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Il celibato non è più intoccabile

Il tema del sacerdozio uxorato, ovvero la possibilità per i preti cattolici di sposarsi, è tornato a interessare le istituzioni ecclesiali dopo le consultazioni sinodali svoltesi nella Chiesa tedesca.
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Il celibato non è più intoccabile

Il tema del sacerdozio uxorato, ovvero la possibilità per i preti cattolici di sposarsi, è tornato a interessare le istituzioni ecclesiali dopo le consultazioni sinodali svoltesi nella Chiesa tedesca.
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Il celibato non è più intoccabile

Il tema del sacerdozio uxorato, ovvero la possibilità per i preti cattolici di sposarsi, è tornato a interessare le istituzioni ecclesiali dopo le consultazioni sinodali svoltesi nella Chiesa tedesca.
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Il tema del sacerdozio uxorato, ovvero la possibilità per i preti cattolici di sposarsi, è tornato a interessare le istituzioni ecclesiali dopo le consultazioni sinodali svoltesi nella Chiesa tedesca.

Il tema del sacerdozio uxorato – cioè la possibilità per i preti cattolici di contrarre matrimonio – è tornato a interessare le istituzioni ecclesiali a seguito delle consultazioni sinodali svoltesi in seno alla Chiesa tedesca. La prospettiva di ammettere al sacramento dell’Ordine i candidati sposati e persino di mantenere la comunione con coloro che, già sacerdoti, decidano di convolare a nozze è presente nel documento intitolato “Il celibato dei sacerdoti, rafforzamento e apertura”, che ha ricevuto il parere favorevole dell’86% dei partecipanti alla consultazione.

Nel prossimo autunno si terrà una seconda votazione e, qualora la proposta della Chiesa tedesca venisse confermata, la Curia romana sarebbe chiamata a una presa di posizione ufficiale. Tuttavia, difficilmente il papa potrebbe prendere una decisione ex cathedra senza dare vita una più ampia consultazione che coinvolga l’intero episcopato mondiale, di fatto indicendo il primo Concilio ecumenico del millennio, a sessant’anni di distanza dall’ultimo.

Il Concilio Vaticano II (1962-1965) venne indetto da Papa Giovanni XXIII e fu concluso da Paolo VI. Durante le sue sessioni vennero partorite le quattro costituzioni (“Dei Verbum”, “Sacrosantum concilium, Lumen gentium”, “Gaudium et spes”) che spinsero la Chiesa cattolica al rinnovamento dopo l’accelerazione del XX secolo. Al pari di altri eventi riformisti, anche in quell’occasione non mancarono le polemiche, le scissioni e le scomuniche per i vescovi disobbedienti che misconobbero le innovazioni apportate dal Concilio.

Per quanto il Vaticano II sia stato un evento innovatore e riformatore, il tema del celibato sacerdotale venne ritenuto ancora fondamentale per la missione sacerdotale. Tale lettura verrà riconfermata da Paolo VI nell’enciclica Sacerdotalis Caelibatus (1967).

Cosa spinge, allora, la Chiesa tedesca verso posizioni tanto aperturiste nei confronti del sacerdozio uxorato? Sicuramente non vanno ignorati né la prossimità fisica con i fedeli protestanti, guidati da pastori regolarmente sposati, né i recenti fatti di cronaca riguardanti gli scandali degli abusi sui minori che sarebbero avvenuti nelle diocesi tedesche.

Il terzo motivo è, forse, più d’ordine pratico. Negli ultimi cinquant’anni (1970-2019) il numero di seminaristi è calato del 60% e alcune porzioni di Chiesa sentono l’obbligo di interrogarsi sull’utilità di mantenere una regola di origine medievale sempre meno attraente per le nuove generazioni. Sic transit gloria mundi.

 

Di Stefano Musu

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