---
title: Il Green Deal cinese scopre le carte degli Stati Uniti
description: "Green Deal cinese: Anche Pechino ha reso nota la prima parte della sua roadmap per la neutralità climatica."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Cina-green.png
date: 2021-10-31
modified: 2021-11-02
author: Arvea Marieni
url: https://laragione.eu/esteri/il-green-deal-cinese-scopre-le-carte-degli-stati-uniti/
categories: [Esteri]
---

# Il Green Deal cinese scopre le carte degli Stati Uniti

![Il Green Deal cinese scopre le carte degli Stati Uniti](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Cina-green.png)

Non solo Cop26 e G20 a Roma, il cambiamento climatico è un tema centrale per tutti i governi. Anche Pechino ha reso nota la prima parte della sua roadmap per la neutralità climatica: il futuro della Cina è rinnovabile e nucleare, facendo così fallire il tentativo di reindustrializzazione fossile di Trump.

A Glasgow, la Cop26 si apre in un contesto difficile. **Gli impegni di riduzione delle emissioni assunti dalle maggiori economie mondiali non sono ancora sufficienti.** Senza accordi più ambiziosi, l’aumento delle temperature sarà di 1,5 gradi nel 2030 e di 2 gradi nel 2050. Valori attesi per fine secolo. **Ciò malgrado, ci sono segnali positivi.**

[Il 24 ottobre Pechino ha reso nota la prima parte della sua roadmap](https://www.rinnovabili.it/ambiente/politiche-ambientali/emissioni-zero-cina-roadmap/)** per la neutralità climatica**, il Piano 1+N annunciato in agosto dal capo negoziatore Xie Zhenhua. Nel 2060 le fonti non fossili copriranno l’80% del fabbisogno energetico cinese.** Il futuro della Cina è rinnovabile (65%) e nucleare (15%)**. Entro il 2025 Pechino avrà altri 1,2 miliardi di kilowattora di eolico e solare. In via di definizione sono anche piani di riconversione di tutti i settori industriali, a partire da quelli più energivori. **Non era scontato che il gigante cinese confermasse i suoi impegni di trasformazione economica e industriale.** Nel corso della pandemia molti hanno chiesto l’allentamento degli obiettivi climatici per favorire la ripresa economica. Ci sono state feroci dispute nella preparazione del nuovo piano quinquennale e nel partito si sono scontrate due visioni dello sviluppo nazionale. Un contributo fondamentale è venuto da Xie e dal suo istituto di ricerca a Tsinghua (Iccsd) che ha stimato i costi della transizione: circa 120 trilioni di yuan (20 trilioni di dollari) fino al 2060. In media, il 2-3% del Pil cinese annuo. **Un costo gestibile per la realizzazione di uno scenario definito «moderatamente ambizioso».** L’Iccsd ha presentato i suoi calcoli tra giugno e settembre 2020. **Il 22 settembre Xi Jinping ha fatto il suo annuncio all’Onu.** **L’evoluzione tecnologica e il cambiamento sui mercati hanno reso possibile l’affermazione della sua visione ecologica e fatto fallire il tentativo di reindustrializzazione fossile di Trump.**

Negli Usa è in atto un aspro confronto sulle reali prospettive della decarbonizzazione e del modello economico futuro.** La scommessa di modernizzazione cinese è centrale nella riflessione americana e i rischi economici, sociali e di sicurezza spingono per l’uscita dai fossili.** Non a caso la maggiore opposizione alla retorica negazionista di Trump è venuta proprio da ambienti militari. Sul piano globale, l’*intelligence* Usa teme l’aumento delle tensioni geopolitiche legate alla transizione e prevede conflitti crescenti per le risorse naturali. Sul piano interno, siccità e inondazioni minacciano vaste porzioni del territorio americano.** La riduzione della portata d’acqua dei sistemi fluviali (è il caso del Colorado) mette a rischio il sistema agricolo e industriale in tutto il sud-ovest del Paese, e con esso la coesione sociale e territoriale Usa.**

Malgrado le profonde differenze, una transizione ordinata e coerente è nell’interesse di tutti. Il recente annuncio saudita e quello di altri Paesi esportatori è un segnale in questo senso. A Glasgow gli Stati avranno quindici giorni per mettere a confronto piani e misure, tenendo conto delle reciproche esigenze di sicurezza e sviluppo. **Obiettivo sarà definire una *****roadmap***** concordata per accelerare i processi in atto.** Lavorare insieme abbassa i costi per tutti. Chi chiede maggiore ambizione a Pechino ora ha in mano i numeri per fare i conti.

 

di Arvea Marieni
