---
title: Il mercato e le scelte libere saranno l’arma migliore
description: "La Cop26 si è conclusa come era prevedibile: accordo unanime su una lista di buone intenzioni, non accompagnata da impegni vincolanti."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Evidenza-sito-7-2.png
date: 2021-11-17
author: Ottavio Lavaggi
url: https://laragione.eu/esteri/il-mercato-e-le-scelte-libere-saranno-l-arma-migliore/
categories: [Esteri]
tags: [Ambiente, politica]
---

# Il mercato e le scelte libere saranno l’arma migliore

![Il mercato e le scelte libere saranno l’arma migliore](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Evidenza-sito-7-2.png)

La Cop26 si è conclusa con un accordo unanime su una lista di buone intenzioni. Tutt'altro che un fallimento, bensì l'avanzamento di 200 governi di Paesi diversi verso una direzione giusta.

La **Cop26** si è conclusa come era prevedibile: **accordo unanime** su una lista di buone intenzioni, non accompagnata da impegni vincolanti. Un ‘fallimento’, dunque? Non direi proprio. Il **cambiamento climatico** è per definizione una sfida che richiede azioni su scala planetaria, ma riunire **200 diversi governi** con interessi contrastanti e immaginare che possano unanimemente approvare misure concrete è pura utopia. L’importante, in conferenze mediatico-diplomatiche del genere, è che si avanzi nella direzione giusta. Il **“bla bla bla”** è scontato, dato il metodo prescelto, non certo una sorpresa.

Mancando impegni intergovernativi vincolanti, come avanzare con la rapidità imposta dalle circostanze? Cominciando col riconoscere il fatto che i governi non sono re-taumaturghi, capaci di curare il mondo per magia o per editto, e che progressi rapidi e molto importanti possono derivare dalle decisioni imprenditoriali, dall’**allocazione dei capitali privati** e dalle scelte individuali dei cittadini stessi.

Quando l’Unione europea e vari importanti Stati americani discutono di proibire da qui a dieci o quindici anni la vendita e la circolazione di veicoli a **combustibile fossile**, i produttori di automobili sono spinti dal loro stesso interesse economico di lungo periodo a mettersi subito in concorrenza con **Elon Musk** e a spendere decine di miliardi nei prossimi cinque anni per migliorare l’efficienza delle batterie, riducendone il costo.

Non lo fanno per ordine del **‘gosplan’**, ma perché hanno capito che è su questo terreno che nei prossimi due decenni, nel loro settore, si definiranno vincitori e vinti. Ovviamente, eventuali incentivi fiscali pubblici possono accelerare il processo, ma assai più conteranno le decisioni individuali di milioni di cittadini-consumatori. Oggi decido di comprare un’**auto diesel** perché risparmio qualche migliaio di euro rispetto al modello elettrico, ma se tra qualche anno con il diesel non potrò più circolare in città e il prezzo del carburante è destinato a salire, faccio due conti e compro l’auto elettrica.

Se poi **Cina** e **India** continuano a inquinare col carbone sono sovrani nel farlo, condannando così i propri residenti a vite più brevi, ma noi siamo altrettanto liberi di bloccare o tassare pesantemente le loro esportazioni. Insomma, il mercato, intelligentemente orientato da scelte pubbliche di lungo periodo e decisioni private di imprese e cittadini, resta il più potente strumento di cambiamento a nostra disposizione.

 

Di *Ottavio Lavaggi*
