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title: Il grano ucraino viaggia sul treno sbagliato e Putin ne approfitta
description: "Il Donbass  è quella regione che non mette d'accordo nessuno, nemmeno la Comunità internazionale. Ugo Poletti, direttore dell'Odessa Journal, ci spiega come mai gli ucraini non scendano a patti su questo punto e le ragioni per cui il grano ucraino non può viaggiare via treno."
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date: 2022-05-28
modified: 2022-05-31
author: Ilaria Cuzzolin
url: https://laragione.eu/esteri/il-grano-ucraino-viaggia-sul-treno-sbagliato-e-putin-ne-approfitta/
categories: [Esteri]
tags: [guerra, interviste]
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# Il grano ucraino viaggia sul treno sbagliato e Putin ne approfitta

![esercito russo donbass](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/05/significato-lettera-z-esercito-russo-1024x637.jpg)

Il Donbass  è quella regione che non mette d'accordo nessuno, nemmeno la Comunità internazionale. Ugo Poletti, direttore dell'Odessa Journal, ci spiega come mai gli ucraini non scendano a patti su questo punto e le ragioni per cui il grano ucraino non può viaggiare via treno.

“Con la deportazione e l’uccisione di massa di civili nel Donbass, i russi stanno compiendo un genocidio”. **Zelensky riaccende i fari sulla regione della discordia che non conosce pace dal 2014**: non l’ha trovata sotto l’Ucraina, né la troverà con la Russia, sempre più vicina a conquistarla per intero. 

**Parte del[la diplomazia internazionale spinge perché l’Ucraina arretri sul Donbass](https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/ucraina-i-limitati-successi-nel-donbass-non-risolvono-la-crisi-di-mosca/)**, considerandolo l’agnello sacrificale in grado di “saziare” l’Armata rossa. Il Governo ucraino tuttavia non è nella posizione di voltare le spalle a questa lingua di terra affacciata sul mare Azov, dopo che migliaia di uomini - alcuni dei quali lì hanno casa e famiglia - stanno difendendo la patria con le unghie e con i denti. “**E’ un po’ come se la Turchia attaccasse l’Italia e noi, perché ce lo chiede la Comunità internazionale, le dessimo la Sicilia** - puntualizza **Ugo Poletti, direttore dell’[Odessa Journal](https://odessa-journal.com/)** - Come quando, per arginare le ipotesi di un nuovo conflitto, si decise di cedere un pezzo di Cecoslovacchia a Hitler, che 4 mesi dopo la invase per intero”. Sull’ipotesi paventata da [Zelensky](https://laragione.eu/adnkronos/news/ucraina-zelensky-no-a-cessione-territori-in-cambio-di-pace/) (“che una volta caduta l’Ucraina, Putin punti ai territori limitrofi come Lettonia e Lituania), Poletti è scettico: “E' parte della sua strategia comunicativa. **Non è pensabile che nell'immediato l’esercito russo possa affrontare una nuova guerra.** In questi tre mesi hanno perso più uomini che in 9 anni di Afghanistan - continua - E il fatto che abbiano tolto il tetto di età, prima fissato a 40 anni, per i volontari è un altro segno di debolezza; difficilmente Putin costringerà i figli delle famiglie di Mosca e San Pietroburgo ad arruolarsi. E’ vero, in questi giorni sono avanzati ma il loro esercito è sfinito: combatte in un Paese dove tutti sono ostili, vengono mandati al massacro, patiscono la fame e il freddo.** L’impressione è che fra qualche mese dovranno per forza fermarsi.** Anche i nostri sono stremati ma lo spirito è completamente diverso: la loro è una lotta garibaldina”. 

La loro Resistenza in effetti ha sorpreso tutti. L’Armata Rossa in primis, ma anche l’Europa così come gli Stati Uniti. “Se la popolazione ha tenuto testa è anche grazie alle armi che sono arrivate soprattutto da Canada e Gran Bretagna, già pronti con gli armamenti da inviare. **Dunque sbaglia il Ministro degli Esteri ucraino Dymitro Kuleba a dire che la NATO non abbia fatto nulla** - puntualizza il direttore Poletti - Le sue parole sono persino arroganti, anche perchè, se vogliamo dirla tutta, l’Ucraina non è nemmeno parte della NATO”. 

Mentre Biden annuncia la fornitura di armi più potenti a Kiev, come i tanto agognati missili a lungo raggio, Poletti ricorda **il cinismo dimostrato dagli USA all’inizio: “Nel primo mese non hanno inviato nulla**, pensando che sarebbero caduti immediatamente. Solo quando hanno visto che gli ucraini contrattaccavano, hanno capito che conveniva anche a loro sostenere la battaglia”.

Del resto è ormai chiaro come questo conflitto riguardi praticamente tutti. Anche quei Paesi che in un primo momento sembravano esclusi. A causa del **[ricatto russo sul grano](https://laragione.eu/esteri/lafrica-e-unopportunita/), si rischia per esempio di innescare un effetto domino in larga parte del continente africano**. “E’ diventata chiara la mancanza di lungimiranza su tante cose da parte dei Governi  - conclude Poletti - Noi come Italia stiamo pagando la miopia avuta sul fronte energetico. In Ucraina ci si è resi conto di come il trasporto ferrato debba essere implementato. **Prima della guerra uscivano 7 tonnellate di granaglie al giorno, oggi non più di una.** Il motivo sta anche nel fatto che la ferrovia locale ha binari più larghi rispetto a quelli dei Paesi confinanti e** ciò non permette ai vagoni di continuare il viaggio**”. E, si sa, in tutte le relazioni - siano esse d’amore come di pace - viaggiare su binari diversi non ha mai portato a nulla di buono.
