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title: Il reclutamento dei più deboli
description: Mentre il timore per la leva generale ha fatto fuggire oltre confine migliaia di russi, Putin sta dando vita ad un vero esercito coloniale
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date: 2022-03-24
modified: 2022-04-15
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/esteri/il-reclutamento-dei-piu-deboli-camillo-bosco/
categories: [Cronache di guerra, Esteri, Evidenza]
tags: [guerra, russia, Ucraina]
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# Il reclutamento dei più deboli

![esercito russo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-11.png)

Mentre il timore per la leva generale ha fatto fuggire oltre confine migliaia di russi, Putin sta dando vita ad un vero e proprio esercito coloniale. Discorso diverso per l'Ucraina, aiutata da inizio conflitto dalla Legione internazionale.

**Manca tutto all’“operazione militare speciale” di Putin**: cibo, soldi, indumenti pesanti, logistica, piani strategici, morale, missili e soldati. Soprattutto mancano amici e alleati. Non è un mistero infatti che persino **Lukashenka**, il nuovo cameriere di Mosca, faccia melina ormai da un mese dimostrandosi restio a coinvolgere le truppe bielorusse nella carneficina ucraina. S**i tratterebbe comunque di poche migliaia di soldati peggio equipaggiati**, addestrati e motivati di quelli già impegnati nel conflitto e che rappresenterebbero quindi soltanto un diversivo in attesa dell’arrivo di truppe fresche.

Quanto a queste, **il timore della leva generale ha già fatto fuggire oltreconfine decine di migliaia di russi**. Gli sforzi del reclutamento si stanno quindi concentrando sui gruppi etnici minoritari della Federazione Russa: i daghestani nel Caucaso, i ciuvasci e i tatari nella Russia europea, i mordvini negli Urali, le popolazioni mongoliche nell’estremo Est. **Si rincorrono persino voci riguardo tentativi di irreggimentazione forzosa e illegale degli immigrati centro-asiatici**, ai quali viene proposto di aderire all’esercito delle fantomatiche repubbliche del Donbass in cambio di un passaporto russo: una contorsione del diritto internazionale con pochi precedenti nella storia.

Quello di** Putin** **si profila insomma come un vero e proprio esercito coloniale** che per muovere i suoi ingranaggi sfrutta il saldo demografico positivo delle popolazioni assoggettate, **perdendo in media otto membri delle minoranze etniche per ogni moscovita caduto**. Non pervenuti, invece, i mercenari siriani e africani annunciati qualche settimana fa e da bollare pertanto come l’ennesima sparata della propaganda russa.

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**L’unico vero impegno di solidarietà bellica transnazionale** si manifesta invece a favore degli aggrediti e, oltre che dal costante invio di nuove armi occidentali all’esercito di Kyiv, **è costituito dalla Legione internazionale inaugurata da Zelensky nei primi giorni di guerra**. Veterani americani e inglesi erano già presenti nel Paese dei Girasoli fin dal *surge* delle truppe di Mosca al confine Est e hanno rappresentato l’esempio per quei 20mila *foreign fighter *giunti da ben 50 Paesi dopo lo scoppio delle ostilità. Oltre a numerosi veterani anglosassoni, **ben 500 canadesi hanno risposto all’appello**, così numerosi da costituire un battaglione autonomo che attualmente protegge la capitale **insieme a un gruppo gemello francofono denominato “Normanno”**. **Numerosissimi cittadini delle ex repubbliche sovietiche** (dal Baltico al Mar Nero) hanno poi deciso di accorrere in difesa dell’Ucraina nella consapevolezza che il prossimo fronte potrebbe essere quello dei loro Paesi.

I gruppi che più colpiscono per la loro motivazione sono comunque la **Legione nazionale georgiana** (i**mpegnata nel Donbass dal 2014** e comandata dall’ufficiale Mamuka Mamulashvili), il gruppo tattico **“Belarus”** (che raccoglie un nutrito gruppo di dissidenti del regime di Lukashenka) e i battaglioni ceceni **“Dzhokhar Dudayev”** (dal nome del primo presidente della Cecenia indipendente) e **“Sheikh Mansur”** (dedicato a un *leader* storico della loro resistenza).

 

di *Camillo Bosco*
