di più** Mosca** se non accetterà di dare il via libera a corridoi umanitari per far passare il grano, **evitando quindi un’emergenza tragica per le popolazioni in Africa** e in altre parti del mondo.

**Nell’usare la fame come arma vi è da parte dei russi anche un’ulteriore violenza nella violenza: ovvero colpire persone estranee, totalmente estranee, al conflitto**. Che responsabilità possono avere gli abitanti di una nazione dell’Africa centrale nella questione del **Donbass** e nella guerra di Mosca contro Kiev? **Nessuna.** Nonostante ciò i russi non ci pensano un attimo, se serve alla loro causa, a colpirli. In questo vi è – checché ne pensino alcuni opinionisti o politici di casa nostra – **una profonda differenza tra le sanzioni occidentali alla Russia e la guerra del grano con il ricatto della fame mossa da Putin al mondo**. La differenza è che le sanzioni **colpiscono il gas e il petrolio russi** oppure alcuni patrimoni di oligarchi, accumulati negli anni di potere di Putin, **non certo i poveri africani**. Chiedere di revocare alcune sanzioni alla Russia (come Mosca ha fatto) per sbloccare il grano **mette quindi su uno stesso piano due azioni completamente diverse nella sostanza**, senza contare che significherebbe cedere a un ricatto politico, morale e alimentare inaccettabile.

Per quelli che in Occidente nutrono ancora dubbi o hanno qualche titubanza nello scegliere con chi schierarsi nella guerra di Putin all’Ucraina, **la questione della fame come arma dovrebbe toglier loro ogni esitazione: come si può stare in mezzo davanti a chi usa la carenza di cibo per vincere una guerra d’invasione**? Secondo noi non si può. Il che non cancella una priorità di cui **Unione europea, Stati Uniti, Gran Bretagna** ma anche altri Paesi, come **India e Cina**, devono farsi carico:** sbloccare i porti ucraini usando tutti i condizionamenti possibili** per riuscirci al più presto. **Perché la sicurezza alimentare è una priorità assoluta**.

Una priorità che dal 12 al 15 giugno prossimi sarà al centro della Conferenza tra ministri dell’Organizzazione mondiale del commercio (Omc)** che si terrà a Ginevra.** Ad annunciarlo nelle scorse ore è stata** Yulia Svyrydenk**o, primo vice *premier* e ministro dell'Economia dell’Ucraina, dopo un incontro con la direttrice generale dell’Omc, Ngozi Okonjo-Iweala. «**Trovare una soluzione alla logistica del grano ucraino** – ha detto la Svyrydenko – è vitale per l’Ucraina, per l’Africa e per il mondo. **Il commercio libero ed equo salverà il mondo dalla fame e dall’impoverimento**». Perché la fame non deve essere – mai! – un’arma di guerra.

di **Massimiliano Lenzi**
