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title: Il crollo di Gazprom e il crepuscolo dell’impero
description: "Con il crollo del titolo di Gazprom l'Orso russo vacilla. L’Unione europea deve adottare alla svelta la proposta italiana del price-cap"
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date: 2022-07-05
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/il-crollo-di-gazprom-e-il-crepuscolo-dellimpero/
categories: [Esteri]
tags: [energia, Evidenza, russia]
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# Il crollo di Gazprom e il crepuscolo dell’impero

![crollo Gazprom](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/07/Evidenza-sito-15.jpg)

Con il crollo del titolo di Gazprom l'Orso russo vacilla. L’Unione europea deve adottare alla svelta la proposta italiana **del *price-cap* **

Strangolato dalla morsa delle sanzioni e azzoppato militarmente, **l’Orso russo vacilla**. [Il titolo di Gazprom è crollato](https://laragione.eu/adnkronos/news/ucraina-crollano-azioni-gazprom-e-trascinano-intero-mercato-azionario-russo/), tanto da portare Mosca a interromperne la negoziazione nell’ultima seduta di Borsa. **Una caduta libera che ne ha diminuito il valore di quasi un terzo.** Il fatto è che Gazprom non è soltanto la più grande azienda per capitalizzazione di mercato di tutta la Russia. **Gazprom è la Russia**. **Lo Stato ne detiene infatti il 50%**, suddiviso in una quota diretta del 38%, più un altro 12% di proprietà di due società statali. **Il *core business* è legato all’estrazione e alla vendita di gas naturale** – cioè del prodotto di punta dell’*export* russo – **e Gazprombank è la banca non ancora disconnessa dal sistema Swift** che ne riceve i pagamenti. Nel primo quadrimestre di quest’anno, dopo l’invasione dell’Ucraina,** le vendite sono scese del 30%**. Ciò che ha parzialmente tamponato il danno economico è stato l’aumento del prezzo del gas. Esattamente quello a cui Draghi vuole porre un tetto massimo.

**Il nemico numero uno di Vladimir Putin**, in grado di metterne in ginocchio la macchina bellica, **è proprio il presidente del Consiglio italiano ed ex presidente della Bce**: sa benissimo che il tallone d’Achille del colosso russo poggia sul cedevole terreno economico e **il risultato della sola proposta di un *price-cap* ha seminato il terrore tra gli azionisti di Gazprom**. Spesso s’è detto che l’invasione dell’Ucraina sia iniziata ancor prima del 2014, per procura di Gazprom: le cosiddette “guerre del gas”, mosse tra il 2005 e il 2006 e tra il 2008 e il 2009. Ha destato non poco clamore il gesto di **Igor Volobuev,** ex presidente del gigante energetico russo arruolatosi nell’esercito di Kyiv. Nel suo *mea culpa*, motivo dell’improvviso gesto catartico,** c’è l’ammissione d’aver contribuito in quelle circostanze a screditare irrimediabilmente la qualità dei fornitori energetici ucraini agli occhi dei compratori europei**. Ci riuscirono e il risultato fu quello che comportò anche il raddoppio della dipendenza energetica italiana dal mercato russo: **dal 20% a quasi il 40%.**

Silvio Berlusconi non fu l’unico amico del cuore di Putin: anche **Angela Merkel spinse per la realizzazione del gasdotto Nord Stream 2**, proprio nell’anno in cui si oppose all’ingresso dell’Ucraina nella Nato. **Ad avvalorare la tesi c’è poi il giallo dei suicidi dei *supermanager***, trovati morti spesso insieme ai familiari in circostanze sospette, che ha coinvolto in questi mesi tutte le personalità di spicco del colosso russo: **Vladislav Avaev**, vicepresidente di Gazprombank; Leonild Shulman capo dei servizi di trasporto di Gazprom Invest; **Aleksandr Tjuliakov**, ex vicedirettore di Gazprom; Sergeij Protosenya, uomo di punta di Novatek (secondo produttore dopo Gazprom) e l’uomo d’affari Vasily Melnikov.

**In tre mesi Mario Draghi è riuscito a dimezzare la dipendenza energetica italiana dal mercato russo e a rivolgere contro Putin la sua arma più potente, il gas, senza esporci a danni collaterali**. L’Unione europea deve adottare alla svelta la proposta italiana **del *price-cap* finché i gasdotti verso i nuovi clienti di Mosca non saranno pronti**. Il nostro presidente del Consiglio ha in mano la valigetta con i codici del nucleare economico in grado di far crollare i sogni imperiali dello zar.

di *Giorgio Provinciali*
