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title: Il sermone che non s’aspettava
description: Che ironia (amara) deve essere stata per Donald Trump aver trovato in chiesa, in un sermone di fuoco, l’unica nota stonata
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date: 2025-01-24
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, politica, Trump]
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# Il sermone che non s’aspettava

![Il sermone che non s’aspettava](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/01/sermone-trump-1-1024x639.jpg)

Che ironia (amara) deve essere stata per Donald Trump aver trovato in chiesa, in un sermone di fuoco, l’unica nota stonata nei giorni trionfali dell'insediamento

**Che ironia (amara) deve essere stata per Donald Trump aver trovato proprio in chiesa l’unica nota stonata.** L’unica voce di dissenso chiara e inequivocabile nei giorni trionfali dell’insediamento.

**Lui, che nel discorso nella rotonda di Capitol Hill subito dopo [aver giurato](https://laragione.eu/esteri/il-giuramento-divisivo-di-donald-trump/) come 47º presidente degli Stati Uniti d’America, aveva esclamato di essere stato salvato da Dio** per compiere la missione di far tornare grande l’America, riportandola all’“età dell’oro”. Lui “Unto del Signore”, come avrebbe detto con ben altra autoironia qualcuno da queste parti, **si è sentito rintuzzare senza alcun riguardo dal pulpito della cattedrale episcopale di Washington.**

**A parlare una donna dall’aria mite e ordinaria, del tutto ignota alle cronache sino a una manciata di ore fa. **Mariann Edgar Budde, vescova della diocesi episcopale di Washington. **Con toni accorati ma allo stesso tempo fermi ha invocato “pietà e misericordia” nei confronti di immigrati, gay e transgender. **Lo ha fatto guardando dritto negli occhi Trump.** Hanno fatto il giro del mondo le espressioni di disgustata sorpresa del neopresidente all’udire **- incredulo - **quelle parole.**

Non la conosciamo e non possiamo sbilanciarci, tanto meno escludere nulla ma fanno fede i fatti, che in questo caso sono le parole. **Nella cattedrale episcopale di Washington sono risuonati termini che in quanto tali sono vissuti oggi da tanti come superati, se non inaccettabili. Sintomo di debolezza, decadenza, sospettiamo anche scarsa mascolinità: pietà, misericordia e comprensione. **Concetti del tutto antitetici all’intera narrazione che ha accompagnato il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Nel giro di poche settimane termini e concetti propri della mitologia americana - “Land of Hope and Dreams” - sono letteralmente spariti. Estranei in terra d’America.

**Abbiamo ascoltato parole di colpo desuete, ridicolizzate, sospinte nel recinto del passato polveroso da un’accozzaglia di invasati sostenitori di un uomo.** Che - ci sia consentito senza suscitare ire - ha una considerazione di se stesso tale da non avere alcuna remora di autoincastonarsi in una visione messianica del proprio destino. Destino, non ruolo.

**Non sappiamo se quelle parole tutto sommato semplici avranno la forza di risvegliare un dibattito nel campo democratico che vada oltre la pura demonizzazione di The Donald**, favorendo l’emersione dell’unico antidoto alle derive (oltre la forza della legge) che esista in democrazia: una proposta politica alternativa, forte, credibile e vincente. **Il sermone era tutto sommato facile, essenzialmente una questione di coraggio e consapevolezza del proprio ruolo.** Dare all’America una versione diversa di sé rispetto al volto truce di Trump è molto ma molto più difficile.

*Di Fulvio Giuliani*
