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title: L’onore delle armi e il coraggio del passo indietro
description: Joe Biden è stanco, molto stanco. Ma è bene ricordare chi sia, oltre i giudizi catastrofici delle ultime 24 ore
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date: 2024-06-29
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/esteri/il-coraggio-del-passo-indietro/
categories: [Esteri]
tags: [biden, esteri, politica, usa]
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# L’onore delle armi e il coraggio del passo indietro

![L’onore delle armi e il coraggio del passo indietro](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/06/Evidenza-sito-28.jpg)

Joe Biden è stanco, molto stanco. Ma è bene ricordare chi sia, oltre i giudizi catastrofici delle ultime 24 ore

**Il disastro di Joe Biden nel primo duello televisivo con Donald Trump è sotto gli occhi di tutti**. Commentato nei cinque continenti e analizzato sin nei minimi dettagli, spinge sempre alla stessa considerazione: **il Presidente degli Stati Uniti è un uomo stanco, molto stanco**. Provato da anni e anni di onorato servizio, da una carica che prosciuga letteralmente l’anima in età molto più fresche di quella in cui - come il suo stesso avversario, non dimentichiamolo - si è lanciato in un’ardita corsa per la rielezione.

Tutto questo è un fatto, incontrovertibile. J**oe Biden è molto fragile, per certi aspetti genera quasi un sentimento di umana tenerezza**, in lui non fatico (è bene passare alla prima persona, perché quando si parla di politici preferisco assumermi in toto la responsabilità diretta di paragoni e giudizi) a vedere un nonno coriaceo, preparatissimo, dall’esperienza con pochi eguali nell’universo mondo, ma anche irrimediabilmente minato nel fisico e probabilmente nelle capacità intellettive o almeno di attenzione e concentrazione.

Un nonno cui voler bene, nei limiti di quanto si possa voler bene a un politico: si può dire e pensare a ciò che si vuole di Joe Biden, infatti, ma **stiamo parlando di uno dei più raffinati professionisti della politica statunitense**. Uomo con decenni di Congresso alle spalle, che ha battuto Donald Trump: uno degli avversari più letali e complicati che possano esistere, privo del concetto stesso di scrupolo umano e politico. Lo ha fatto, quattro anni fa, senza scendere al suo livello di politica ridotta ad arena per il combattimento dei galli.

Ancora, nonostante tutte le cose che si leggono e sentono, **nell’aggressione russa all’Ucraina il
vecchio Joe ha tenuto la barra dritta dal primo secondo**, senza concedere alcuno spazio di manovra a Vladimir Putin, che non a caso aspetta come il Messia il possibile ritorno proprio di The Donald (ma tu guarda i casi della vita… ).
**Ha spinto le relazioni fra Stati Uniti e Israele al punto di rottura**, lì dove non erano state mai spinte da nessun Presidente statunitense, esasperato dalla mancanza di strategia e di coraggio politico del leader israeliano Netanyahu.

**Tutto per ricordare chi sia Joe Biden, oltre i giudizi catastrofici delle ultime 24 ore**. Detto e sottolineato ciò, i Dem non sarebbero mai dovuti arrivare a questo punto e lo stesso Biden non avrebbe mai dovuto esporsi a un simile martirio d’immagine e di sostanza. Perché tempo non ce n’è più, al netto di ogni ipotesi più o meno fantasiosa: o cede il passo e lo fa subito o il Capo della Casa Bianca si assumerà la suprema responsabilità di lasciare campo libero all’uomo capace di fomentare l’assalto a Capitol Hill, uno dei momenti più bassi della democrazia statunitense.

Una simile scelta rischierebbe di macchiare - non solo offuscare - un’intera storia politica e umana.

*di Fulvio Giuliani*
