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Biden rilancia e ricorda chi vuole la guerra

Ieri, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha confermato che nessun Paese Nato è e sarà in guerra con Mosca, ma al contempo rilanciato l’impegno ad armare e sostenere finanziariamente l’Ucraina aggredita dalla Russia. 

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Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ieri ha confermato e rilanciato. In un quadro che sembra riconoscere l’impossibilità di percorrere, in questo momento, la via diplomatica. Ha confermato che nessun Paese Nato è e sarà in guerra con Mosca, ma al contempo rilanciato l’impegno ad armare e sostenere finanziariamente l’Ucraina aggredita dalla Russia. 

Per quanto possa apparire incredibile, lo stesso Biden, nel discorso rivolto al Congresso per chiedere ulteriori finanziamenti da destinare al riarmo e alla ricostruzione di Klev per 33 miliardi di dollari, ha dovuto ribadire che ci troviamo davanti ad un aggressore – la Russia – e un aggredito. Perché nella macedonia di sentimenti, paure e incertezze determinata da questa “brutale guerra d’aggressione“ (citazione testuale dello stesso Biden), si allarga la tentazione in molti di confondere piani e ruoli. Chi per stanchezza, chi – sono molti – per calcolo cinico e ributtante. 

Ribadirlo, dunque, è necessario, mentre Mosca continua a condurre un conflitto inumano e dagli obiettivi inaccettabili in qualsiasi consesso civile. Una guerra in cui non ci si fa scrupolo di tornare a colpire la capitale del Paese aggredito, come capitato ieri, durante la visita del Segretario generale delle Nazioni Unite. Quest’ultimo reduce da un infruttuoso colloquio proprio con il dittatore a Mosca. 

Come dire, voi non contate nulla, nessuno conta e solo noi decideremo se e quando fermarci e con chi discutere. La guerra continua perché la Russia vuole che continui, senza raggiungere gli obiettivi sul terreno e continuando ad alzare la posta dialettica. Dalle “armi mai viste“ di Putin alle parole degli uomini a lui vicini che insistono a disegnare l’Ucraina come un non-Stato da cancellare, menomare, trattare come entità inferiore. Questa è la realtà, converrebbe farci i conti piuttosto che inseguire l’ultima moda del ribaltamento dei fatti, secondo la quale sarebbe proprio Biden il guerrafondaio. Non male.

 

Di Fulvio Giuliani

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