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title: Dallo sport alla scienza, il mondo banna la Russia
description: "La guerra ha smosso mondi soltanto all'apparenza lontani dalla guerra: dallo sport alla scienza, i ban alla Russia sono molteplici"
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date: 2022-06-05
modified: 2022-06-04
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/esteri/il-mondo-banna-la-russia/
categories: [Esteri]
tags: [Evidenza, russia, scienza]
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# Dallo sport alla scienza, il mondo banna la Russia

![perché bannare la Russia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/06/Evidenza-sito-13.jpg)

La guerra ha mosso le acque di mondi soltanto all'apparenza lontani: dallo sport alla scienza, le reazioni per bannare la Russia sono molteplici e dividono ancora l'opinione pubblica.

I [100 giorni di guerra in Ucraina](https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/cento-giorni-di-guerra/) hanno posto l’Occidente davanti a domande che intrecciano la **politica e l’economia all’etica**.

Si pensi al **mondo dello sport**, uno dei primi a reagire in modo compatto contro Mosca. La **vicenda dei tennisti russi e bielorussi esclusi da Wimbledon** ha travalicato la realtà sportiva, per non dire del tennis, mandando uno dei segnali più potenti e inequivocabili sull’isolamento in cui lo zar ha gettato il suo Paese. Domani **l’Ucraina potrebbe conquistare la qualificazione ai Mondiali di calcio** del prossimo novembre in Qatar contro il Galles, nello spareggio che è stato rinviato dall’Uefa a inizio giugno (come dolorosamente ricordiamo noi italiani, gli altri si sono tenuti a marzo) proprio per consentire alla rappresentativa di Kiev di organizzarsi nonostante la guerra. Dovesse vincere, la nazionale del ct Petrakov metterebbe a segno un altro colpo nella guerra di propaganda che Volodymyr Zelenski ha stravinto con Vladimir Putin.

**Il mondo della scienza e della ricerca ha interessi molto più interconnessi e complessi del tennis o del calcio**. Frutto (positivo e voluto dalla nostra parte di mondo) degli anni in cui l’Ovest ha puntato sull’evoluzione economica e politica della Russia. La scommessa è stata clamorosamente persa, ma certo non per colpa nostra. Oggi è** giusto chiedersi se sia corretto consentire alla Russia di restare in progetti di ricerca** che coinvolgano strutture, capitali e scienziati occidentali. Entro 10 giorni si deciderà sull’espulsione di circa mille scienziati russi dal Cern di Ginevra, uno dei Pantheon mondiali della ricerca. Ipotesi dolorosa e sconfortante, ma per i russi, conseguenza delle scelte del governo di Mosca.

Finché si tratta di accogliere, aiutare e sostenere singoli scienziati dissidenti – come si diceva ai tempi della Guerra fredda – non solo è nostro interesse, ma un dovere morale fare l’impossibile per loro. Pretendere che l**a ricerca scientifica collabori con uno Stato che si è macchiato di una serie infinita di violazioni del diritto internazionale** e dovrà rispondere dell’accusa di crimini di guerra, è tutt’altra faccenda.

L’ipotesi è irricevibile, pure in nome della neutralità della scienza. Tanto per cominciare, l**a ricerca non è mai neutrale in senso assoluto**, a meno di non voler dare spazio alle degenerazioni e aberrazioni che il Novecento ha purtroppo ben conosciuto. È doveroso tener lontani da risultati e traguardi condivisi quei governi che abbiano mostrato profondo disprezzo per la convivenza civile. **Chi è contrario all’esclusione sostiene che si continuò a lavorare insieme anche in piena era sovietica**: francamente non abbiamo memoria di una collaborazione fra Occidente e Urss nella corsa alla Luna, per tacere della rivoluzione digitale. Rivoluzioni scientifiche entrambe nate da esigenze geopolitiche e militari.

Come scritto, si tratta di una realtà non sovrapponibile alla tutela del singolo scienziato. Si pensi a quello che sta emergendo sull’operazione di ***intelligence* sanitaria che i russi tentarono in Italia** ai tempi dell’ormai fantasmagorica missione “Dalla Russia con amore“. Ironizzando amaramente, potremmo scrivere che non sono stati capaci neppure di copiare, visto che il vaccino Sputnik non funziona e resta ancora tutta da chiarire la vicenda delle sequenze del virus isolate all’ospedale Spallanzani di Roma.

**Non vorremmo mai perdere il talento e l’intelligenza russa**, faremo di tutto perché questo non accada, amiamo profondamente la cultura e la storia di un grande Paese (così legato al gusto e al *design* italiano, si direbbe oggi) **ma non possiamo essere disposti ad accettare cinismo e ipocrisia in cambio della qualità dei ricercatori**. Ne faremo a meno, fin quando sarà necessario. Anche nello spazio, dove i russi minacciano e fanno la voce grossa, ma per ora si guardano bene dall’abbandonare la Stazione Spaziale Internazionale.

Sanno bene che a perderci sarebbero loro e che la ricerca occidentale è ampiamente autosufficiente.

 

*di Fulvio Giuliani*
