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title: Il pianista Pavel Kushnir morto in un carcere russo, protestava contro la guerra
description: "La morte del pianista Pavel Kushnir: una notizia triste, soprattutto per la Russia intera che fa morire in prigione i suoi figli migliori"
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date: 2024-08-18
modified: 2024-08-19
author: Yurii Colombo
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categories: [Esteri]
tags: [guerraucraina, musica, russia, Ucraina]
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# Il pianista Pavel Kushnir morto in un carcere russo, protestava contro la guerra

![Pavel Kushnir](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/08/Pavel-Kushnir.jpg)

La morte del pianista Pavel Kushnir: una notizia triste per tutti, soprattutto per la Russia intera che fa morire in prigione i suoi figli migliori

**Mosca – È un giorno triste per la musica, è un giorno triste per l’opposizione, ma è soprattutto un giorno triste per la Russia intera che fa morire in prigione i suoi figli migliori.** Solo venerdì la notizia è stata confermata ufficialmente e senza tema di smentita:** il pianista Pavel Kushnir è morto il 28 luglio scorso**, dopo uno sciopero della fame in un centro di detenzione preventiva nella città di Birobidzhan, nell’estrema regione orientale del Paese. Aveva solo **39 anni**. Era stato arrestato a fine maggio dal Fsb perché accusato di pubblico appello al terrorismo a causa dei **suoi video contro** [la guerra](https://laragione.eu/evidenza/il-peggior-risveglio/) **che aveva pubblicato sul suo canale YouTube.**

**Pavel Kushnir era cresciuto a Tambov. All’età di 17 anni era entrato al Conservatorio di Mosca diplomandosi in pianoforte. La pianista Maria Nemtsova**, compagna di corso di **Pavel**, parla di lui come di «una gemma assoluta» e di un pianista di talento con interessi diversi: era appassionato di fotografia, recitava a memoria le poesie di **Brodsky** e aveva una brillante conoscenza della storia del cinema.
Agli esami post-laurea **Kushnir** ricevette il massimo della valutazione in tutte le materie, poiché «una tale erudizione è davvero rara da trovare». Nei sette anni successivi lavorò come solista con **la Filarmonica regionale di** [Kursk](https://laragione.eu/esteri/kursk/), poi per tre anni con **la Filarmonica di Kurgan** e nel 2023 divenne solista della Filarmonica regionale di **Birobidzhan**. Nel 2014 il musicista aveva pubblicato il suo primo romanzo sperimentale, “Affettamento russo”, presso la casa editrice tedesca di lingua russa **Za-Za Verlags**. L’opera mescola citazioni di 14 romanzi sulla Grande guerra patriottica, un testo su [Anna Frank](https://laragione.eu/life/cultura/anna-frank-spiegata-alle-mie-figlie/) e le note autobiografiche dello stesso **Kushnir**. La sua amica musicista **Olga Shkrygunova**, esule in Germania, ha definito il suo romanzo «una distopia d’autore che denuncia la dittatura». 

**Tuttavia Kushnir si era anche esposto personalmente partecipando alle manifestazioni contro il regime putiniano del 2011-2012, denunciando l’annessione della Crimea e successivamente anche la criminale invasione dell’Ucraina. Shkrygunova ricorda che, dall’inizio della guerra lei e Pavel, si erano impegnati per la raccolta di fondi per aiutare l’Ucraina.** E lei stessa da allora inizia ogni suo concerto in Germania con monologhi contro il conflitto, mentre per sei mesi ha accolto una famiglia di rifugiati ucraini nel suo appartamento: «Pavel lo sapeva e mi ha sostenuto. Circa una volta ogni due o tre mesi mi scriveva, dicendomi che aveva iniziato uno sciopero della fame, che distribuiva volantini e che di notte appendeva lenzuola con *slogan* contro la guerra in giro per la città» racconta **Shkrygunova**.
**Ma Pavel era andato anche oltre.** Il 9 maggio 2023 scrisse sul *social* **VKontakte**: «Dichiaro lo sciopero della fame. Chiedo la liquidazione del regime fascista, la fine della guerra in **Ucraina** e il rilascio di tutti i prigionieri politici”. Questo primo sciopero durò 20 giorni e quello successivo 100 giorni. Il terzo, quando era già in galera, purtroppo gli è stato fatale. Secondo i suoi amici e i suoi compagni di lotta, «tutto è molto chiaro, le responsabilità della sua morte ricadono sulle autorità giudiziarie e amministrative che nulla hanno fatto per preservare la sua vita».

di *Yurii Colombo*
