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title: Il Sì di Hamas al piano di Trump oggi è il massimo della speranza
description: Quello di Hamas è un sì molto importante perché apre uno spiraglio credibile per un cessate il fuoco che due settimane fa appariva una chimera
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date: 2025-10-04
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/esteri/il-si-di-hamas-al-piano-di-trump-oggi-e-il-massimo-della-speranza/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, gaza, hamas, Trump]
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# Il Sì di Hamas al piano di Trump oggi è il massimo della speranza

![Il Sì](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/10/Il-Si-1024x639.jpg)

Quello di Hamas è un sì molto importante, fondamentale, perché apre uno spiraglio reale, concreto, credibile per un cessate il fuoco che due settimane fa appariva una chimera

**Il Sì di Hamas era tutto tranne che scontato** e infatti l’ala più radicale ha opposto resistenza fino all’ultimo. Prima di arrendersi ieri sera, a**ccettando il piano del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Come fra gli estremisti di Israele (purtroppo oggi al governo a Gerusalemme)**, che di sicuro si faranno sentire nelle prossime ore.

**È un sì molto importante, fondamentale, perché apre uno spiraglio reale, concreto, credibile per un cessate il fuoco che due settimane fa appariva una chimera**.

Questo è un fatto e dai fatti dobbiamo partire.** Il piano del capo della Casa Bianca non sarà certo perfetto, è tutto tranne che ideale**, lascia sul terreno un numero impressionante di punti sospesi, appena accennati e controversi, ma se ha prodotto questo Sì sarebbe delittuoso, folle e inconcepibile non sfruttarlo fino all’ultima stilla di speranza.

Lo abbiamo scritto ormai quasi una settimana fa: **quando è stato annunciato a Washington, domenica sera dallo stesso Trump e dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, ha offerto subito tanti aspetti delicati, misteriosi o direttamente incomprensibili, ma anche alcune novità sostanziali**.
Lo abbiamo sottolineato subito e sono esattamente quelle che hanno impedito ad Hamas di dire di No (perché questo è successo: non hanno potuto dire di No e non hanno potuto ascoltare chi voleva continuare una guerra senza speranza per pure motivazioni ideologiche).

Fra i suddetti punti risultati decisivi: addio alla folle e irrealistica ipotesi della deportazione di 2 milioni di gazawi.
Una totale pazzia, che pure per mesi è stata accarezzata pubblicamente anche dalla stessa amministrazione americana.

Averla abbandonata, come aver rimesso in gioco le Nazioni Unite nella distribuzione degli aiuti umanitari e aver promesso la libertà a quasi 2000 prigionieri palestinesi - di cui 250 ergastolani - sono concessioni di fatto. **Possono apparire nulla agli occhi di chi pretenderebbe tutto e subito, ma questo è**. Se vogliamo parlare della realtà, non dell’utopia, non del Paese dei campanelli che certa politica e certo sindacato si ostinano a raccontare.

**Chi ha la pazienza di leggerci sa quante critiche abbiamo riservato a Donald Trump, al progetto Riviera, alle parole irrispettose e fantasiose dei mesi scorsi**.
**Per tacere della colpa storica del governo israeliano di aver compiuto a Gaza atti contrari ai più elementari principi di convivenza civile**.

Restiamo noi, con la nostra razionalità inutile e sbeffeggiata, perché speriamo che gli uomini di
buona volontà - anche nelle realtà più impensabili e ributtanti - sappiano spingere verso un cessate il fuoco.
Cominciamo a salvare vite, poi ci occuperemo dei principi.
