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Il cordiale incontro fra Trump e al-Sharaa e le preoccupazioni israeliane

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L’incontro in Arabia Saudita fra il presidente americano Donald Trump e quello siriano Ahmed al-Sharaa ha suscitato forti critiche in Medio Oriente

Trump al-Sharaa

Il cordiale incontro fra Trump e al-Sharaa e le preoccupazioni israeliane

L’incontro in Arabia Saudita fra il presidente americano Donald Trump e quello siriano Ahmed al-Sharaa ha suscitato forti critiche in Medio Oriente

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Il cordiale incontro fra Trump e al-Sharaa e le preoccupazioni israeliane

L’incontro in Arabia Saudita fra il presidente americano Donald Trump e quello siriano Ahmed al-Sharaa ha suscitato forti critiche in Medio Oriente

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Gerusalemme – L’incontro in Arabia Saudita fra il presidente americano Donald Trump e quello siriano Ahmed al-Sharaa ha suscitato forti critiche in Medio Oriente. In particolare, i curdi si sono sentiti nuovamente traditi da Trump. Che già durante la prima amministrazione li aveva abbandonati dopo che avevano aiutato gli Stati Uniti a sconfiggere l’Isis in Siria. Dopo aver visto le immagini del presidente americano sorridente accanto ad al-Sharaa, alcuni attivisti curdi nella regione del Kurdistan iracheno hanno detto a “La Ragione”: «Sono bastati solo sei mesi al terrorista Jolani per arrivare a Trump. Si è messo una cravatta, si fa chiamare adesso al-Sharaa e non più con il suo nome di battaglia, ma rimane sempre un jihadista».

Fino a dicembre dell’anno scorso c’era una taglia di 10 milioni di dollari sull’attuale presidente siriano. Che è riuscito a fare cadere in pochi giorni il regime di Bashshār al-Assad. Grazie al sostegno militare del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, inviso alla popolazione curda.

”Trump stringe la mano a un jihadista”

Il Middle East Media Research Institute (Memri) ha reso noto che lo scorso 29 gennaio al-Sharaa ha pronunciato il “Discorso della vittoria” durante una conferenza a Damasco. A cui ha partecipato fra gli ospiti Abu Hatem Shaqra. Leader del gruppo jihadista Ahrar Al-Sharqiya, responsabile nel 2019 dell’omicidio dell’attivista curda Hevrin Khalaf, segretaria generale del Partito del Futuro della Siria. Khalaf è stata torturata e picchiata con oggetti contundenti. Le sue gambe sono state rotte. È stata trascinata per i capelli fino a strapparli dal cuoio capelluto. Infine, è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco. «È inconcepibile che Trump possa stringere la mano a un jihadista. Trump a quanto pare si sente il nuovo califfo, lo chiameremo: Trump al-Amariki» afferma ironicamente a “La Ragione” l’attivista curdo Himdad Sinjari.

L’incontro fra Trump e al-Sharaa e le preoccupazioni israeliane

Anche in Israele l’incontro con al-Sharaa e la cancellazione delle sanzioni alla Siria hanno lasciato tutti con l’amaro in bocca. Soprattutto, sentire Trump descrivere il presidente siriano come «giovane, attraente, un duro» ha suscitato forti perplessità. In particolar modo fra coloro che in Israele hanno sostenuto il presidente americano durante e dopo la sua campagna elettorale. L’Institute for National Security Studies (Inss), con sede a Tel Aviv, ha commentato duramente l’incontro di Trump: «Da una prospettiva israeliana, questi sviluppi sollevano notevoli preoccupazioni. Il caso siriano riflette la crescente tendenza di Trump a perseguire iniziative unilaterali che non tengono necessariamente conto degli interessi israeliani e mette in luce la crescente influenza di Turchia e Arabia Saudita nel plasmare l’ordine regionale».

Le critiche si sono fatte sentire persino in India. Il noto conduttore Arnab Goswami ha detto in prima serata su Republic Tv: «al-Sharaa è un terrorista… Se domani l’Arabia Saudita dicesse a Trump di sedersi con un qualsiasi gruppo terroristico, lui lo farebbe volentieri. Se Osama bin Laden fosse nei paraggi, Trump si siederebbe anche con lui». Goswami ha poi concluso: «Sono rimasto personalmente scioccato quando Trump ha elogiato il presidente siriano, definendolo attraente. Questa è la descrizione che Donald Trump fa di un terrorista. Americani, svegliatevi».

di Anna Mahjar-Barducci

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